giovedì 28 novembre 2013

Clouds in my coffee...

Ci attacchiamo affettivamente (si dirà?) ad oggetti del nostro passato, che richiamano alla mente determinate micro situazioni, posti, stanze, ante di armadio, odori.
Mi chiedo se sono così attaccata agli oggetti della casa in montagna perchè quando ero li ero felice o perchè non me lo ricordo ma vorrei esserlo stata.
No, ero felice. Era un posto dove potevo essere felice la maggior parte del tempo e dove ogni tanto succedevano episodi infelici.
Il modo in cui costruiamo i ricordi è davvero particolare.
Affascinante direi.
Vorrei imprimere su un supporto esterno qualsiasi le immagini che ho nella mia mente, per poterle riguardare, per potermici drogare, per poter restare li.
Sono inneschi, gli oggetti che conservo, per questo ci tengo così tanto.
Per questo me ne prendo cura.

martedì 12 novembre 2013

Time Lapse

Ci siamo.
Di nuovo.
Due giorni.
38.
Tra altri due saranno quaranta.

E' normale fare il conto, il giro di boa, il punto della situazione.
E' normale.

Mi drogo di Einaudi e Gaiman.
Forse non mi fa bene.
Alimenta il filtro con cui guardo la realtà.
Irreale.
Credo che la realtà sia soggettiva.
Credo che ognuno di noi veda il mondo, la vita, gli altri esseri umani secondo la propria personale esperienza, secondo le proprie convinzioni, con i propri occhi, velati, sempre e comunque, da quello che abbiamo dentro, che la trasforma, e ci fa tornare qualcosa di surreale, modificato, comprensibile solo a noi.
Quello che vedo io è reale, ma non mi appartiene, e io non gli appartengo.
E credo vada bene così.

Sono in compagnia.
Di nuovo.
Da un mese.
Dopo troppo poco tempo.
Ma ci siamo cercati per così tanto che era inevitabile.
Lo dicono tutti.
Vuole fare l'albero di natale.
Ho paura.

Oggi ho scoperto che c'è chi scommette che non durerà.
Mi ha fatto male.
Sono io?
Probabilmente si.
O forse è solo questo mondo che è sbagliato, e questa vita che fa schifo.
Dovrei dirlo a lui?
Se sapesse chi lo dice probabilmente ci resterebbe male.
O forse mi direbbe di non pensarci.
Andrà come deve andare.
Giorno per giorno.

E allora facciamolo, questo punto della situazione.
Non ho un posto mio.
Non ho una strada tracciata da percorrere.
Non ho una meta.
Non so chi sono e cosa voglio.
Faccio progetti.
Non ho più la forza per ricominciare.
Ne' la fiducia che funzioneranno.

Ho Lela, ed ho Nicolas.
Che forse dureranno.

Vorrei ricominciare ad imparare a difendermi.
Migliorare il mio corpo.
Reimparare a suonare il pianoforte.
Creare cose e costruire attività.

Aspetterò.
E continuerò a respirare.
Einaudi - Fly - In Loop.