Oggi sono stanca.
Desolata.
Triste.
Stupida.
Preoccupata.
Troppo debole per sentire il rovente conforto del mio personalissimo veleno interiore.
Non c'è traccia di determinazione o reazione.
C'è solo la consapevolezza di quanto sia lunga la salita.
Prenderò fiato a boccate piccole, farò un passo dopo l'altro, e continerò a respirare.
Ogni tanto mi vedo a vivere in un posto lontanissimo da qui, a condurre un'esistenza totalmente diversa da questa, con uno stato d'animo talmente più leggero...
domenica 1 luglio 2012
mercoledì 27 giugno 2012
Gli uomini sbagliati.
Sono innamorata di Gatsu... che ama Caska.
Sono innamorata di Spike... che ama Julia.
Sono innamorata di Corto... che ama una fantasia.
...
Forse in realtà io sono come Corto...
O forse mi piacerebbe esserlo...
Sono innamorata di Spike... che ama Julia.
Sono innamorata di Corto... che ama una fantasia.
...
Forse in realtà io sono come Corto...
O forse mi piacerebbe esserlo...
lunedì 25 giugno 2012
Reality is definately not enough.
Hurricane
Ho quasi elaborato il mio nuovo tatuaggio.
Questo sarà grande e colorato.
Non so ancora dove, ma ho il concetto da segnare a palle, e questo è l'importante.
Vorrei un cowboy.
Vorrei un uomo che possa farmi sentire protetta come solo mio padre riesce a fare.
Vorrei un sogno.
E se non fossi capace di adattarmi a questa realtà? (Alla realtà)
E se rimanessi per sempre chiusa in una bolla di fantasia?
(probabilmente rimarresti sola)
Solo in apparenza.
Conosco la vita.
Conosco la psiche umana.
Sono in grado di condurre un'esistenza del tutto normale agli occhi di chi mi circonda.
Posso gestirla egregiamente.
Ma non posso essere felice.
Ogni emozione che provo viaggiando di fantasia dietro ad un qualsiasi supporto etereo è stata, rimane e resterà per sempre migliore di quello che la vita potrà darmi.
Di quello che la realtà ha da offrire.
E se non volessi accontentarmi?
Se non ne fossi capace?
Ho capito l'errore, l'aspettativa intrinseca del mio essere che ha guidato ogni mia scelta: cercare nella realtà le stesse emozioni che vivo dentro di me.
Non succederà, non può succedere, qualsiasi siano le premesse e le potenzialità.
Perchè dentro di me tutto è diverso.
Vedo le cose, le persone, le situazioni in un modo che solo dentro di me ha senso.
E in me nascono le emozioni, quindi è soltanto in me che potrò viverle.
Potrebbe non interessarmi un'ulteriore ricerca.
Potrei essere in grado di vivere questa bivalenza senza lasciarmi toccare e senza dare fastidio.
Potrei aver capito che fuori da me niente potrà mai essere come io sogno che sia.
E potrei aver deciso che invece è esattamente questo che pretendo dalla vita.
Se non posso vincere non combatterò, parteciperò semplicemente al vostro gioco della vita.
Avrà finalmente significato l'assenza totale di senso di appartenenza che provo da quando ho facoltà di vedere e sentire.
E dentro di me sorriderò sapendo la mia verità.
Ho quasi elaborato il mio nuovo tatuaggio.
Questo sarà grande e colorato.
Non so ancora dove, ma ho il concetto da segnare a palle, e questo è l'importante.
Vorrei un cowboy.
Vorrei un uomo che possa farmi sentire protetta come solo mio padre riesce a fare.
Vorrei un sogno.
E se non fossi capace di adattarmi a questa realtà? (Alla realtà)
E se rimanessi per sempre chiusa in una bolla di fantasia?
(probabilmente rimarresti sola)
Solo in apparenza.
Conosco la vita.
Conosco la psiche umana.
Sono in grado di condurre un'esistenza del tutto normale agli occhi di chi mi circonda.
Posso gestirla egregiamente.
Ma non posso essere felice.
Ogni emozione che provo viaggiando di fantasia dietro ad un qualsiasi supporto etereo è stata, rimane e resterà per sempre migliore di quello che la vita potrà darmi.
Di quello che la realtà ha da offrire.
E se non volessi accontentarmi?
Se non ne fossi capace?
Ho capito l'errore, l'aspettativa intrinseca del mio essere che ha guidato ogni mia scelta: cercare nella realtà le stesse emozioni che vivo dentro di me.
Non succederà, non può succedere, qualsiasi siano le premesse e le potenzialità.
Perchè dentro di me tutto è diverso.
Vedo le cose, le persone, le situazioni in un modo che solo dentro di me ha senso.
E in me nascono le emozioni, quindi è soltanto in me che potrò viverle.
Potrebbe non interessarmi un'ulteriore ricerca.
Potrei essere in grado di vivere questa bivalenza senza lasciarmi toccare e senza dare fastidio.
Potrei aver capito che fuori da me niente potrà mai essere come io sogno che sia.
E potrei aver deciso che invece è esattamente questo che pretendo dalla vita.
Se non posso vincere non combatterò, parteciperò semplicemente al vostro gioco della vita.
Avrà finalmente significato l'assenza totale di senso di appartenenza che provo da quando ho facoltà di vedere e sentire.
E dentro di me sorriderò sapendo la mia verità.
sabato 23 giugno 2012
lunedì 14 maggio 2012
La chimica.
Mi sveglio abbastanza serena, ho dormito troppo, ma va bene.
Metto su l'acqua per l'orzo (perchè il mio stomaco ha deciso ufficialmente che caffè = NO), metto su il bucato, l'acqua bolle, preparo l'orzo, bevo un sorso, e mi assale una depressione agghiacciante.
I miei mi parlano, li schivo e torno in camera mia, trovo i gatti che vorrebbero uscire in terrazzino, poi cambiano idea, poi ricambiano idea, riscendo per farli uscire in giardino, fuori ci sono i gatti di mia madre che scassano il cazzo al mio gatto che ci mette 10 minuti per varcare la soglia della porta, mia madre blatera che non vuole la porta aperta che ieri sera c'era una zanzara in camera da letto e mio padre si lamentava... Monta l'istinto omicida.
Torno in camera mia pensando che me ne devo andare da qui, ma non solo da questa casa, proprio da questa nazione, e in un lampo di breve lucidità mi rendo conto che sono in premestruo e che probabilmente il mio stato d'animo non è oggettivo.
Mi viene da piangere.
Odio mia madre.
Facciamo il punto della situazione, così mi distraggo.
La mia gatta grigia è scomparsa, mesi fa, ogni tanto sogno che torna, non saprò mai che fine ha fatto e mi fa male.
Il mio gatto è stato zoppo per un po', il gatto maschio di mia madre si è accinto su di lui, l'ho fatto castrare per dargli un'ultima possibilità di sopravvivere. Se ricomincia a rompere il cazzo lo prendo e lo ammazzo a mani nude. Senza nessun problema di coscienza. Anche per questo non farò mai un figlio. Pare che se uccidi un essere umano che ti da fastidio vai al gabbio. Se per il mio gatto sono protettiva cosa potrei essere per un figlio? Evitiamo il rischio.
Mia sorella aspetta una femmina, ormai è sicuro, la chiameranno Martina pare. Io la chiamerò comunque Camilla.
Lavoro in un B&B in centro, per ora a chiamata, dal prossimo mese full-time per 2 anni. Potrei riuscire a mettere da parte i soldi per fare l'università di Scultura.
"E dopo che farai?"
Non lo so e non me ne frega.
Visto che non riesco a sapere cosa sono, cosa voglio e cosa mi piace intanto cerco di ricominciare da dove ho smesso di fare quello che avrei voluto, cioè da dopo la terza media. Hai visto mai che anche le mie psicosi si aggiustano e mi passa la sindrome di Peter Pan...
Mi si sta spaccando in due il cervello per cercare di capire cose che forse non posso capire, perchè credo di avere un'innesto di realtà falsa da tempo immemore che ha dato vita ad una serie di certezze o ambizioni o aspettative irrealizzabili, in quanto basate su false basi di mera fantasia.
Sospiro.
Che palle.
Metto su l'acqua per l'orzo (perchè il mio stomaco ha deciso ufficialmente che caffè = NO), metto su il bucato, l'acqua bolle, preparo l'orzo, bevo un sorso, e mi assale una depressione agghiacciante.
I miei mi parlano, li schivo e torno in camera mia, trovo i gatti che vorrebbero uscire in terrazzino, poi cambiano idea, poi ricambiano idea, riscendo per farli uscire in giardino, fuori ci sono i gatti di mia madre che scassano il cazzo al mio gatto che ci mette 10 minuti per varcare la soglia della porta, mia madre blatera che non vuole la porta aperta che ieri sera c'era una zanzara in camera da letto e mio padre si lamentava... Monta l'istinto omicida.
Torno in camera mia pensando che me ne devo andare da qui, ma non solo da questa casa, proprio da questa nazione, e in un lampo di breve lucidità mi rendo conto che sono in premestruo e che probabilmente il mio stato d'animo non è oggettivo.
Mi viene da piangere.
Odio mia madre.
Facciamo il punto della situazione, così mi distraggo.
La mia gatta grigia è scomparsa, mesi fa, ogni tanto sogno che torna, non saprò mai che fine ha fatto e mi fa male.
Il mio gatto è stato zoppo per un po', il gatto maschio di mia madre si è accinto su di lui, l'ho fatto castrare per dargli un'ultima possibilità di sopravvivere. Se ricomincia a rompere il cazzo lo prendo e lo ammazzo a mani nude. Senza nessun problema di coscienza. Anche per questo non farò mai un figlio. Pare che se uccidi un essere umano che ti da fastidio vai al gabbio. Se per il mio gatto sono protettiva cosa potrei essere per un figlio? Evitiamo il rischio.
Mia sorella aspetta una femmina, ormai è sicuro, la chiameranno Martina pare. Io la chiamerò comunque Camilla.
Lavoro in un B&B in centro, per ora a chiamata, dal prossimo mese full-time per 2 anni. Potrei riuscire a mettere da parte i soldi per fare l'università di Scultura.
"E dopo che farai?"
Non lo so e non me ne frega.
Visto che non riesco a sapere cosa sono, cosa voglio e cosa mi piace intanto cerco di ricominciare da dove ho smesso di fare quello che avrei voluto, cioè da dopo la terza media. Hai visto mai che anche le mie psicosi si aggiustano e mi passa la sindrome di Peter Pan...
Mi si sta spaccando in due il cervello per cercare di capire cose che forse non posso capire, perchè credo di avere un'innesto di realtà falsa da tempo immemore che ha dato vita ad una serie di certezze o ambizioni o aspettative irrealizzabili, in quanto basate su false basi di mera fantasia.
Sospiro.
Che palle.
giovedì 16 febbraio 2012
...
Oggi è venuta a pranzo qui mia sorella con mio nipote, che io chiamo Trudy, anche se si chiama Massimo.
Lo amiamo tutti follemente, ha un anno e quasi 4 mesi, cammina, corre, ride, vocalizza frasi lunghissime di nessun senso compiuto, fa i versi degli animali, è fantastico.
Mia sorella è incinta di nuovo, credo al terzo mese.
Secondo me aspetta una bambina che io chiamerò Camilla.
Lei e Giorgio la chiamerebbero Ginevra.
In realtà il sesso ancora non si sà.
Dopo pranzo siamo stati in giardino, poi sono risalita a farmi gli affari miei perchè il cucciolo doveva dormire.
Non ne aveva voglia.
Ha pianto perchè mia sorella l'ha obbligato a rientrare, poi ha pianto quando lei gli ha strappato un gioco dalle mani ed ha iniziato a cullarlo molto vigorosamente (inutilmente) per addormentarlo.
I miei si sono messi in mezzo.
Mia sorella si è incazzata, l'ha vestito, l'ha messo in macchina (strappandogli le chiavi della macchina dalle mani, e facendolo piangere), e l'ha portato via.
Mia madre piange.
Perchè le si stringe il cuore a vederlo piangere.
Dentro di me nascono frasi del tipo "e quando tu facevi piangere me non ti si stringeva il cuore?"
Taccio.
Mia madre singhiozzando dice che capisce che lei sia stanca e nervosa, ma il piccolo non c'entra niente.
E io penso "perchè invece quando mi prendevi a frustinate sulle gambe perchè eri depressa io c'entravo?"
E invece dico "chi crede nel carma pensa che ogni bambino si scelga la famiglia in cui nascere".
Lei si oppone, io ghigno di soddisfazione perchè quando lo dicono a me mi fa incazzare, e ferire lei mi da uno strano senso di soddisfazione (si chiama vendetta dicono)
Mi dice che allora lui si è scelto anche la nonna che lo difende.
Ribatto che quando mia nonna si lamentava con mio padre (suo figlio) di quanto mi sentisse piangere quando stavo con mamma, lei si incazzava come una bestia.
E me ne vado.
Non so se mi faccia bene l'astio, la rabbia, e il veleno che mi nascono spontaneamente dentro in questi casi.
Avrei voluto riderle in faccia, dicendole che me ne sbatto se lei piange per mio nipote, perchè mi ha trattato probabilmente molto peggio di come mia sorella stia trattando il figlio (e ora ne fa un altro! ha... ha...)
Non so.
Però è li.
E non posso farci un granchè, se non mordermi la lingua.
L'ultima cosa che mi ha detto è stata "però così non se ne esce!"
E io ho risposto serena che è l'esatto motivo per cui IO non avrò figli.
Mia sorella mi fa un po' incazzare e un po' tenerezza.
Dopotutto lei era piccola, e non si è resa conto di quello che mia madre faceva a me, spontaneamente o provocata prima che potesse prendersela con lei, che era così piccola e bionda.
Quando si diventa genitori si smette di essere considerati bambini.
Mia sorella non fa più tenerezza a mia madre, ora è una che maltratta suo figlio, cioè il nipote di mia madre.
Mi stanno venendo in mente molte diverse considerazioni, ma la conclusione
è
sempre
e
solo
una:
la razza umana fa schifo.
E andrebbe eliminata.
Lo amiamo tutti follemente, ha un anno e quasi 4 mesi, cammina, corre, ride, vocalizza frasi lunghissime di nessun senso compiuto, fa i versi degli animali, è fantastico.
Mia sorella è incinta di nuovo, credo al terzo mese.
Secondo me aspetta una bambina che io chiamerò Camilla.
Lei e Giorgio la chiamerebbero Ginevra.
In realtà il sesso ancora non si sà.
Dopo pranzo siamo stati in giardino, poi sono risalita a farmi gli affari miei perchè il cucciolo doveva dormire.
Non ne aveva voglia.
Ha pianto perchè mia sorella l'ha obbligato a rientrare, poi ha pianto quando lei gli ha strappato un gioco dalle mani ed ha iniziato a cullarlo molto vigorosamente (inutilmente) per addormentarlo.
I miei si sono messi in mezzo.
Mia sorella si è incazzata, l'ha vestito, l'ha messo in macchina (strappandogli le chiavi della macchina dalle mani, e facendolo piangere), e l'ha portato via.
Mia madre piange.
Perchè le si stringe il cuore a vederlo piangere.
Dentro di me nascono frasi del tipo "e quando tu facevi piangere me non ti si stringeva il cuore?"
Taccio.
Mia madre singhiozzando dice che capisce che lei sia stanca e nervosa, ma il piccolo non c'entra niente.
E io penso "perchè invece quando mi prendevi a frustinate sulle gambe perchè eri depressa io c'entravo?"
E invece dico "chi crede nel carma pensa che ogni bambino si scelga la famiglia in cui nascere".
Lei si oppone, io ghigno di soddisfazione perchè quando lo dicono a me mi fa incazzare, e ferire lei mi da uno strano senso di soddisfazione (si chiama vendetta dicono)
Mi dice che allora lui si è scelto anche la nonna che lo difende.
Ribatto che quando mia nonna si lamentava con mio padre (suo figlio) di quanto mi sentisse piangere quando stavo con mamma, lei si incazzava come una bestia.
E me ne vado.
Non so se mi faccia bene l'astio, la rabbia, e il veleno che mi nascono spontaneamente dentro in questi casi.
Avrei voluto riderle in faccia, dicendole che me ne sbatto se lei piange per mio nipote, perchè mi ha trattato probabilmente molto peggio di come mia sorella stia trattando il figlio (e ora ne fa un altro! ha... ha...)
Non so.
Però è li.
E non posso farci un granchè, se non mordermi la lingua.
L'ultima cosa che mi ha detto è stata "però così non se ne esce!"
E io ho risposto serena che è l'esatto motivo per cui IO non avrò figli.
Mia sorella mi fa un po' incazzare e un po' tenerezza.
Dopotutto lei era piccola, e non si è resa conto di quello che mia madre faceva a me, spontaneamente o provocata prima che potesse prendersela con lei, che era così piccola e bionda.
Quando si diventa genitori si smette di essere considerati bambini.
Mia sorella non fa più tenerezza a mia madre, ora è una che maltratta suo figlio, cioè il nipote di mia madre.
Mi stanno venendo in mente molte diverse considerazioni, ma la conclusione
è
sempre
e
solo
una:
la razza umana fa schifo.
E andrebbe eliminata.
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