giovedì 14 marzo 2013

L'Atlante delle Nuvole

“I believe there is another world waiting for us. A better world. And I'll be waiting for you there.”

Non sono la sola a vivere questa realtà pensando che non sia quella giusta.
Mai trovato conforto nel mal comune.

Facciamo il punto:
Ho un nipote scorpione meraviglioso, iperattivo, e con un carattere che il mio scompare a confronto.
Ho una nipotina Betty Boop meravigliosa, angelica, incantatrice dal primo sguardo.
Più tempo passo con loro più si rafforza in me la sicurezza che mai metterò al mondo un figlio.
Semplicemente non sarei in grado di renderlo felice.

Il mio gatto dopo un anno di isolamento dalla comunità felina di mia madre ha finalmente fatto amicizia con uno dei nuovi cuccioli. Il quale è morto sotto una macchina davanti casa pochi giorni fa.
Ora si avvicina timidamente ad un altro, si mette accoccolato ad un metro da lui raggiungendolo in tutti i punti dove si mette a dormire o a prendere il sole. Me ne sono accorta poco fa.
La sofferenza che provo guardandolo elemosinare compagnia è insostenibile.
Così come quella che provo ogni volta che devo uscire e lasciarlo.
Da brava mamma in depressione rifletto sui modi indolore per non dover più vederlo soffrire.

Il precedente post è di luglio dell'anno scorso.
Nulla è cambiato.
Mi lascio trascinare dalle onde verso una riva che non raggiungerò mai.
Ogni tanto esprimo frammenti di questi pensieri, inutilmente, perchè so benissimo che nessuno in nessun modo potrà comprendere fino in fondo o aiutarmi in qualche modo.

Sono andata in montagna per un fine settimana.
Sulla neve.
La sera ha anche nevicato.
Ed io non ho provato niente.
E' iniziata a capodanno in realtà.
Dopo il solito natale inutile in cui il riflesso dell'emozione che provavo anni fa è ormai una semplice ombra che mi fa odiare la mattina del 25.
Ora non c'è più neanche capodanno.
E' stato un lunedì. Nient'altro.
Nessun formicolio, nessuna voglia di sorridere al nulla credendo stupidamente che un anno finiva e uno nuovo cominciava.
Che tutto era di nuovo possibile.
Niente.
Non mi interessa se il resto del pianeta se ne sbatte del capodanno. A me piaceva.
Mi sono resa conto perdendolo che era l'ultimo appiglio alla mia capacità di sognare e sperare.
E ora non c'è più.
Si potrebbe dire che sono cresciuta.
In effetti è così.
Mi sono stati strappati via gli ultimi brandelli di ingenuità infantile come brani di carne da un corpo ancora vivo.

E se questo è essere grandi e disillusi, se questo è essere maturi e pronti ad una vita normale...
Bhe mi fa schifo.