giovedì 30 agosto 2007

Older

Ieri ho scoperto una delle differenze fondamentali tra essere "giovane" ed essere "grande": il senso di durata.
Ci sono diversi campi in cui si applica, uno è il seguente.
Credo che nei rapporti interpersonali ci siano tre fasi, due prettamente legate all'essere giovane, e una che invece arriva quando si è già grandi.
Conosci una persona, uomo o donna non importa, perchè si tratta di amicizia in questo caso.
Ti piace, ti ci trovi bene, ti ci affezioni.
Ora, se sei ancora in quella fase della vita in cui tutto è entusiasmante o devastante, ti butti in questo nuovo rapporto con gioia e fiducia, e ti convinci che durerà per sempre, perchè una cosa tanto intensa non può assolutamente finire.
Quando, inesorabilmente, finisce, resti distrutto e devastato.
Le occasioni successive, finchè non sei diventato grande, parti già in paranoia, perchè non puoi non affezionarti, ma già tremi all'idea del distacco.
La differenza col diventare grandi è appunto in questa ansia.
Te ne sei fatto una ragione, ma non in senso negativo e pessimistico (c'è anche questa fase, ovviamente, ma è solo un passaggio), nel senso che ti affezioni in giusto, e ti godi quella persona considerando che potrebbe scomparire prima o poi.
Non hai fretta di vederla tutti i giorni finchè dura, perchè sai che non cambierà affatto sull'effetto che avrà il distacco su di te. Sei consapevole che potrebbe (di rado, ma succede) restarti accanto, a volte di più a volte di meno, per i prossimi 50 anni, oppure potrebbe scomparire all'improvviso.
Quello che conta è conservare i bei ricordi.

Da questo passiamo all'altro campo: il tempo in se per se.
Mi ricordo quando avevo 20 anni o poco più, la frenesia di "dover uscire".
Tutte le sere, tutte le volte che era possibile, nel modo più divertente possibile.
Arrivava ad essere quasi una morbosa ricerca di passatempi e compagnia.
E oggi vedo nelle persone che ho accanto la stessa frenesia.
La vita non finisce a 30 anni.
E' questa la sensazione che avevo quando ero più piccola, la fretta di "fare qualcosa".
Da grandi si capisce meglio che il tempo non è così poco.
Certo neanche così tanto, troppe cose mi sono persa definitivamente per non aver colto l'attimo quando è passato.
Ma il concetto base è la differenza tra qualità e quantità.
Si trova il modo o la gente per uscie tutte le sere, volendo, ma cosa ti ricordi dopo un anno passato così?
Vaghe risate sporadiche.
Sono altre le occasioni che ti restano a vita impresse nella memoria.
Come un orgasmo subsonico inatteso nel bel mezzo di una frase, sul sedile posteriore di una macchina tornando da Cesena.

sabato 18 agosto 2007

Quite like this


It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself

Something beautiful is happening inside for me
Something sensual, it's full of fire and mystery
I feel hypnotised
I feel paralysed
I have found heaven

There's a thousand reasons
Why I shouldn't spend my time with you
For every reason not to be here
I can think of two
To keep me hanging on
Feeling nothing's wrong
Inside your heaven

It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself

I can feel the emptiness inside me
Fade and disappear
There's a feeling of contentment
Now that you are here
I feel satisfied
I belong inside
Your velvet heaven

Did I need to sell my soul for pleasure like this
Did I have to lose control to treasure your kiss
Did I need to place my heart in the palm of your hand
Before I could even start to understand

It's only when I lose myself in someone else
That I find myself

I find myself

Fasi e conseguenze

Periodo intenso.
Quando mai ce n'è stato uno tranquillo....

Oggi una mia amica mi ha scritto che vuole farla finita.
E' dentro un casino allucinante, ma è a san francisco, e io ho potuto solo cercare di scriverle il mio affetto via mail.

Oggi un mio amico mi ha detto che mi vuole bene.
E' stato bello, e come sempre, quando accade, ho potuto solo balbettare qualcosa sorridendo.
Sono terrorizzata dalle dimostrazioni di affetto e ne sono contemporaneamente cronicamente affamata.
Se non avessi gli anni che ho e non avessi passato le fasi che ho passato a quest'ora sarei al settimo cielo, fiduciosa sulla durata di un sentimento ed un rapporto così bello.
Non sono più così.
Dal 1998.
Il mio secondo tatuaggio me lo ricorderà a vita, che non devo fidarmi.
Se tra 50 anni sarà ancora così allora ne sarò pienamente felice.
Mi perdo qualcosa?
Non posso farci niente.

Eppure a volte vorrei essere ancora ingenua, e sentire di nuovo quel calore e qule brivido nello stomaco delle emozioni profonde.

Ieri ho finito le traduzioni per mia cugina e i turni di nutrimento al gatto e alle piante di mia zia.
Due fasi concluse.

I lavori a casa procedono, pensavo che mancasse solo la fase semifinale, perchè quella finale l'avrebbe fatta un pittore pagato per faticare al posto mio. Invece non può venire, e così appena torno dalle brevi vacanze dovrò imbiancare io.
Con il Mio ovviamente.
faticheremo in due, ma sarà sempre fatica che pensavo di non dover fare.

E l'altro ieri ho saputo che il fato ha rimesso in bilico il mio futuro lavorativo.
Il fato ovviamente si avvale della volubilità degli esseri umani.
ma non è in mio potere dirigere le cose in questa fase, quindi non lo farò.

E poi oggi ho sguazzato tutto il giorno all'AcquaPiper e sono rossa e rilassata, quindi adotterò la filosofia Karmica: quelle che deve essere sarà, e se sarà negativo mi rimboccherò le maniche, se sarà positivo... bhe sorriderò e mi rimboccherò comunque le maniche.

E poi domani si parte, e vedrò Gianluca.
E starò bene.

giovedì 9 agosto 2007

Beef-Steak

Ho una bistecca nel piatto avanti a me.
Succulenta, cotta come piace a te, condita al punto giusto.
Ti ricorda qualcosa che hai intuito lontanamente da bambino, ma che non hai più avuto da allora.
Come se ti sentissi digiuno da anni.
Hai l'acquolina in bocca.
Sai che io non la mangerò perchè sono sazia, mi chiedi di dartela.
Sorrido tagliando ed inforcandone un boccone e te lo porgo.
Chiudi gli occhi mentre assapori un nuovo livello di piacere, sei felice, la gusti, deglutisci, e ne vuoi ancora.

E invece no, non te ne do più, ti sorrido amorevolmente spiegandoti che per come la vedo io ne hai avuto abbastanza per questa volta.

Situazioni diverse, compagnie diverse.
Ti distrai con altre prelibatezze dai sapori diversi ed altrettanto intensi.

La situazione si ripresenta ogni volta che siamo soli.
E visto che io ho sempre la famosa bistecca magicamente intera ed apparentemente sempre più buona avanti a me, ovviamente me la chiedi di nuovo.
Ricevi un altro boccone.
E basta.

L'attesa comincia ad innervosirti, ma il gioco vale la candela.

A volte ti lascio sentire il profumo.
Ma questo comincia soltanto a ricordarti quanto era buono il boccone che hai potuto mangiare e quanta voglia crescente hai di addentare l'intera bistecca.

Tornano le altre situazioni.
In realtà sono assai più frequenti del nostro restare soli.

La giostra prosegue per mesi.

Un bel giorno, durante la solita, nota situazione, ti rendi conto che io so perfettamente quanto brami quella bistecca che tengo avanti a me.
Sei anche consapevole dei sentimenti che nutro per te.
E pensi che tu, al mio posto, me l'avresti data da subito, tutta, e avresti ripetuto il dono spontaneamente, senza neanche aspettare che io te lo chiedessi, provando un gusto pari al mio nel guardarmi gioire del pasto.

E così piano piano ti passa la voglia.
Di chiedermela, non di mangiarla.
Perchè io la tengo sempre avanti a me quando siamo soli, e tu ne senti il profumo, sempre più intensamente.

Finchè non cominci a convincerti che io sia crudele a guardarti soffrire la fame senza muovere un solo dito per renderti più felice.
Ti convinci che mi basterebbe veramente poco per farlo.
Certo sappiamo entrambe che la tua sopravvivenza è assicurata anche senza la suddetta prelibatezza.
Certo, magari io ho le braccia fratturate e il piatto è inchiodato al tavolo e ci sono molti altri impedimenti gravosi che mi proibiscono di soddisfare la tua necessità.
...
Ma in realtà ti sembro più che in grado di farlo, perchè hai stima di me, perchè anche tu nutri sentimenti forti per me, perchè pensi che se io volessi potrei fare qualsiasi cosa.
Qualsiasi.

E così la conclusione è che io non voglia fare quello che ti renderebbe felice.

E sei triste.
Ogni volta che siamo soli.
In tutte quelle occasioni che dovrebbero essere di intimità, complicità, affetto.
Sei triste al solo guardarmi.

I momenti in cui il mondo dovrebbe scomparire e dovrebbero esistere solo i nostri occhi e la nostra pelle.
Sei inesorabilmente triste.

Ed io sono te.
E tu sei me.

domenica 5 agosto 2007

Finalmente Ferie!

Mi sono svegliata alle 15.00 con un mal di schiena atroce, come sempre quando dormo più di 6 ore, devo cambiare supporto, è inevitabile.

Ho finito tutti i lavori ad orario fisso che avevo, a fine agosto si ricomincerà, anche se non è ancora definito come, quando e dove, ed è comunque lontanissimo.

Ho staccato da lavoro a mezzanotte e mezzo e sono arrivata alla festa quasi alle 2.00, erano andati via in molti, eppure sono riuscita a bere abbastanza da rilassarmi e a passare altre 2 ore piacevoli tra bruschette, barili di birra, racconti assurdi e buona musica.
Tanti auguri e beauty for you.

Ora la domanda è:
stiamo insieme, viviamo insieme, abbiamo anche lavorato insieme, usciamo insieme e ci divertiamo insieme, ci piacciono le stesse cose, le stesse persone, le stesse situazioni, e questo ti porta a guardarmi negli occhi in alcune occasioni, tipo ieri notte, e a dirmi quello che provi per me, condensato in 2 parole, a volte 3 per ribadire meglio... perchè non riesci, visto che sai che ne ho tanto bisogno, ad ampliare il concetto con qualche dettaglio in più?
Io ipotizzo cosa si muove nel tuo cervello, ipotizzo cos'è che ti fa essere felice di avermi li in quel momento così come sono, e ipotizzo cos'è a provocare tali slanci di entusiasmo... ma perchè devo solo ipotizzare e non puoi dirmelo tu?
Perchè non puoi trovare frasi più lunghe di 2 parole per farmi capire cos'è che ti fa essere così entusiasta di me?
Perchè, io che non mi piaccio e non mi considero piacevole devo avere te davanti che mi dici il contrario senza addurre motivazioni plausibili?
Si dice "chi si accontenta gode", le donne non sono così, non si accontentano mai, non mi basta, e non esiste il concetto "almeno tu hai Lui".

Ho bisogno di altro.
Dal Mio.

Ripensavo ad alcune mie storie passate.
Tranne rare eccezioni i ragazzi con cui sono stata venivano da storie allucinanti che li avevano lasciati tristi, amareggiati e con una pessima considerazione degli esseri Femmina.
Ore ed ore di racconti in cui loro, i Maschi, avevano attenzioni, premure, facevano regali, dedicavano canzoni o frasi meravigliose, slanci d'amore simil film e così via, e tutto veniva sprecato, non apprezzato, rifiutato, non capito, buttato al cesso per usare un francesismo.
E mentre ascoltavo pensavo "bhe fantastico, ora siamo qui, io e te, e quando tu sarai così con me io ti restituirò il doppio, perchè mi piaci e non vedo l'ora di coprirti di favole".

E poi?
Poi mi rendevo conto, puntualmente, ogni storia, che quella pessima esperienza con la tale Femmina a me precedente, durata di solito anni, gli aveva succhiato ogni fantasia.
Avevano dato tutto per lei, si erano esauriti.
Ed a me non restava niente o quasi.
Vista la reazione negativa ai loro slanci li avevano repressi, cancellati, niente più.

A questo punto una pensa che sia vero che più te la tiri e li maltratti e più ti sbavano dietro, e quando sei li a cuore aperto invece ti danno per scontato prima che tu possa dire crostata di mirtilli.

Eppure resisti, perchè lui ti piace proprio, allora ti metti li e dici "io posso guarire le sue ferite, posso fargli capire che vuol dire essere In Due". E lo fai, passi giorni, mesi e anni a ricucire quei tessuti lacerati, lesinando parti di te, ignorando quello che a te serve perchè vengono sempre prima loro (errore mio, lo so, non posso evitarlo), ricostruendo pazientemente.

Finchè un bel giorno... sole che splende, uccellini che cantano, primavera di Puccini ovunque... Lui ti guarda e finalmente si accorge di tutto quello che hai fatto per lui, si sente bene, è guarito, è pronto... e tu ti sei esaurita, ti sei rotta il cazzo, sempre per dare quel tocco di eleganza, ti sei consumata. Ti sei stancata di dover fare fatica per avere quello che tutti ti ripetono che ti meriti e ti spetta e che chi non era capace di apprezzare invece ha avuto gratis.
Non hai più niente da dare, avresti bisogno di ricevere, e loro invece sono così abituati ad averti sempre disponibile che non vogliono proprio capirlo.

E puntualmente mollo e cambio vita (casa, città, lavoro, capelli e così via).

E me ne resto con i ricordi di qualcosa che è partito benissimo ed è andato a puttane lentissimamente ma inesorabilmente.

Ora tu mi hai detto che doveva andare così, perchè dici che sono La Tua, e a me pare proprio che tu sia Il Mio, e per poterci trovare abbiamo dovuto scartare tutti i precedenti.
Eppure ci risiamo.
Con la differenza che SO quello che provi per me, ma non riesco a SENTIRLO.
E tu mi rispondi che sie fatto così, "che non ti viene".
Perchè ci drogano di fantasia fin da bambine e poi dobbiamo sbattere il muso contro una realtà così terribilmente idversa?

Che diavolo devo fare?

"Correggere il cappuccino col whiskey e metterti a cucire che prima consegni prima prendi i soldi... e accendi winamp."

giovedì 2 agosto 2007

More than words

Eravamo a Lucca, in macchina, in un parcheggio inventato, stavamo raccogliendo le forze per affrontare la fiera dopo il viaggio e tu mi hai detto:
"Ti prego, non inibire mai volontariamente i tuoi sentimenti per me".
E io pensato che già ti amavo, anche se non sono riuscita a dirtelo.

Sono passati diversi mesi. Intensi senza dubbio. Ho visto lati di te che non conoscevo. E viceversa, ovviamente.
Mi sento sola.
Anche se stiamo insieme.
Anche se viviamo insieme.
Anche se ogni volta che ti vedo dopo qualche ora di lontananza penso che vorrei stare con te e mi ricordo subito dopo che è già così.
Eppure mi fai sentire sola.
Non riesco a capire ne a mettere a fuoco i dettagli, i motivi, le sfumature.

E' solo un enorme peso che sento dentro e che mi schiaccia ogni volta che guardo un film romantico o sento una caonzone d'amore.
C'è qualcosa che non va, in me di sicuro, e alla fine contagia tutto quello che tocco.

Mi sento una specie di bambola di pezza appoggiata qui e la nei momenti in cui devo andare a lavorare da una parte, dall'altra o stare a casa.
faccio meccanicamente tutto quello che devo fare e poi chiudo le giornate senza avergli dato alcun senso.

Non che sia colpa tua, certo.
Ma sono una drogata di fantasia, lo sapevi fin dall'inizio.
E mi sto spegnendo.

mercoledì 1 agosto 2007

Beguinning - Middle - End

Oggi è il primo agosto.
Giornata neutra direi, mi alzo col solito rodimento di culo per le ingiuste imparzialità della vita che mi costringono ad alzarmi alle 7 e lavorare fino a mezzanotte in 3 posti diversi mentre c'è chi dorme, lavora un paio d'ore, dorme, si rilassa un po', e dorme, e poi esce a divertirsi.
L'invidia è davvero una cosa pessima, meno male che dio non esiste, altrimenti il girone dell'inferno aveva già un cartello di benvenuto per me.

E allora penso "porca vacca, siamo già ad Agosto!".
Voglio dire, è l'ottavo mese dell'anno, e i 7 precedenti sono già passati?!?!?
E che ho fatto io?
E quant'è bella la teoria della relatività a questo punto...
Ho fatto mille cose, positive, negative, con conseguenze, senza conseguenze, ne ho finite alcune iniziate prima (non ne sono sicura, ma spero che sia così, ci credo tanto e forse mi autoconvinco...), ne ho iniziate altre che finirò (poi... forse... diciamo di si che se non ci credo neanche io non funzionaerà mai), ho conosciuto persone nuove, ho imparato cose nuove...

Questo è il 32° agosto che inizio.
A parte i primi 5 che potrei essere giustificata se non li ricordo, gli altri dovrei/potrei ricordarli tutti... Ammesso che io ne abbia voglia...

E qui entra un'altro meccanismo bellissimo, che gli uomini faticano tanto a capire: l'inevitabilità delle pippe mentali femminili. (Anche se ormai ci sono sempre più maschietti che si fanno altrettante pippe mentali... E' proprio vero, non esistono più i cavalieri di un tempo!)
Anche se io decido che "non voglio pensare a quella cosa perchè è dolorosa-deleteria-inutile-ipotetica-falsa ecc..." il mio cervello sarà inevitabilmente occupato da quella e solo quella per tutto il tempo che riterrà necessario, mio malgrado, con conseguenze orribili sul mio umore.
Esempio classico?
Chiami il ragazzo che ti piace e il suo telefono squilla ma lui non risponde.
Pensiero 1: Non ha sentito il telefono
Pensiero 2: Non vuole rispondermi
Pensiero 3: E' con un'altra
Pensiero 4: Ce l'ha con me
Pensiero 5: (raro ma esistente) ha lasciato il telefono a casa ed è altrove
Pensiero 6: L'ho stressato troppo
E così via.

Un tempo pensavo di essere l'unica o quasi a farmi tali seghe mentali, ho scoperto che invece siamo tantissime!
Non che la cosa mi consoli più di tanto, anzi, toglie un po' di orgoglio nell'originalità della malattia mentale.

E così inevitabilmente mi ritrovo a pensare ai trascorsi inizi di Agosti vari. (Non credo che il nome di un mese abbia il plurale, ma me ne sbatto, dopotutto questo è il mio blog).
E altrettanto inevitabilmente quelli che emergono per primi sono quelli peggiori, quelli più tristi, quelli con meno voglia di cominciare un nuovo mese visto lo sfacelo in cui ero.

Ho letto due libri fantastici e terribili allo stesso tempo, sono di Giulio cesare Giacobbe.
Il primo si intitola "Come smettere di farsi le seghe mentali" e il secondo si intitola "Alla ricerca delle coccole perdute".
Fantastici perchè sono pieni di saggezza e danno delle soluzioni effettive (se applicate) alla depressione e di conseguenza all'80% dei problemi mentali (femminili e maschili, a questo punto).
Terribili perchè mettono a nudo delle parti di chi legge in maniera brutale. Fanno l'effetto di due ceffoni ben assestati, e sopratutto non tengono in considerazione che quando uno è depresso non ce la fa a occpuparsi di se stesso e a rialzare la testa immediatamente per cambiare quello stato.
Certo se uno praticasse costantemente i metodi evita-seghe che i libri propongono forse non entrerebbe neanche in depressione.
Ma quando ti svegli ed è già tutto nero?
E vogliamo considerare anche che quando va tutto bene non sempre vuoi ricordarti che potresti ricadere in depressione da un momento all'altro? E come ti viene in mente quindi di prevenire?

Servirebbe un allenamento apposito.

Eppure oggi è neutro.
Ne triste ne felice.
E' già qualcosa.
E non fa neanche troppo caldo.