martedì 25 dicembre 2018

Carol of The Old Ones

Due domande:
1 perchè i miei genitori non hanno le palle di chiedermi perchè mai sono così devastantemente triste.
Probabilmente perchè sanno che in buona parte dipende da loro e da quello che hanno fatto o non fatto negli ultimi 43 anni.
2 perchè per loro è così fondamentale ciò che pensano/provano/vedono gli altri molto più di quello che proviamo io e mia sorella.

E sono arrivati i parenti...

martedì 13 novembre 2018

Because of you - Skunk Anancie

Dove you è il mio ultimo ragazzo, la mia ultima relazione, la mia ultima analista, la mia infanzia, la vita, gli esseri umani, io.

Qualcosa si è rotto.
Non so se l'ho già scritto, se ho già avuto questa sensazione o no, ma so che se penso a come ero "prima" in effetti ho la certezza che qualcosa sia irreparabilmente cambiato in me. Che qualcosa si sia perso.
Ricordo di aver pensato anche col mio penultimo ragazzo che mi avesse strappato via ogni brandello di residuo di felicità.
Ma a conti fatti, onestamente, è probabilmente solo colpa mia.

Non ho più voglia di stare in compagnia, preferisco stare da sola.
Oscillo fra un odio indistinto verso ogni altra forma di vita su due piedi e il terrore di incontrarne una che mi piaccia, e che alla fine mi faccia male.
Non ho voglia di parlare, eppure quando mi convinco ad uscire di casa e sto con le poche persone che apparentemente mi accettano così come sono fatta sto bene, rido, scherzo. E poi torno a casa, e penso, e tutto torna ad essere nero.

Ho paura di non essere più capace di farmi stare bene da sola. In effetti forse non ne sono mai stata capace, però c'è stato un tempo in cui mi sembrava di esserlo.
A ben guardare non riesco più ad essere felice. Mai.
E se cerco all'indietro non riesco ad individuare il momento in cui è successo, quando e perchè ho smesso di credere che le cose possano andare per il verso giusto, cos'è che si è rotto.
Non sono felice, facciamola semplice.
Non so come poterlo essere, perchè non so cosa voglio.
Non ho la forza di iniziare nuovi tentativi per capire se le poco convinte ipotesi che si formano nella mia mente sono genuine o sono anch'esse frutto di fantasie irreali, intangibili e non ottenibili.

Sono una sognatrice, su questo non ci sono grossi dubbi... O forse si.
Ho rivisto Amelie, ho pianto pochissimo, però voglio un sognatore anche io.
Voglio quella magia.
Morirò da sola.

Voglio andare in Irlanda, e sono terrorizzata dalla paura di sentirmi sola, di non riprovare quella sensazione di benessere che ho provato le altre volte, di confermare anche li che qualcosa è cambiato.
Voglio andare a Disneyland, e qui il terrore si fa talmente grande che quasi non lo sopporto.

Non riesco più a credere nel lieto fine, nella felicità, nella fantasia, nei sogni.
Che senso ha vivere se deve essere così vuoto e freddo?
Non riesco ad emozionarmi.
Quando lo dico ad alta voce mi sento rispondere che è un momento, che è una conseguenza, che passerà.
E invece qualcosa si è rotto.
E non capisco esattamente cosa.
E non so come aggiustarlo.
E vorrei tanto che qualcuno lo vedesse e lo aggiustasse.
E so che questo è quello che vogliono tutti, avere attenzioni, essere accuditi, essere la cosa più importante per qualcuno.
O forse non è vero neanche questo, forse neanche lo so più cosa vogliono tutti.
Forse non capisco me e non capisco neanche nessun altro.

Come si esce da questo nulla?
Come si ritrova la voglia e la forza di costruire se non si riesce a credere che possa funzionare?

E così ogni mattina mi alzo, faccio quello che devo fare, e ogni sera mi rimetto a letto, e cerco qualcosa che mi distragga, che mi faccia sognare, e mi drogo di fantasie. Finchè non spengo la luce e una vocina forte e chiara mi ribadisce che non succederà, non a me, non in questo mondo, non in questa realtà.

E sono vecchia.
E ho paura.
Non credo di aver mai avuto paura in vita mia come in questo periodo.
Ho paura di viaggiare da sola e di aver bisogno di aiuto.
Una volta non era così, sapevo di poter andare ovunque, anche da sola, di potermi dare quello che volevo, anche da sola. Di potermi portare in posti che mi avrebbero fatto sentire bene. Ora penso di arrivarci, in cima ad una montagna a guardare il panorama per esempio, e poi penso che incontrerei qualche malintenzionato, o che se mi sentissi male non riuscirei a tornare a valle.
Ho paura.
Non solo di quello che non posso controllare.
Ho paura che non mi piacciano le cose che credo potrebbero piacermi.
E ho paura che se ne avessi la conferma non riuscirei più neanche a trovare la forza di alzarmi ogni mattina e fare quello che devo fare.

Questo mondo è imperfetto, e mi fa schifo, e so per certo che questo è il primo gradino verso la follia che porta la dissociazione.
Ogni tanto mi immagino ricoverata in qualche clinica (di montagna), a guardare verso l'infinito con occhi spenti mentre i miei genitori parlano con i dottori.


giovedì 4 ottobre 2018

e 4 volte 4

Non c'è due senza tre è una cazzata.

Mi sono resa conto ieri che sono stata fidanzata per metà della mia vita, e per 4 volte ho resistito fino a 4 anni e poi ho mollato.
Questa volta è stato diverso.
Ho capito una cosa molto importante: io sapevo che era la persona sbagliata, ma ho aspettato che cambiasse per diventare la persona giusta.
Forse, dopo questa, riuscirò a non rifarlo più.
E da qui mi chiedo, ma se quello che voglio io è l'eroe coraggioso e protettivo che sceglie ME fra tutte le altre, e quindi non esiste, resterò sola fino a 80 anni e poi mi accontenterò?
No, non credo che mi consentirò di arrivare ad 80 anni.
Forse in effetti sono molto più malata di fantasia di tutti gli altri, forse io proprio non riesco a pensare che la realtà sia questa e che vede bene così.
Alla faccia di tutti gli anni e i soldi passati in analisi.
Il problema, ora, è che neanche ci spero più, in qualche modo ha funzionato, e probabilmente è vero che non esiste uno come lo voglio io, come lo scrivono nei libri, capace di un amore dedicato e indistruttibile.
Forse io non sono così speciale in effetti, da meritare una cosa del genere.

Forse è passato troppo poco tempo ancora.

Forse sono vecchia e fragile, ed ho paura di restare sola.

Temo di non riuscire più a credere nei legami interpersonali duraturi e felici.
Forse devo solo aspettare.
O forse dovrei andarmene, in un posto dove l'inverno c'è la neve.
O nel ring of Kerry, dove mi sento a casa chissà perchè.