Almeno è tornata la colonna sonora.
Lo so, non scrivo da tanto, e tanto per cambiare non sono allegra.
Andiamo per ordine e per gradi.
Dopo quasi 7 anni l'incubo del negozio è finito.
Il 13 ottobre 2010 ho ceduto il 100% della società e la carica di amministratore.
Tutto.
Come stai?
Alla grande.
Mi rode solo aver buttato tutto questo tempo.
Essermi piegata così tante volte.
Così tante.
Potrei essere in grado di aver smesso, che non è italiano, ma rende l'idea.
Io.
I miei no.
"Vendiamo casa, prendiamo un milione di euro oltre al valore che ci facciamo, e compriamo un agriturismo, un'azienda agricola, un'attività. Ovviamente il mutuo o prestito che sia lo prendi tu."
Così dice di pensare al mio futuro.
Certo se mi violentava da bambina stavo peggio.
E in tutto questo mi arriva solo una cosa: da sola non ce la fai.
Lo so che non è così, che non è questo il vero motivo per cui continuano a cercare di trovare loro qualcosa, ma non riesco a togliermi la sensazione.
Sconforto.
Ecco il light motif di questi giorni.
Sconforto nero.
Dal quale ovviamente uscirò, come sempre, da sola, e rialzerò la testa.
E di sicuro non mi farò più fottere dai progetto non-sense dei miei.
Vendere casa, comprarne 3 più piccole, darmi uno spazio vitale decente, sarebbe così semplice, così scontato, così veloce.
Invece no.
Ognuno pensa a se.
E io penso a me.
E' così grande questo vuoto.
sabato 19 febbraio 2011
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