It Finally Happened...
Ieri sono andata a vedere un locale con papà.
San Giovanni, vuoto, da ristrutturare e arredare, in affitto ovviamente, enorme.
Potrebbe diventare fantastico, esattamente come piacerebbe a me.
Tornando a casa l'avevo già arredato e inaugurato.
Ho scritto un elenco di cose da controllare, di enti da consultare, di piani da verificare.
Poi ho cenato, ho guardato due puntate di CSI, ed ho letto.
L'ultimo di Martin è pesantissimo. Emotivamente parlando.
Mi sono addormentata verso mezzanotte.
Serena.
Marco è tornato all'una credo.
Ha svegliato i gatti.
I gatti hanno deciso che avevano dormito abbastanza e hanno cominciato a rompere i coglioni.
Mi sono svegliata io.
Marco ha fatto uscire la gatta.
Il gatto si è rimesso a dormire.
Marco si è addormentato.
E io sono piombata in un insonnia definitiva.
Ho cominciato a pensare alle audizioni per andare a lavorare all'eurodisney.
Durano fino a venerdì.
Mi sono proiettata a lavorare e vivere in francia.
E Marco?
Mi porterei il gatto.
Litigherebbe anche li coi gatti dei vicini?
Sofferenza.
Potrei chiedere di lavorare come manovale, o giardiniere.
E quando stacchi? Nel tempo libero che fai?
Che vivi a fare?
Poi se devi stare in un posto piccolo dove ci sia la neve d'inverno puoi anche andare sulle alpi.
A spalare la cacca di mucca, in una mini casetta, col gatto.
E Marco?
E mio nipote?
E il tempo libero?
Che fai? Cosa vuoi?
Niente. Non credo di poter essere felice.
Ho pensato di cercare quel villaggio medievale che in francia stanno ricostruendo coi metodi medievali per viverci come vivevano allora.
Col gatto.
E cosa mangiavano i gatti nel medioevo?
Sofferenza.
Ho pianto.
Non so cosa fare di me.
Ho elaborato un discorso da fare a mio padre.
"Smettila di cercare di sistemarmi, smettila di cercarmi lavoro, smettila di preoccuparti di me. Lasciami in pace. Forse lo fai perchè vuoi aiutarmi, ma tutto quello che mi arriva è che non sono degna delle tue aspettative."
Ho pianto più forte.
Ho riacceso la luce, sigaretta, libro.
Alle 4 ho spento per partito preso.
Alle 5 e qualcosa ancora non mi si chiudevano gli occhi.
Se la notte porta consiglio... e se dovessi seguirlo... dovrei andare direttamente sulla scogliera.
Alla fine mi sono addormentata.
Pensando che non sono capace di vivere.
E non ho motivo per farlo.
Mi sono svegliata alle 9. Marco mi ha portato la colazione. Avrei voluto dormire tutto il giorno.
E tutti quelli successivi.
Ho ricominciato a pensare a mio padre, che oggi vedrà l'intermediario che gli darà le planimetrie del locale.
Ho pensato di parlargli, per fermarlo.
Non ce la faccio.
Vorrei esordire così.
Non ce la faccio.
Poi ho pensato che potrei lasciarglielo fare, vedere fino a dove arriva, vedere se davvero qualche stupida banca ci darebbe i soldi.
Forse potrei davvero fare il bartender per il resto della vita.
Sarebbe divertente.
Darebbe soddisfazione.
Perchè non ho nessuno più grande e più saggio di me a cui chiedere che cosa cazzo devo fare nella vita?
Non so.
Non ce la faccio.
Il locale sarebbe proprio fico.
E potrei quasi annullare il concetto di tempo libero.
E se poi non ce la faccio?
giovedì 17 novembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
The day the world went away - Nine Inch Nails
Ci sono momenti in cui una canzone ti porta via, ti apre una finestra su un'altra esistenza, è una crepa in un muro ammuffito e umido, ti ci infili attraverso, lo senti sottopelle, vibra nelle vene, chiudi gli occhi e respiri a pieni polmoni questa emozione di intensità sorprendente, le parole perdono senso, è un viaggio e vorresti non tornare mai.
Anche se le sensazioni che provi sono strazianti.
Un livello di dolore che puoi sentire solo con quella parte di cuore che non si arrende mai a credere che QUESTA sia davvero la vita.
Andiamo via.
Apprezzo la proposta.
Ma subito dopo penso...
A fare cosa?
La devastazione massiccia che sto subendo in questo nuovissimo stato emotivo che ha frantumato il binario circolare e vizioso ha portato questa fondamentale novità: a fare che? a che pro? a ricominciare? e poi?
Sono mesi che mi rifiuto di scrivere questa cosa, chissà perchè poi.
Ogni volta che vedo mio padre che gioca con mio nipote mi si spacca il cuore in due.
Ci passa le ore.
E ride di cuore quando lui fa qualcosa di dolce, o di buffo.
Si commuove.
Non lo perde mai di vista.
Si prende cura di lui.
Fottutamente bene.
Fanculo.
Lo so. Nessuno mi dice che non fosse così anche con me.
D'altra parte ora è in pensione, ha tempo.
Quando sono nata io usciva alle 7 di mattina e tornava alle 9 di sera.
La domenica?
Aveva da fare cose "pericolose" per cui io dovevo stargli lontano.
Dovevo stare con mia madre.
A cui davo fastidio.
Me ne fotto se sotto sotto era più piccola di me ora, inesperta, depressa, esaurita, triste, inconsapevole, mi voleva bene ma non era capace di esprimerlo.
Me ne strafotto.
Perchè io so che le davo fastidio.
Come so che il mio elemosinare attenzioni dava fastidio a lui.
Forse è la stessa cosa che provo con i miei gatti.
Li amo, immensamente, ma non vedo l'ora che muoiano per non dover più soffrire dietro a loro che in quanto animali non capiscono un cazzo e dio bastardo solo sa perchè invece di fare branco come tutti gli stupidi gatti del mondo litigano e si soffiano e si menano e non si vogliono bene, e tanto per cambiare mi immedesimo e mi distruggo di dolore.
Stupida, he?
Ogni tanto guardo mio padre con mio nipote e vorrei chiedergli "ma sei mai stato così con me?".
Non ho le palle.
E poi io ero femmina.
Anche questo so, checchè chiunque altro osi dire.
Non sapeva cosa farci con me.
Ma vaffanculo.
Ho un'improvvisa voglia di whiskey e coca.
Molto whiskey.
Poca coca.
Ingrasserei.
Sono appena dimagrita.
Un po'.
Non ho più neanche tutta la rabbia di un tempo che possa spingermi a spostarmi e ricominciare.
Non ho proprio più voglia.
Mi ha appena chiamato mia madre per dirmi che sono rimasti a casa di mia sorella ad aiutarla a montare delle cose che hanno comprato da ikea...
Per questo non sono ancora tornati...
Di non preoccuparmi...
Avrei dovuto essere preoccupata?
Non lo ero.
Questo modo che hanno di aiutare mia sorella col figlio non è una cosa bella.
Significa "da sola non ci riusciresti".
Piove.
E i gatti rompono il cazzo che vorrebbero uscire ma non possono.
Giuro. Hanno un atteggiamento apparentemente ultra disponibile. Ma io li conosco molto bene, e so che sotto sotto pensano "se ti fossi organizzata meglio la vita non avresti bisogno del nostro aiuto".
Ti stanno facendo un favore.
Solo che te lo fanno pesare.
Non come un amico che al limite è contento di aiutarti.
E non ti giudica.
Chissà cosa pensano di me.
La figlia fallita che spreca talento da quando è nata.
Chissà perchè.
Ma quale talento poi?
Ogni tanto mia madre prova timidamente a dire che faccio una vita troppo sedentaria.
Me lo dice solo davanti a mio padre.
Sa perfettamente che le ringhierei contro di farsi gli stracazzacci suoi se me lo dicesse quando siamo sole.
Una vita sedentaria.
Ma che cazzo ne sa lei?
Figlia di ricchi, vestita da loro nelle boutique di Valentino dai 15 anni in poi.
Ed ha buttato tutti i soldi che le hanno lasciato.
Non ho ancora capito come.
I miei pregi per loro sono difetti.
Perchè si sentono giudicati.
E' vero che li giudico.
Quando cresci sentendoti giudicata (male) per tutta la vita dai per scontato che sia quello il modo di vivere i rapporti interpersonali in famiglia.
Mio padre continua a cercare su portaportese.
Un po' case (prima o poi la banca qualcosa gli leverà, lo sanno come lo so io... no forse io ne sono più consapevole di loro).
Un po' attività.
Apparentemente per me.
Quando poi ci parli capisci che non è per me, è "con" me per loro.
Allora mi viene riconosciuta la capacità organizzativa?
Apparentemente si.
In realtà no.
E' come per mia sorella.
"Da sola non ce la fai"
"Ti concedo che un baretto con un po' di tavolini per fare pranzo e forse aperitivo da 30 coperti al massimo potrebbe piacermi come attività"
"Ho trovato un ristorante da 300 posti coperti e 150 all'aperto per la bella stagione"
Mi prendi per il culo?
Poi rifletti e capisci.
Con 30 coperti ci si mangia al massimo in 2. Uno sono io, l'altro non è uno di loro due. E lo sanno.
Con 300 coperti ci si mangia in quanti? 5? 6?
Peccato che nessuno di noi sia in grado di gestire una cosa del genere.
"Poi avresti i dipendenti che si occupano delle cose più faticose".
La regola fondamentale che se apri un'attività devi morirci dentro per i primi due anni da solo o quasi vale solo quando si parla in via teorica.
Mi da ragione quando glielo ricordo.
"Ho trovato uno stabilimento balneare a focene con ristorante annesso da 200 coperti".
Nasceva dell'incredulità in me.
Ora non più.
Non so neanche che effetto mi faccia.
Niente di piacevole comunque.
La conclusione è che se io davvero facessi la follia di aprire un posto piccolo e ben visibile in una zona molto frequentata loro due si accollerebbero.
Di nuovo.
"Ma stabilendo dei ruoli separati prima non ci sarebbero ingerenze e quindi niente litigi"
Impossibile.
Almeno in un posto piccolo come dico io.
Certo in un ristorante da 300 coperti magari manco te incontri in una giornata piena.
Ma chi lo vuole un posto così?
Si parte di nuovo dalla base sbagliata.
Non "cosa mi piacerebbe"
Ma "cosa ci darebbe più soldi"
Come se aprire un ristorante grande in automatico risolvesse i problemi economici facilmente come l'acqua lava via il sangue dal lavandino.
Che poi quelli di CSI lo trovano sempre nello scarico.
"Non arriviamo alla fine del mese"
Quindi chiediamo un altro mutuo, fido, prestito, ecc... e apriamo un'attività nuova che non abbiamo mai gestito prima e diventiamo ricchi.
Ma perchè?
Vendere casa per comprarne una piccola e vivere con le pensioni rilassati e tranquilli no?
Forse la verità è che se dovessero restare loro due a guardarsi in faccia senza niente da DOVER fare non saprebbero affatto godersi la vita.
Se invece io non gli concedessi di accollarsi sarei la bastarda peggiore del mondo.
Certo perchè anche se mia sorella continua a dire che non è affatto interessata in una attività di ristorazione loro se ne fottono, una volta che l'avremo aperta se a lei servirà un lavoro potrà venire a fare... la cassiera...
Ma chivvese'ncula.
Non sono mica davvero così imbecille da fare 2 volte la stessa cazzata così enorme!
Piuttosto mi cerco un lavoro stupido e faccio la dipendente cretina per il resto della vita, sopravvivendo al disprezzo nei vostri occhi molto più facilmente di quanto non sopravviverei a lavorare con voi.
E' proprio vero, il resto del mondo non vede proprio niente di quello che io vedo di me.
Sarà colpa mia?
Probabile.
E non ho la connessione adsl. Non posso neanche lasciar morire questo corpo materiale trapassando l'esistenza in un mondo virtuale.
Neanche Pottermore apre ancora!
E non ho lontanamente i soldi per pagare quello che ho ordinato di star wars.
Me lo terranno.
Spero.
E poi devo aspettare di andare a disneyland.
E poi c'è rocca del drago.
E poi vedremo.
Oggi non riesco a distrarmi.
Non riesco a coccolarmi da sola.
Ultimamente ci riuscivo.
Sospiro.
Sti gatti del cazzo non sono neanche utili del tipo che ti vengono in braccio a fare le fusa se ti metti a guardare un film sul divano.
E non trovo canzoni da sentire.
Anche se le sensazioni che provi sono strazianti.
Un livello di dolore che puoi sentire solo con quella parte di cuore che non si arrende mai a credere che QUESTA sia davvero la vita.
Andiamo via.
Apprezzo la proposta.
Ma subito dopo penso...
A fare cosa?
La devastazione massiccia che sto subendo in questo nuovissimo stato emotivo che ha frantumato il binario circolare e vizioso ha portato questa fondamentale novità: a fare che? a che pro? a ricominciare? e poi?
Sono mesi che mi rifiuto di scrivere questa cosa, chissà perchè poi.
Ogni volta che vedo mio padre che gioca con mio nipote mi si spacca il cuore in due.
Ci passa le ore.
E ride di cuore quando lui fa qualcosa di dolce, o di buffo.
Si commuove.
Non lo perde mai di vista.
Si prende cura di lui.
Fottutamente bene.
Fanculo.
Lo so. Nessuno mi dice che non fosse così anche con me.
D'altra parte ora è in pensione, ha tempo.
Quando sono nata io usciva alle 7 di mattina e tornava alle 9 di sera.
La domenica?
Aveva da fare cose "pericolose" per cui io dovevo stargli lontano.
Dovevo stare con mia madre.
A cui davo fastidio.
Me ne fotto se sotto sotto era più piccola di me ora, inesperta, depressa, esaurita, triste, inconsapevole, mi voleva bene ma non era capace di esprimerlo.
Me ne strafotto.
Perchè io so che le davo fastidio.
Come so che il mio elemosinare attenzioni dava fastidio a lui.
Forse è la stessa cosa che provo con i miei gatti.
Li amo, immensamente, ma non vedo l'ora che muoiano per non dover più soffrire dietro a loro che in quanto animali non capiscono un cazzo e dio bastardo solo sa perchè invece di fare branco come tutti gli stupidi gatti del mondo litigano e si soffiano e si menano e non si vogliono bene, e tanto per cambiare mi immedesimo e mi distruggo di dolore.
Stupida, he?
Ogni tanto guardo mio padre con mio nipote e vorrei chiedergli "ma sei mai stato così con me?".
Non ho le palle.
E poi io ero femmina.
Anche questo so, checchè chiunque altro osi dire.
Non sapeva cosa farci con me.
Ma vaffanculo.
Ho un'improvvisa voglia di whiskey e coca.
Molto whiskey.
Poca coca.
Ingrasserei.
Sono appena dimagrita.
Un po'.
Non ho più neanche tutta la rabbia di un tempo che possa spingermi a spostarmi e ricominciare.
Non ho proprio più voglia.
Mi ha appena chiamato mia madre per dirmi che sono rimasti a casa di mia sorella ad aiutarla a montare delle cose che hanno comprato da ikea...
Per questo non sono ancora tornati...
Di non preoccuparmi...
Avrei dovuto essere preoccupata?
Non lo ero.
Questo modo che hanno di aiutare mia sorella col figlio non è una cosa bella.
Significa "da sola non ci riusciresti".
Piove.
E i gatti rompono il cazzo che vorrebbero uscire ma non possono.
Giuro. Hanno un atteggiamento apparentemente ultra disponibile. Ma io li conosco molto bene, e so che sotto sotto pensano "se ti fossi organizzata meglio la vita non avresti bisogno del nostro aiuto".
Ti stanno facendo un favore.
Solo che te lo fanno pesare.
Non come un amico che al limite è contento di aiutarti.
E non ti giudica.
Chissà cosa pensano di me.
La figlia fallita che spreca talento da quando è nata.
Chissà perchè.
Ma quale talento poi?
Ogni tanto mia madre prova timidamente a dire che faccio una vita troppo sedentaria.
Me lo dice solo davanti a mio padre.
Sa perfettamente che le ringhierei contro di farsi gli stracazzacci suoi se me lo dicesse quando siamo sole.
Una vita sedentaria.
Ma che cazzo ne sa lei?
Figlia di ricchi, vestita da loro nelle boutique di Valentino dai 15 anni in poi.
Ed ha buttato tutti i soldi che le hanno lasciato.
Non ho ancora capito come.
I miei pregi per loro sono difetti.
Perchè si sentono giudicati.
E' vero che li giudico.
Quando cresci sentendoti giudicata (male) per tutta la vita dai per scontato che sia quello il modo di vivere i rapporti interpersonali in famiglia.
Mio padre continua a cercare su portaportese.
Un po' case (prima o poi la banca qualcosa gli leverà, lo sanno come lo so io... no forse io ne sono più consapevole di loro).
Un po' attività.
Apparentemente per me.
Quando poi ci parli capisci che non è per me, è "con" me per loro.
Allora mi viene riconosciuta la capacità organizzativa?
Apparentemente si.
In realtà no.
E' come per mia sorella.
"Da sola non ce la fai"
"Ti concedo che un baretto con un po' di tavolini per fare pranzo e forse aperitivo da 30 coperti al massimo potrebbe piacermi come attività"
"Ho trovato un ristorante da 300 posti coperti e 150 all'aperto per la bella stagione"
Mi prendi per il culo?
Poi rifletti e capisci.
Con 30 coperti ci si mangia al massimo in 2. Uno sono io, l'altro non è uno di loro due. E lo sanno.
Con 300 coperti ci si mangia in quanti? 5? 6?
Peccato che nessuno di noi sia in grado di gestire una cosa del genere.
"Poi avresti i dipendenti che si occupano delle cose più faticose".
La regola fondamentale che se apri un'attività devi morirci dentro per i primi due anni da solo o quasi vale solo quando si parla in via teorica.
Mi da ragione quando glielo ricordo.
"Ho trovato uno stabilimento balneare a focene con ristorante annesso da 200 coperti".
Nasceva dell'incredulità in me.
Ora non più.
Non so neanche che effetto mi faccia.
Niente di piacevole comunque.
La conclusione è che se io davvero facessi la follia di aprire un posto piccolo e ben visibile in una zona molto frequentata loro due si accollerebbero.
Di nuovo.
"Ma stabilendo dei ruoli separati prima non ci sarebbero ingerenze e quindi niente litigi"
Impossibile.
Almeno in un posto piccolo come dico io.
Certo in un ristorante da 300 coperti magari manco te incontri in una giornata piena.
Ma chi lo vuole un posto così?
Si parte di nuovo dalla base sbagliata.
Non "cosa mi piacerebbe"
Ma "cosa ci darebbe più soldi"
Come se aprire un ristorante grande in automatico risolvesse i problemi economici facilmente come l'acqua lava via il sangue dal lavandino.
Che poi quelli di CSI lo trovano sempre nello scarico.
"Non arriviamo alla fine del mese"
Quindi chiediamo un altro mutuo, fido, prestito, ecc... e apriamo un'attività nuova che non abbiamo mai gestito prima e diventiamo ricchi.
Ma perchè?
Vendere casa per comprarne una piccola e vivere con le pensioni rilassati e tranquilli no?
Forse la verità è che se dovessero restare loro due a guardarsi in faccia senza niente da DOVER fare non saprebbero affatto godersi la vita.
Se invece io non gli concedessi di accollarsi sarei la bastarda peggiore del mondo.
Certo perchè anche se mia sorella continua a dire che non è affatto interessata in una attività di ristorazione loro se ne fottono, una volta che l'avremo aperta se a lei servirà un lavoro potrà venire a fare... la cassiera...
Ma chivvese'ncula.
Non sono mica davvero così imbecille da fare 2 volte la stessa cazzata così enorme!
Piuttosto mi cerco un lavoro stupido e faccio la dipendente cretina per il resto della vita, sopravvivendo al disprezzo nei vostri occhi molto più facilmente di quanto non sopravviverei a lavorare con voi.
E' proprio vero, il resto del mondo non vede proprio niente di quello che io vedo di me.
Sarà colpa mia?
Probabile.
E non ho la connessione adsl. Non posso neanche lasciar morire questo corpo materiale trapassando l'esistenza in un mondo virtuale.
Neanche Pottermore apre ancora!
E non ho lontanamente i soldi per pagare quello che ho ordinato di star wars.
Me lo terranno.
Spero.
E poi devo aspettare di andare a disneyland.
E poi c'è rocca del drago.
E poi vedremo.
Oggi non riesco a distrarmi.
Non riesco a coccolarmi da sola.
Ultimamente ci riuscivo.
Sospiro.
Sti gatti del cazzo non sono neanche utili del tipo che ti vengono in braccio a fare le fusa se ti metti a guardare un film sul divano.
E non trovo canzoni da sentire.
mercoledì 2 novembre 2011
Running up that hill
Sono giorni che ho in testa questa definizione per me:
Not Interested In Life
Ovvero Niil
da cui Nihil
e da wikipedia
Il termine nichilismo o nihilismo (dal latino classico nihil e dal latino medievale nichil, nulla) indica l'assenza di una finalità ultima che orienti il corso della vita e di conseguenza è basata sul non senso di ogni cosa.
Divertente.
Tra l'altro credo che il circolo vizioso sia infranto ormai, niente più Defective Circle.
Era basato sulla successione di inizio con entusiasmo verso la costruzione di qualcosa teoricamente definitiva e ottimale, deterioramento, abbandono, nuovo inizio.
Oggettivamente, non mi sto lamentando, ma non ho proprio più la forza di ricominciare.
Certo ogni tanto viaggio di fantasia pensando ad un localino diurno dove fare colazione, pranzo e sala da te, in collaborazione con un cuoco (non uno a caso).
E poi penso: mi fiderei di me al posto di un altro? Oscillo come una canna al vento tra depressione e nihilismo. (mi derido anche per questo)
Cioè di base il concetto è: che la fai a fare la fatica di costruire qualcosa di nuovo?
Per arrivare a cosa?
Non ho più obbiettivi. Nel senso di Vita.
Qualcosa dovrei fare, per campare.
Ed eccoci al punto. Fa un po' dramma, lo so, ma cosa campo a fare?
Non mi diverto più.
Non ho fiducia che le cose miglioreranno.
Eppure vorrei tanto che fosse così.
Allora temo di essere io il problema.
Bambina insoddisfatta ed incompiuta in un corpo da adulta.
Lo so, dovrei smettere di lamentarmi guardando al passato, puntare su chi sono e sulle capacità che ho e puntare al futuro, o anche godermi il presente.
Credo di non esserne capace.
Oggi non sono depressa, sono solo lucidamente spietata. Credo.
Not Interested In Life
Ovvero Niil
da cui Nihil
e da wikipedia
Il termine nichilismo o nihilismo (dal latino classico nihil e dal latino medievale nichil, nulla) indica l'assenza di una finalità ultima che orienti il corso della vita e di conseguenza è basata sul non senso di ogni cosa.
Divertente.
Tra l'altro credo che il circolo vizioso sia infranto ormai, niente più Defective Circle.
Era basato sulla successione di inizio con entusiasmo verso la costruzione di qualcosa teoricamente definitiva e ottimale, deterioramento, abbandono, nuovo inizio.
Oggettivamente, non mi sto lamentando, ma non ho proprio più la forza di ricominciare.
Certo ogni tanto viaggio di fantasia pensando ad un localino diurno dove fare colazione, pranzo e sala da te, in collaborazione con un cuoco (non uno a caso).
E poi penso: mi fiderei di me al posto di un altro? Oscillo come una canna al vento tra depressione e nihilismo. (mi derido anche per questo)
Cioè di base il concetto è: che la fai a fare la fatica di costruire qualcosa di nuovo?
Per arrivare a cosa?
Non ho più obbiettivi. Nel senso di Vita.
Qualcosa dovrei fare, per campare.
Ed eccoci al punto. Fa un po' dramma, lo so, ma cosa campo a fare?
Non mi diverto più.
Non ho fiducia che le cose miglioreranno.
Eppure vorrei tanto che fosse così.
Allora temo di essere io il problema.
Bambina insoddisfatta ed incompiuta in un corpo da adulta.
Lo so, dovrei smettere di lamentarmi guardando al passato, puntare su chi sono e sulle capacità che ho e puntare al futuro, o anche godermi il presente.
Credo di non esserne capace.
Oggi non sono depressa, sono solo lucidamente spietata. Credo.
sabato 22 ottobre 2011
La notte porta consiglio.
Speriamo di no.
Quello che penso la sera prima di addormentarmi è davvero brutto.
Devo aver anche fatto sogni assurdi stanotte, non ricordo i dettagli, ma ricordo la sensazione.
Ho 35 anni. Ancora per pochi giorni tra l'altro.
36 è pericolosamente vicino a 40. Già.
E come ogni anno inesorabile arriva la verifica dei lavori in corso.
Fallimento.
Ma c'è una novità.
Sono a metà della mia vita.
He si perchè non è che oltre i 70 si possa pensare di fare chissà cosa.
E non so perchè questa sensazione aumenta del 1000% la sensazione di fallimento.
E' come se in mano non avessi niente.
Allora mi ripeto come un mantra tutte le cose che ho che vanno bene...
E non mi sento meglio per niente.
E' come se fossi di nuovo all'inizio. Ad un ennesimo inizio.
Una vecchietta di 80 anni sulla linea di partenza dei 400 metri.
Che scatto a fare?
Ok, oggi sono depressa.
No, non sono in fase premestruale.
Se stessi giocando ad un adventure game tipo Back to the Future sarei avanti ad una porta con scritto sopra "Vita" e cliccandoci sopra la risposta sarebbe "Not intrested".
E i miei gatti sono arrabbiati con me perchè devo dargli delle medicine 2 volte al giorno, e la micetta invece di dormire sul mio letto come fa ogni mattina è voluta uscire di corsa dopo che le ho messo le gocce.
Sarò strana, ma anche un rifiuto da parte dei gatti mi fa piangere.
Si si, sto facendo cose.
Ma a che pro?
Come mi guadagno la pagnotta a fine mese?
Perchè non riesco a mantenere una stabilità?
Sono viziata?
Forse.
Fa ridere il solo concetto visto come mi sento io pensando ai miei.
Non c'era abbastanza zucchero nel caffèllatte stamattina.
Sto peggiorando.
E vorrei che l'intera razza umana si estinguesse. Me compresa ovviamente.
Quello che penso la sera prima di addormentarmi è davvero brutto.
Devo aver anche fatto sogni assurdi stanotte, non ricordo i dettagli, ma ricordo la sensazione.
Ho 35 anni. Ancora per pochi giorni tra l'altro.
36 è pericolosamente vicino a 40. Già.
E come ogni anno inesorabile arriva la verifica dei lavori in corso.
Fallimento.
Ma c'è una novità.
Sono a metà della mia vita.
He si perchè non è che oltre i 70 si possa pensare di fare chissà cosa.
E non so perchè questa sensazione aumenta del 1000% la sensazione di fallimento.
E' come se in mano non avessi niente.
Allora mi ripeto come un mantra tutte le cose che ho che vanno bene...
E non mi sento meglio per niente.
E' come se fossi di nuovo all'inizio. Ad un ennesimo inizio.
Una vecchietta di 80 anni sulla linea di partenza dei 400 metri.
Che scatto a fare?
Ok, oggi sono depressa.
No, non sono in fase premestruale.
Se stessi giocando ad un adventure game tipo Back to the Future sarei avanti ad una porta con scritto sopra "Vita" e cliccandoci sopra la risposta sarebbe "Not intrested".
E i miei gatti sono arrabbiati con me perchè devo dargli delle medicine 2 volte al giorno, e la micetta invece di dormire sul mio letto come fa ogni mattina è voluta uscire di corsa dopo che le ho messo le gocce.
Sarò strana, ma anche un rifiuto da parte dei gatti mi fa piangere.
Si si, sto facendo cose.
Ma a che pro?
Come mi guadagno la pagnotta a fine mese?
Perchè non riesco a mantenere una stabilità?
Sono viziata?
Forse.
Fa ridere il solo concetto visto come mi sento io pensando ai miei.
Non c'era abbastanza zucchero nel caffèllatte stamattina.
Sto peggiorando.
E vorrei che l'intera razza umana si estinguesse. Me compresa ovviamente.
giovedì 1 settembre 2011
Cluster One
Repeat.
Ho esplorato un po'.
Ho letto.
Trovo che la ricerca sia parte dell'essere umano, altrimenti eravamo ancora scimmie.
Trovo anche che il confronto, il giudizio, la critica, siano parte integrante del nostro essere vivi.
E credo che siamo ancora tutti molto più bravi a guardare gli altri piuttosto che a osservare noi stessi.
Dagli altri ci si può allontanare. Da noi... bhe è più costoso.
Sono giorni che apro questa pagina e la richiudo senza scrivere niente.
Sono tante le cose che vorrei segnarmi, per rileggerle poi, mi fa tanto bene di solito.
Solo che le suddette cose sono ad un livello inconscio tale che mantengono costanza solamente nel dormiveglia.
E poi sfumano. Come lacrime nella pioggia. Appena il cervello si accende.
A volte amo troppo.
Piango guardando il mio gatto che arranca per non essere lasciato indietro.
Chiudo il mio cuore in un istante alle persone sbagliate in un momento.
Sbagliate perchè non se lo meritano.
E lo sanno.
Partire non serve.
Restare e lottare... sono stanca.
Abbandonarsi alla corrente... per ora si.
E faccio fatica a trovare qualcosa da dire, a chiunque.
Perchè non ho uno scopo.
Non ho un piano.
Non ho voglia.
E non me ne lamento.
Cerco solo di farvi capire che non ce l'ho con voi se non comunico.
Non ho niente da comunicare.
Per ora.
Tornerò.
Come succede sempre.
It figures.
mercoledì 6 luglio 2011
La vita ha un inizio casuale.
Cioè la vita, nell'universo, per quello che ne sappiamo noi insignificanti esseri umani, è iniziata per caso.
Anche la mia vita è iniziata per caso, cioè a mia mamma è capitato di rimanere incinta.
E la morte è casuale più che mai! Nessuno sa come morirà, ne quando ovviamente.
Quindi potremmo riassumere che la vita è un grande caso.
Non c'è da stupirsi se ci si sente confusi.
Questo l'ho pensato pochi minuti fa.
Mi hanno cresciuto facendomi credere di essere contemporaneamente una presenza fastidiosa e una persona geniale capace di fare qualsiasi cosa, di eccellere in ogni campo e destinata ad un futuro brillante pieno di soddisfazioni, appagata.
Credo ci siano riusciti perchè sono due persone confuse, i miei genitori.
Ovviamente ne sono uscita confusa parecchio anche io.
E tutt'a un tratto ho fatto un altro scalino nella mia personale scala evolutiva: ho capito che erano tutte cazzate. Sia che gli dessi fastidio, sia che fossi eletta ad un destino superiore.
Qui è strano notare come allo sconforto che segue la presa di coscienza che sono una persona normale e che probabilmente farò una vita normale, con un lavoro normale, noioso, ripetitivo, uguale a quello di miliardi di altre persone... non si affianca un gran sollievo alla consapevolezza che mi volevano bene anche da piccola ma erano solo impreparati e immaturi.
E che vuoi farci? Siamo esseri confusi.
Questo l'ho pensato un paio di mesi fa.
Alla luce di questi fatti, ma anche in conseguenza di nulla davvero, quando chiudo gli occhi alla fine di una giornata spesso e volentieri penso alla totale assenza di senso della vita che conduco. Forse c'è ancora una parte di me convinta che arriverà qualcuno che mi dirà: "Hei ma tu sei speciale! Ti pago io per avere al mio servizio le tue fantastiche doti".
Forse perchè non sono nata per accontentarmi.
O forse perchè non ho più aspettative.
Come sia successo non lo so bene, è stato un lento, graduale e inesorabile slittamento verso uno stato mentale che si dibatte tra la ricerca di stabilità e il tendere verso le emozioni forti.
Non sto male.
Semplicemente mentre aspettavo di addormentarmi, ieri notte, ho pensato alla vuotezza del sopravvivere quotidiano.
E ti dirò... va bene così.
Ora lavoro all'hotel locarno. Ho fatto le colazioni per un paio di mesi, alzandomi alle 4.30 ogni mattina, sorprendendo anche me nel riuscire a farlo. Da lunedì faccio tre giorni la sera-notte e tre giorni le colazioni.
Sto in cassa durante l'aperitivo. Ieri era il mio secondo giorno, la cassiera che doveva affiancarmi era malata e non è venuta, ho fatto da sola, c'è stato il delirio, e non ho sbagliato quasi niente, alla fine i conti tornavano alla perfezione.
Sò proprio forte.
Il che non mi porterà ad un destino superiore, mi porterà a vedermi accollate sempre maggiori responsabilità e ad avere un contratto e uno stipendio.
Credo che vada bene così.
Finchè dura.
Cioè la vita, nell'universo, per quello che ne sappiamo noi insignificanti esseri umani, è iniziata per caso.
Anche la mia vita è iniziata per caso, cioè a mia mamma è capitato di rimanere incinta.
E la morte è casuale più che mai! Nessuno sa come morirà, ne quando ovviamente.
Quindi potremmo riassumere che la vita è un grande caso.
Non c'è da stupirsi se ci si sente confusi.
Questo l'ho pensato pochi minuti fa.
Mi hanno cresciuto facendomi credere di essere contemporaneamente una presenza fastidiosa e una persona geniale capace di fare qualsiasi cosa, di eccellere in ogni campo e destinata ad un futuro brillante pieno di soddisfazioni, appagata.
Credo ci siano riusciti perchè sono due persone confuse, i miei genitori.
Ovviamente ne sono uscita confusa parecchio anche io.
E tutt'a un tratto ho fatto un altro scalino nella mia personale scala evolutiva: ho capito che erano tutte cazzate. Sia che gli dessi fastidio, sia che fossi eletta ad un destino superiore.
Qui è strano notare come allo sconforto che segue la presa di coscienza che sono una persona normale e che probabilmente farò una vita normale, con un lavoro normale, noioso, ripetitivo, uguale a quello di miliardi di altre persone... non si affianca un gran sollievo alla consapevolezza che mi volevano bene anche da piccola ma erano solo impreparati e immaturi.
E che vuoi farci? Siamo esseri confusi.
Questo l'ho pensato un paio di mesi fa.
Alla luce di questi fatti, ma anche in conseguenza di nulla davvero, quando chiudo gli occhi alla fine di una giornata spesso e volentieri penso alla totale assenza di senso della vita che conduco. Forse c'è ancora una parte di me convinta che arriverà qualcuno che mi dirà: "Hei ma tu sei speciale! Ti pago io per avere al mio servizio le tue fantastiche doti".
Forse perchè non sono nata per accontentarmi.
O forse perchè non ho più aspettative.
Come sia successo non lo so bene, è stato un lento, graduale e inesorabile slittamento verso uno stato mentale che si dibatte tra la ricerca di stabilità e il tendere verso le emozioni forti.
Non sto male.
Semplicemente mentre aspettavo di addormentarmi, ieri notte, ho pensato alla vuotezza del sopravvivere quotidiano.
E ti dirò... va bene così.
Ora lavoro all'hotel locarno. Ho fatto le colazioni per un paio di mesi, alzandomi alle 4.30 ogni mattina, sorprendendo anche me nel riuscire a farlo. Da lunedì faccio tre giorni la sera-notte e tre giorni le colazioni.
Sto in cassa durante l'aperitivo. Ieri era il mio secondo giorno, la cassiera che doveva affiancarmi era malata e non è venuta, ho fatto da sola, c'è stato il delirio, e non ho sbagliato quasi niente, alla fine i conti tornavano alla perfezione.
Sò proprio forte.
Il che non mi porterà ad un destino superiore, mi porterà a vedermi accollate sempre maggiori responsabilità e ad avere un contratto e uno stipendio.
Credo che vada bene così.
Finchè dura.
venerdì 29 aprile 2011
Il tempo e lo spazio
Ho passato le ultime 3 ore a rileggere il mio blog.
Forse l'avevo già fatto, non mi ricordo quanto tempo fa.
Mi sono resa conto di quanto io sia cresciuta e cambiata.
Mi sono resa conto di quanto io sia ripetitiva.
Mi sono resa conto di quanto io sia cieca.
Mi sono resa conto di quanto io sia fortunata.
Ho fatto una cosa utile per me.
Incredibile.
Forse l'avevo già fatto, non mi ricordo quanto tempo fa.
Mi sono resa conto di quanto io sia cresciuta e cambiata.
Mi sono resa conto di quanto io sia ripetitiva.
Mi sono resa conto di quanto io sia cieca.
Mi sono resa conto di quanto io sia fortunata.
Ho fatto una cosa utile per me.
Incredibile.
Lack of Magic
Mi sono svegliata e sono rimasta sdraiata a guardare il nulla per un buon quarto d'ora.
Ho sentito il peso dell'aria, dell'atmosfera e dell'universo schiacciarmi sempre più forte.
C'è chi è stato lasciato per eccesso di continuata depressione e pessimismo.
E mentre ero li che pesavo tantissimo mi sono ricordata che tantissimo tempo fa mi svegliavo felice.
Quando ero piccola mi dicevano che sorridevo nel sonno.
Io pensavo che non avessero capito un cazzo perchè da sveglia ero tutt'altro che felice.
Era al liceo che mi svegliavo felice.
Ricordo perfettamente che suonava la sveglia e io saltavo giù dal letto entusiasta di vivere.
Non ne avevo alcun motivo ovviamente, facevo il classico e non mi piaceva, i ragazzi mi guardavano come se fossi infetta, non avevo amici degni di essere chiamati tali, elemosinavo qualsiasi tipo di attenzione come un bambino zingaro fastidioso e litigavo coi miei ogni giorno.
Però mi svegliavo felice.
Forse ero addirittura ancora vergine.
E allora ho pensato che forse era perchè stavo ancora costruendo il mio futuro, e avevo la felicità che viene dall'ignoranza, dal tutto è possibile, dall'andrà tutto bene.
Potevo crederci.
O forse davo per scontato che davvero sarebbe andata così.
Avevo il famoso futuro davanti.
E ora non più.
Fra meno d 5 anni avrò 40 anni.
Magari è ora che la pianto d fare la ragazzina e mi rendo conto che sono grande, non si scappa, non c'è più tutto questo tempo davanti.
E rifletto su quello che sto facendo.
Non sto costruendo, sto temporeggiando.
Non posso neanche raccogliere, perchè non ho seminato proprio niente.
"Come ti vedi tra 5 anni?"
Nulla. Vuoto siderale e cosmico. La speranza è finita.
Rifletto su quello che ho.
Effimere manifestazioni materiali inutili di un'infanzia che non riesco a mollare.
Però sono una persona intelligente, dicono.
Sto sbagliando qualcosa.
Ma sto sbagliando davvero.
Trovare un lavoro, avere degli obiettivi, ricostruire, andare verso qualcosa che possa farmi stare bene.
Non so come si fa.
Mi sembra palese ormai.
E sono fuori tempo massimo per trovare qualcuno che mi dia qualche dritta.
E rimane comunque il problema che pur trovando un lavoro qualsiasi il tarlo del "potresti stare meglio" non se ne andrà.
Lo so.
Alla fine di tutto questo ho sperato che le premonizioni e le predizioni fossero esatte, e che il 21 maggio questa gran rottura di coglioni avrà finalmente un epilogo.
Uno qualsiasi.
Ho sentito il peso dell'aria, dell'atmosfera e dell'universo schiacciarmi sempre più forte.
C'è chi è stato lasciato per eccesso di continuata depressione e pessimismo.
E mentre ero li che pesavo tantissimo mi sono ricordata che tantissimo tempo fa mi svegliavo felice.
Quando ero piccola mi dicevano che sorridevo nel sonno.
Io pensavo che non avessero capito un cazzo perchè da sveglia ero tutt'altro che felice.
Era al liceo che mi svegliavo felice.
Ricordo perfettamente che suonava la sveglia e io saltavo giù dal letto entusiasta di vivere.
Non ne avevo alcun motivo ovviamente, facevo il classico e non mi piaceva, i ragazzi mi guardavano come se fossi infetta, non avevo amici degni di essere chiamati tali, elemosinavo qualsiasi tipo di attenzione come un bambino zingaro fastidioso e litigavo coi miei ogni giorno.
Però mi svegliavo felice.
Forse ero addirittura ancora vergine.
E allora ho pensato che forse era perchè stavo ancora costruendo il mio futuro, e avevo la felicità che viene dall'ignoranza, dal tutto è possibile, dall'andrà tutto bene.
Potevo crederci.
O forse davo per scontato che davvero sarebbe andata così.
Avevo il famoso futuro davanti.
E ora non più.
Fra meno d 5 anni avrò 40 anni.
Magari è ora che la pianto d fare la ragazzina e mi rendo conto che sono grande, non si scappa, non c'è più tutto questo tempo davanti.
E rifletto su quello che sto facendo.
Non sto costruendo, sto temporeggiando.
Non posso neanche raccogliere, perchè non ho seminato proprio niente.
"Come ti vedi tra 5 anni?"
Nulla. Vuoto siderale e cosmico. La speranza è finita.
Rifletto su quello che ho.
Effimere manifestazioni materiali inutili di un'infanzia che non riesco a mollare.
Però sono una persona intelligente, dicono.
Sto sbagliando qualcosa.
Ma sto sbagliando davvero.
Trovare un lavoro, avere degli obiettivi, ricostruire, andare verso qualcosa che possa farmi stare bene.
Non so come si fa.
Mi sembra palese ormai.
E sono fuori tempo massimo per trovare qualcuno che mi dia qualche dritta.
E rimane comunque il problema che pur trovando un lavoro qualsiasi il tarlo del "potresti stare meglio" non se ne andrà.
Lo so.
Alla fine di tutto questo ho sperato che le premonizioni e le predizioni fossero esatte, e che il 21 maggio questa gran rottura di coglioni avrà finalmente un epilogo.
Uno qualsiasi.
mercoledì 13 aprile 2011
Datemi una pala.
Ri-facciamo il punto della situazione:
Ho preso un virus.
Mi rompe il cazzo ai cookie e devo cancellarli o riaccedere a facebook ogni volta che clikko su qualcosa.
Sul mio orologio del pc oggi è mercoledì 11 maggio.
Avg non scarica più gli aggiornamenti.
E il blog non mi faceva entrare.
Bestemmie sparse.
Sto cercando di pubblicare il sito che ho fatto a mio padre.
Ripristinare un dominio registrato e abbandonato per anni è un dito al culo con la sabbia come poche cose.
Sto lavorando con mezzo per il suo live di domenica e non capisco cosa mi chiede di fare.
Ma almeno due soldi li prenderò.
E da lunedì non ci penserò per un mesetto.
Sto lavorando con Ale al live dell'8 maggio.
E' l'impegno meno gravoso e più piacevole di tutti.
E dal 9... ci dedicheremo al prossimo.
Sto lavorando con Toti al sito globale delle terme in italia e non so se riuscirò in tempo a fare quello che devo per andare in fiera a maggio (secondo il mio pc dopodomani)con qualcosa da presentare.
Ma almeno se riusciamo alla lunga prenderò più di due soldi.
E dal 15 maggio avrò tempi meno frenetici.
Sto lavorando con Simonetta per il gruppo di Festa di del drago e sono troppe le cose da fare.
Ma almeno sono sicura che per 4 giorni mi divertirò come una pazza.
E dal 6 giugno sarà solo un ricordo.
Sto cercando di lavorare con Ale e Arianna per costruire qualcosa di molto bello e funzionante e gratificante, ma la partenza è molto più tosta di quello che pensavamo.
Sto cercando di sistemarmi un soggiorno angolo cottura nella stanza di mia sorella traslocandola... e come un'imbecille mi sono fatta ipnotizzare con mia madre da venditori di pentole che regalano altre mille cose... e ora mi sto organizzando per rispedirgli il tutto... pagando fior di spese...
Chissà se in banca hanno uno sportello "prestiti per idiozia".
Sto lavorando 3 pomeriggi a settimana come babysitter.
Non mi bastano quei soldi.
E divento nevrotica coi gemelli.
Sto cercando un altro lavoro.
Ho mandato il curriculum a una ditta che cerca personale per le pulizie sui treni.
Se mi assumono lo prenderò come un evento karmico.
E' pronto il pranzo.
Attenti ai commenti che fate che vi fulmino a distanza
è_é
:-)
é_è
aiuto...
Ho preso un virus.
Mi rompe il cazzo ai cookie e devo cancellarli o riaccedere a facebook ogni volta che clikko su qualcosa.
Sul mio orologio del pc oggi è mercoledì 11 maggio.
Avg non scarica più gli aggiornamenti.
E il blog non mi faceva entrare.
Bestemmie sparse.
Sto cercando di pubblicare il sito che ho fatto a mio padre.
Ripristinare un dominio registrato e abbandonato per anni è un dito al culo con la sabbia come poche cose.
Sto lavorando con mezzo per il suo live di domenica e non capisco cosa mi chiede di fare.
Ma almeno due soldi li prenderò.
E da lunedì non ci penserò per un mesetto.
Sto lavorando con Ale al live dell'8 maggio.
E' l'impegno meno gravoso e più piacevole di tutti.
E dal 9... ci dedicheremo al prossimo.
Sto lavorando con Toti al sito globale delle terme in italia e non so se riuscirò in tempo a fare quello che devo per andare in fiera a maggio (secondo il mio pc dopodomani)con qualcosa da presentare.
Ma almeno se riusciamo alla lunga prenderò più di due soldi.
E dal 15 maggio avrò tempi meno frenetici.
Sto lavorando con Simonetta per il gruppo di Festa di del drago e sono troppe le cose da fare.
Ma almeno sono sicura che per 4 giorni mi divertirò come una pazza.
E dal 6 giugno sarà solo un ricordo.
Sto cercando di lavorare con Ale e Arianna per costruire qualcosa di molto bello e funzionante e gratificante, ma la partenza è molto più tosta di quello che pensavamo.
Sto cercando di sistemarmi un soggiorno angolo cottura nella stanza di mia sorella traslocandola... e come un'imbecille mi sono fatta ipnotizzare con mia madre da venditori di pentole che regalano altre mille cose... e ora mi sto organizzando per rispedirgli il tutto... pagando fior di spese...
Chissà se in banca hanno uno sportello "prestiti per idiozia".
Sto lavorando 3 pomeriggi a settimana come babysitter.
Non mi bastano quei soldi.
E divento nevrotica coi gemelli.
Sto cercando un altro lavoro.
Ho mandato il curriculum a una ditta che cerca personale per le pulizie sui treni.
Se mi assumono lo prenderò come un evento karmico.
E' pronto il pranzo.
Attenti ai commenti che fate che vi fulmino a distanza
è_é
:-)
é_è
aiuto...
venerdì 1 aprile 2011
Il mattino ha l'oro in bocca.
Non c'è il sole, non mi sono svegliata bene, faccio finta di niente.
Scendo e mi preparo la colazione, c'è mia madre fuori che innaffia e i gatti che entrano e escono.
Mia madre rientra e dice che mio padre non è andato fuori roma come aveva detto, ha cambiato idea, stamattina, e marco è andato con la moto per lasciarmi la macchina, inutilmente a questo punto, non c'è neanche il sole.
Mi innervosisco.
Sono psicopatica davvero probabilmente, lo so, me ne fotto.
Per questo mi incazzo quando cambiano i piani all'ultimo, ci sono sempre delle conseguenze.
Ora mia madre si lamenta che non può andare all'expoflora a genova perchè non ha i soldi, ed è triste perchè se il mondo finisce nel 2012 non ci saranno altre expoflora.
...
Le rispondo, per l'appunto, di approfittare e di andare, tanto si lamenta sempre che non ha soldi ma alla fine li tira fuori comunque, e lei mi dice che proprio non li ha.
Il rancore atavico monta senza che neanche me ne accorga, e le rispondo che è da quando ho 5 anni che mi dice che non può darmi 5mila lire per la merenda perchè non ha i soldi per pagare il mutuo, e che quindi o mi dice cazzate da 30 anni... o mi dice cazzate da 30 anni, perchè in un modo o nell'altro i soldi comunque li rimedia.
Mi risponde che sono stati fortunati (ribollio sordo nello stomaco) e che se la sono sempre cavata perchè prima è entrato questo e poi quello e così via, ammettendo a bassa voce di aver preso dal negozio tutto quello che le serviva (ma và?) finchè poteva ancora farlo.
Le faccio notare che sarebbe il caso di cambiare questa situazione definitivamente.
Mi dice che sta cercando di vendere la casa (ora che stavo per avere il mio micro appartamento al terzo piano. Bello. Grazie.) ma che tutta intera non si vende, vogliono case piccole, costa troppo.
Quanti agenti immobiliari hanno sentito? Uno.
Aggiunge che se smontiamo il magazzino e lo ricostruiamo nell'altro pezzo di giardino si vende domani, gliel'ha detto l'agente immobiliare, che ha già un compratore pronto.
Lo stesso agente immobiliare che ha detto ai miei che ha la casa perfetta per loro a trigoria, che è tutt'altro che la casa perfetta per loro, ovviamente, ma lei gli crede comunque. Le faccio notare la similitudine tra la calla palese che ha detto a loro e l'eventualità che anche il fantomatico compratore possa non essere d'accordo che 50 mq in un bosco marcio con 3 mq di giardino siano esattamente quello che cerca lui, e che quindi si potrebbe evitare di credere ad un venditore che non si impegna a vendere la nostra casa così com'è ma ci chiede di tirare fuori soldi per modificare la situazione per poi venderla più facilmente, e farci ovviamente più soldi. Lui.
Mamma non è d'accordo.
Allora è deficente. Lo dico prima ancora di pensare, e non sento senso di colpa, ma un benessere malvagio e crescente.
Dice che papà ha detto che si può fare.
Le faccio notare tutte le cose che ha detto papà che si potevano fare e la fine che hanno fatto, e le ricordo quanto si sia pentita di avergli creduto.
Nega.
Piange.
Mi stanco della discussione.
Mi incazzo in realtà.
Le dico che tanto sia io che Chiara abbiamo smesso di credere che siano persone normali con un senno e un senso di responsabilità circa 20 anni fa, e che sappiamo benissimo di non poter contare su di loro... e mentre lo dico mi rendo conto di aver assorbito lo stesso imbecille modo di pensare, che tanto me la cavo, che non serve un lavoro fisso, che in qualche modo ci si arrangia...
Me ne vado, torno nella mia stanza, sempre più piena di cose inutili che guardo senza più trovare conforto, e piango, urlando forte dentro di me, tanto da farmi abbassare la pressione.
Perchè sto piangendo?
Tradita, abbandonata, rotta. Mi sento rotta. Come una bambola di ceramica caduta da una mensola, troppi pezzi per poterli reincollare.
Sono stanca.
E mi sono davvero rotta il cazzo di questa vita.
Hai ragione Dani, non ha proprio senso affannarsi come fa il genere umano.
Siamo formiche cieche.
E ora finirò il caffè, girerò una cicca, e mi metterò a fare quello che devo.
L'unica altra via possibile è mille miglia lontano da qui.
Scendo e mi preparo la colazione, c'è mia madre fuori che innaffia e i gatti che entrano e escono.
Mia madre rientra e dice che mio padre non è andato fuori roma come aveva detto, ha cambiato idea, stamattina, e marco è andato con la moto per lasciarmi la macchina, inutilmente a questo punto, non c'è neanche il sole.
Mi innervosisco.
Sono psicopatica davvero probabilmente, lo so, me ne fotto.
Per questo mi incazzo quando cambiano i piani all'ultimo, ci sono sempre delle conseguenze.
Ora mia madre si lamenta che non può andare all'expoflora a genova perchè non ha i soldi, ed è triste perchè se il mondo finisce nel 2012 non ci saranno altre expoflora.
...
Le rispondo, per l'appunto, di approfittare e di andare, tanto si lamenta sempre che non ha soldi ma alla fine li tira fuori comunque, e lei mi dice che proprio non li ha.
Il rancore atavico monta senza che neanche me ne accorga, e le rispondo che è da quando ho 5 anni che mi dice che non può darmi 5mila lire per la merenda perchè non ha i soldi per pagare il mutuo, e che quindi o mi dice cazzate da 30 anni... o mi dice cazzate da 30 anni, perchè in un modo o nell'altro i soldi comunque li rimedia.
Mi risponde che sono stati fortunati (ribollio sordo nello stomaco) e che se la sono sempre cavata perchè prima è entrato questo e poi quello e così via, ammettendo a bassa voce di aver preso dal negozio tutto quello che le serviva (ma và?) finchè poteva ancora farlo.
Le faccio notare che sarebbe il caso di cambiare questa situazione definitivamente.
Mi dice che sta cercando di vendere la casa (ora che stavo per avere il mio micro appartamento al terzo piano. Bello. Grazie.) ma che tutta intera non si vende, vogliono case piccole, costa troppo.
Quanti agenti immobiliari hanno sentito? Uno.
Aggiunge che se smontiamo il magazzino e lo ricostruiamo nell'altro pezzo di giardino si vende domani, gliel'ha detto l'agente immobiliare, che ha già un compratore pronto.
Lo stesso agente immobiliare che ha detto ai miei che ha la casa perfetta per loro a trigoria, che è tutt'altro che la casa perfetta per loro, ovviamente, ma lei gli crede comunque. Le faccio notare la similitudine tra la calla palese che ha detto a loro e l'eventualità che anche il fantomatico compratore possa non essere d'accordo che 50 mq in un bosco marcio con 3 mq di giardino siano esattamente quello che cerca lui, e che quindi si potrebbe evitare di credere ad un venditore che non si impegna a vendere la nostra casa così com'è ma ci chiede di tirare fuori soldi per modificare la situazione per poi venderla più facilmente, e farci ovviamente più soldi. Lui.
Mamma non è d'accordo.
Allora è deficente. Lo dico prima ancora di pensare, e non sento senso di colpa, ma un benessere malvagio e crescente.
Dice che papà ha detto che si può fare.
Le faccio notare tutte le cose che ha detto papà che si potevano fare e la fine che hanno fatto, e le ricordo quanto si sia pentita di avergli creduto.
Nega.
Piange.
Mi stanco della discussione.
Mi incazzo in realtà.
Le dico che tanto sia io che Chiara abbiamo smesso di credere che siano persone normali con un senno e un senso di responsabilità circa 20 anni fa, e che sappiamo benissimo di non poter contare su di loro... e mentre lo dico mi rendo conto di aver assorbito lo stesso imbecille modo di pensare, che tanto me la cavo, che non serve un lavoro fisso, che in qualche modo ci si arrangia...
Me ne vado, torno nella mia stanza, sempre più piena di cose inutili che guardo senza più trovare conforto, e piango, urlando forte dentro di me, tanto da farmi abbassare la pressione.
Perchè sto piangendo?
Tradita, abbandonata, rotta. Mi sento rotta. Come una bambola di ceramica caduta da una mensola, troppi pezzi per poterli reincollare.
Sono stanca.
E mi sono davvero rotta il cazzo di questa vita.
Hai ragione Dani, non ha proprio senso affannarsi come fa il genere umano.
Siamo formiche cieche.
E ora finirò il caffè, girerò una cicca, e mi metterò a fare quello che devo.
L'unica altra via possibile è mille miglia lontano da qui.
martedì 29 marzo 2011
Ambient Birds
Diciamocelo, c'è il sole, arriva la primavera, il caldo, che tanto aspettavo... sono galvanizzata in questo periodo dell'anno... di solito.
Invece no.
Ho un senso di sfiducia cosmica e tragedia incombente che mi schiaccia e mi impedisce di pensare a qualunque cosa.
Certo va detto anche che mi fa male il fegato e non ho bevuto quasi niente negli ultimi 20 giorni a parte un paio di birre in due sere diverse...
Maledetta senilità.
Sono confusa.
Disorientata direi.
Ma non sono triste.
Più che altro un po' apatica.
E oscillo tra una vita in città e una vita sperduta lontano da tutto, prati, boschi, scoiattoli e daini.
Avrei tanto da fare... Ho tanto da fare... E mi piace quello che ho da fare... Ma c'è qualcosa di incastrato dentro di me che sussurra un'ipotetica inutilità di qualsiasi passo in qualsiasi direzione.
Penso che ignorerò i sussurri e proseguirò senza pensare troppo.
Dopotutto sono testarda.
Invece no.
Ho un senso di sfiducia cosmica e tragedia incombente che mi schiaccia e mi impedisce di pensare a qualunque cosa.
Certo va detto anche che mi fa male il fegato e non ho bevuto quasi niente negli ultimi 20 giorni a parte un paio di birre in due sere diverse...
Maledetta senilità.
Sono confusa.
Disorientata direi.
Ma non sono triste.
Più che altro un po' apatica.
E oscillo tra una vita in città e una vita sperduta lontano da tutto, prati, boschi, scoiattoli e daini.
Avrei tanto da fare... Ho tanto da fare... E mi piace quello che ho da fare... Ma c'è qualcosa di incastrato dentro di me che sussurra un'ipotetica inutilità di qualsiasi passo in qualsiasi direzione.
Penso che ignorerò i sussurri e proseguirò senza pensare troppo.
Dopotutto sono testarda.
mercoledì 2 marzo 2011
Riders on the storm
Più che altro perchè piove.
L'effetto pioggia l'hanno aggiunto dopo.
Ci sta molto bene però.
So che non sono proprio del tutto sola.
So di essere ascoltata.
Ma so anche che siamo tutti soli ad occuparci davvero di noi stessi.
Poi che si rida insieme del divino umorista è un'altra cosa.
Prima di tutto un aggiornamento:
con un'improvviso lampo di intelligenza i miei hanno trovato una soluzione apparentemente ottimale per farmi allargare lo spazio vitale a tutto il piano. Avrò un salotto con angolo cottura, potrò occupare il corridoio, potrò cucinare (poco perchè comprerò una piastra elettrica in miniatura quando potrò), potrò fare la spesa (poca perchè avrò un mini frigo che però almeno è gratis), potrò avere ospiti (pochi perchè in più di 6 non c'entriamo neanche uno sull'altro).
Ma vige la legge del chi si accontenta gode.
Pro, oltre ai summenzionati, lo spazio vitale dei gatti aumenterà e si spera che le rotture di cazzo a me da parte loro diminuiranno, avrò qualcosa che si può a tutti gli effetti definire un appartamento, lontano, certo, non indipendente, ma non avrò mai problemi di parcheggio. E se non mi va di cucinare scendo e scrocco.
Tra l'altro la zona giorno non è sulla testa dei miei, quindi non si può urlare e saltare, ma si può chiacchierare e vedere film fino a tarda notte.
Contro, non avrò comunque pareti (ma almeno ho un tetto sulla testa), dovrò fare lavori costosi in bagno (finirò per dar via un rene) per poter fare la doccia in piedi e non con le ginocchia piegate come adesso, sarò sempre e comunque lontanissimo dalla città, non potrò calcolare adeguatamente i consumi (e so già che un giorno mia madre batterà brutalmente cassa).
Però avrò un mini appartamento tutto mio.
Ovviamente con i gattini.
E con un bel po' di spazio per Marco, i le sue cose, i suoi vestiti, le sue vetrine.
Cosa poteva succedere a questo punto?
Che a giugno si sblocca casa sua a roma est.
Et voilà, quando niente quando troppo.
Siamo concordi nel dire che in realtà è ottimale questa situazione.
Avere ognuno casa sua (più o meno sua) ci da la possibilità di continuare a fare dei passi piccoli e ponderati nel proseguimento della nostra storia.
Sospiro.
Non sono sbagliata se non riesco più a buttarmi con cieca fiducia nelle situazioni.
Sono solo frenata dalle precedenti vite che sono finite tutte.
E neanche troppo bene.
Come ho imparato che non si aprono attività commerciali senza essere capaci, così ho imparato che non ci si butta a capofitto in una vita con la certezza che andrà tutto bene per sempre, non senza essere ... un po' più definite...
E io non lo sono.
Oscillo.
Sono la regina delle lunatiche.
A parte pochi punti fermi tutto il resto mi fluttua intorno in un balletto di idee e possibilità, traslochi, cambi di regione, nazione, lavoro... e ritorno...
Quindi sto ferma, faccio un passo alla volta, quindi alla fine non sto proprio ferma, diciamo che vado molto più lenta. Del resto son anche anziana, no?
Se tu mi conoscessi da sempre e avessi visto come ero saresti ancora più contento che oggi io sia così.
Quando ci penso mi sale la certezza che non lanciarmi a piena fiducia verso il domani certa che sarò sempre tua è la forma di amore e di rispetto più grande che io abbia mai dimostrato in assoluto.
Tratto noi due come una cosa seria.
Certo, rimane comunque il fatto che gioco a fare la moglie e la donna adulta perchè sono e resto una ragazzina incasinata, ma mai farei qualcosa per ingannarti, mentirti o prenderti in giro.
Compreso farti vedere che sono sicura che andrà tutto sempre bene.
Sono sicura di voler stare con te.
Oggi sono sicura che vorrei durasse per sempre.
E credo che il modo migliore per raggiungere questa meta sia quello di andare piano piano.
E tu sei d'accordo con me.
Per fortuna.
E quindi ho comprato due braccioli, così quando la marea mi sballotta e mi vengono le ondate di panico tengo la testa fuori dall'acqua, respiro, e caparbiamente proseguo.
E ora mi richiudo su dreamweaver che forse forse ho quasi vinto.
L'effetto pioggia l'hanno aggiunto dopo.
Ci sta molto bene però.
So che non sono proprio del tutto sola.
So di essere ascoltata.
Ma so anche che siamo tutti soli ad occuparci davvero di noi stessi.
Poi che si rida insieme del divino umorista è un'altra cosa.
Prima di tutto un aggiornamento:
con un'improvviso lampo di intelligenza i miei hanno trovato una soluzione apparentemente ottimale per farmi allargare lo spazio vitale a tutto il piano. Avrò un salotto con angolo cottura, potrò occupare il corridoio, potrò cucinare (poco perchè comprerò una piastra elettrica in miniatura quando potrò), potrò fare la spesa (poca perchè avrò un mini frigo che però almeno è gratis), potrò avere ospiti (pochi perchè in più di 6 non c'entriamo neanche uno sull'altro).
Ma vige la legge del chi si accontenta gode.
Pro, oltre ai summenzionati, lo spazio vitale dei gatti aumenterà e si spera che le rotture di cazzo a me da parte loro diminuiranno, avrò qualcosa che si può a tutti gli effetti definire un appartamento, lontano, certo, non indipendente, ma non avrò mai problemi di parcheggio. E se non mi va di cucinare scendo e scrocco.
Tra l'altro la zona giorno non è sulla testa dei miei, quindi non si può urlare e saltare, ma si può chiacchierare e vedere film fino a tarda notte.
Contro, non avrò comunque pareti (ma almeno ho un tetto sulla testa), dovrò fare lavori costosi in bagno (finirò per dar via un rene) per poter fare la doccia in piedi e non con le ginocchia piegate come adesso, sarò sempre e comunque lontanissimo dalla città, non potrò calcolare adeguatamente i consumi (e so già che un giorno mia madre batterà brutalmente cassa).
Però avrò un mini appartamento tutto mio.
Ovviamente con i gattini.
E con un bel po' di spazio per Marco, i le sue cose, i suoi vestiti, le sue vetrine.
Cosa poteva succedere a questo punto?
Che a giugno si sblocca casa sua a roma est.
Et voilà, quando niente quando troppo.
Siamo concordi nel dire che in realtà è ottimale questa situazione.
Avere ognuno casa sua (più o meno sua) ci da la possibilità di continuare a fare dei passi piccoli e ponderati nel proseguimento della nostra storia.
Sospiro.
Non sono sbagliata se non riesco più a buttarmi con cieca fiducia nelle situazioni.
Sono solo frenata dalle precedenti vite che sono finite tutte.
E neanche troppo bene.
Come ho imparato che non si aprono attività commerciali senza essere capaci, così ho imparato che non ci si butta a capofitto in una vita con la certezza che andrà tutto bene per sempre, non senza essere ... un po' più definite...
E io non lo sono.
Oscillo.
Sono la regina delle lunatiche.
A parte pochi punti fermi tutto il resto mi fluttua intorno in un balletto di idee e possibilità, traslochi, cambi di regione, nazione, lavoro... e ritorno...
Quindi sto ferma, faccio un passo alla volta, quindi alla fine non sto proprio ferma, diciamo che vado molto più lenta. Del resto son anche anziana, no?
Se tu mi conoscessi da sempre e avessi visto come ero saresti ancora più contento che oggi io sia così.
Quando ci penso mi sale la certezza che non lanciarmi a piena fiducia verso il domani certa che sarò sempre tua è la forma di amore e di rispetto più grande che io abbia mai dimostrato in assoluto.
Tratto noi due come una cosa seria.
Certo, rimane comunque il fatto che gioco a fare la moglie e la donna adulta perchè sono e resto una ragazzina incasinata, ma mai farei qualcosa per ingannarti, mentirti o prenderti in giro.
Compreso farti vedere che sono sicura che andrà tutto sempre bene.
Sono sicura di voler stare con te.
Oggi sono sicura che vorrei durasse per sempre.
E credo che il modo migliore per raggiungere questa meta sia quello di andare piano piano.
E tu sei d'accordo con me.
Per fortuna.
E quindi ho comprato due braccioli, così quando la marea mi sballotta e mi vengono le ondate di panico tengo la testa fuori dall'acqua, respiro, e caparbiamente proseguo.
E ora mi richiudo su dreamweaver che forse forse ho quasi vinto.
sabato 19 febbraio 2011
The Nobodies - Marilyn Manson
Almeno è tornata la colonna sonora.
Lo so, non scrivo da tanto, e tanto per cambiare non sono allegra.
Andiamo per ordine e per gradi.
Dopo quasi 7 anni l'incubo del negozio è finito.
Il 13 ottobre 2010 ho ceduto il 100% della società e la carica di amministratore.
Tutto.
Come stai?
Alla grande.
Mi rode solo aver buttato tutto questo tempo.
Essermi piegata così tante volte.
Così tante.
Potrei essere in grado di aver smesso, che non è italiano, ma rende l'idea.
Io.
I miei no.
"Vendiamo casa, prendiamo un milione di euro oltre al valore che ci facciamo, e compriamo un agriturismo, un'azienda agricola, un'attività. Ovviamente il mutuo o prestito che sia lo prendi tu."
Così dice di pensare al mio futuro.
Certo se mi violentava da bambina stavo peggio.
E in tutto questo mi arriva solo una cosa: da sola non ce la fai.
Lo so che non è così, che non è questo il vero motivo per cui continuano a cercare di trovare loro qualcosa, ma non riesco a togliermi la sensazione.
Sconforto.
Ecco il light motif di questi giorni.
Sconforto nero.
Dal quale ovviamente uscirò, come sempre, da sola, e rialzerò la testa.
E di sicuro non mi farò più fottere dai progetto non-sense dei miei.
Vendere casa, comprarne 3 più piccole, darmi uno spazio vitale decente, sarebbe così semplice, così scontato, così veloce.
Invece no.
Ognuno pensa a se.
E io penso a me.
E' così grande questo vuoto.
Lo so, non scrivo da tanto, e tanto per cambiare non sono allegra.
Andiamo per ordine e per gradi.
Dopo quasi 7 anni l'incubo del negozio è finito.
Il 13 ottobre 2010 ho ceduto il 100% della società e la carica di amministratore.
Tutto.
Come stai?
Alla grande.
Mi rode solo aver buttato tutto questo tempo.
Essermi piegata così tante volte.
Così tante.
Potrei essere in grado di aver smesso, che non è italiano, ma rende l'idea.
Io.
I miei no.
"Vendiamo casa, prendiamo un milione di euro oltre al valore che ci facciamo, e compriamo un agriturismo, un'azienda agricola, un'attività. Ovviamente il mutuo o prestito che sia lo prendi tu."
Così dice di pensare al mio futuro.
Certo se mi violentava da bambina stavo peggio.
E in tutto questo mi arriva solo una cosa: da sola non ce la fai.
Lo so che non è così, che non è questo il vero motivo per cui continuano a cercare di trovare loro qualcosa, ma non riesco a togliermi la sensazione.
Sconforto.
Ecco il light motif di questi giorni.
Sconforto nero.
Dal quale ovviamente uscirò, come sempre, da sola, e rialzerò la testa.
E di sicuro non mi farò più fottere dai progetto non-sense dei miei.
Vendere casa, comprarne 3 più piccole, darmi uno spazio vitale decente, sarebbe così semplice, così scontato, così veloce.
Invece no.
Ognuno pensa a se.
E io penso a me.
E' così grande questo vuoto.
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