venerdì 29 aprile 2011

Il tempo e lo spazio

Ho passato le ultime 3 ore a rileggere il mio blog.
Forse l'avevo già fatto, non mi ricordo quanto tempo fa.

Mi sono resa conto di quanto io sia cresciuta e cambiata.
Mi sono resa conto di quanto io sia ripetitiva.
Mi sono resa conto di quanto io sia cieca.
Mi sono resa conto di quanto io sia fortunata.

Ho fatto una cosa utile per me.
Incredibile.

Lack of Magic

Mi sono svegliata e sono rimasta sdraiata a guardare il nulla per un buon quarto d'ora.
Ho sentito il peso dell'aria, dell'atmosfera e dell'universo schiacciarmi sempre più forte.
C'è chi è stato lasciato per eccesso di continuata depressione e pessimismo.
E mentre ero li che pesavo tantissimo mi sono ricordata che tantissimo tempo fa mi svegliavo felice.
Quando ero piccola mi dicevano che sorridevo nel sonno.
Io pensavo che non avessero capito un cazzo perchè da sveglia ero tutt'altro che felice.
Era al liceo che mi svegliavo felice.
Ricordo perfettamente che suonava la sveglia e io saltavo giù dal letto entusiasta di vivere.
Non ne avevo alcun motivo ovviamente, facevo il classico e non mi piaceva, i ragazzi mi guardavano come se fossi infetta, non avevo amici degni di essere chiamati tali, elemosinavo qualsiasi tipo di attenzione come un bambino zingaro fastidioso e litigavo coi miei ogni giorno.
Però mi svegliavo felice.
Forse ero addirittura ancora vergine.
E allora ho pensato che forse era perchè stavo ancora costruendo il mio futuro, e avevo la felicità che viene dall'ignoranza, dal tutto è possibile, dall'andrà tutto bene.
Potevo crederci.
O forse davo per scontato che davvero sarebbe andata così.
Avevo il famoso futuro davanti.
E ora non più.
Fra meno d 5 anni avrò 40 anni.
Magari è ora che la pianto d fare la ragazzina e mi rendo conto che sono grande, non si scappa, non c'è più tutto questo tempo davanti.
E rifletto su quello che sto facendo.
Non sto costruendo, sto temporeggiando.
Non posso neanche raccogliere, perchè non ho seminato proprio niente.
"Come ti vedi tra 5 anni?"
Nulla. Vuoto siderale e cosmico. La speranza è finita.
Rifletto su quello che ho.
Effimere manifestazioni materiali inutili di un'infanzia che non riesco a mollare.
Però sono una persona intelligente, dicono.
Sto sbagliando qualcosa.
Ma sto sbagliando davvero.
Trovare un lavoro, avere degli obiettivi, ricostruire, andare verso qualcosa che possa farmi stare bene.
Non so come si fa.
Mi sembra palese ormai.
E sono fuori tempo massimo per trovare qualcuno che mi dia qualche dritta.
E rimane comunque il problema che pur trovando un lavoro qualsiasi il tarlo del "potresti stare meglio" non se ne andrà.
Lo so.
Alla fine di tutto questo ho sperato che le premonizioni e le predizioni fossero esatte, e che il 21 maggio questa gran rottura di coglioni avrà finalmente un epilogo.
Uno qualsiasi.

mercoledì 13 aprile 2011

Datemi una pala.

Ri-facciamo il punto della situazione:

Ho preso un virus.
Mi rompe il cazzo ai cookie e devo cancellarli o riaccedere a facebook ogni volta che clikko su qualcosa.
Sul mio orologio del pc oggi è mercoledì 11 maggio.
Avg non scarica più gli aggiornamenti.
E il blog non mi faceva entrare.
Bestemmie sparse.

Sto cercando di pubblicare il sito che ho fatto a mio padre.
Ripristinare un dominio registrato e abbandonato per anni è un dito al culo con la sabbia come poche cose.

Sto lavorando con mezzo per il suo live di domenica e non capisco cosa mi chiede di fare.
Ma almeno due soldi li prenderò.
E da lunedì non ci penserò per un mesetto.

Sto lavorando con Ale al live dell'8 maggio.
E' l'impegno meno gravoso e più piacevole di tutti.
E dal 9... ci dedicheremo al prossimo.

Sto lavorando con Toti al sito globale delle terme in italia e non so se riuscirò in tempo a fare quello che devo per andare in fiera a maggio (secondo il mio pc dopodomani)con qualcosa da presentare.
Ma almeno se riusciamo alla lunga prenderò più di due soldi.
E dal 15 maggio avrò tempi meno frenetici.

Sto lavorando con Simonetta per il gruppo di Festa di del drago e sono troppe le cose da fare.
Ma almeno sono sicura che per 4 giorni mi divertirò come una pazza.
E dal 6 giugno sarà solo un ricordo.

Sto cercando di lavorare con Ale e Arianna per costruire qualcosa di molto bello e funzionante e gratificante, ma la partenza è molto più tosta di quello che pensavamo.

Sto cercando di sistemarmi un soggiorno angolo cottura nella stanza di mia sorella traslocandola... e come un'imbecille mi sono fatta ipnotizzare con mia madre da venditori di pentole che regalano altre mille cose... e ora mi sto organizzando per rispedirgli il tutto... pagando fior di spese...
Chissà se in banca hanno uno sportello "prestiti per idiozia".

Sto lavorando 3 pomeriggi a settimana come babysitter.
Non mi bastano quei soldi.
E divento nevrotica coi gemelli.

Sto cercando un altro lavoro.

Ho mandato il curriculum a una ditta che cerca personale per le pulizie sui treni.
Se mi assumono lo prenderò come un evento karmico.

E' pronto il pranzo.

Attenti ai commenti che fate che vi fulmino a distanza

è_é

:-)

é_è

aiuto...

venerdì 1 aprile 2011

Il mattino ha l'oro in bocca.

Non c'è il sole, non mi sono svegliata bene, faccio finta di niente.

Scendo e mi preparo la colazione, c'è mia madre fuori che innaffia e i gatti che entrano e escono.
Mia madre rientra e dice che mio padre non è andato fuori roma come aveva detto, ha cambiato idea, stamattina, e marco è andato con la moto per lasciarmi la macchina, inutilmente a questo punto, non c'è neanche il sole.
Mi innervosisco.
Sono psicopatica davvero probabilmente, lo so, me ne fotto.
Per questo mi incazzo quando cambiano i piani all'ultimo, ci sono sempre delle conseguenze.

Ora mia madre si lamenta che non può andare all'expoflora a genova perchè non ha i soldi, ed è triste perchè se il mondo finisce nel 2012 non ci saranno altre expoflora.
...
Le rispondo, per l'appunto, di approfittare e di andare, tanto si lamenta sempre che non ha soldi ma alla fine li tira fuori comunque, e lei mi dice che proprio non li ha.
Il rancore atavico monta senza che neanche me ne accorga, e le rispondo che è da quando ho 5 anni che mi dice che non può darmi 5mila lire per la merenda perchè non ha i soldi per pagare il mutuo, e che quindi o mi dice cazzate da 30 anni... o mi dice cazzate da 30 anni, perchè in un modo o nell'altro i soldi comunque li rimedia.
Mi risponde che sono stati fortunati (ribollio sordo nello stomaco) e che se la sono sempre cavata perchè prima è entrato questo e poi quello e così via, ammettendo a bassa voce di aver preso dal negozio tutto quello che le serviva (ma và?) finchè poteva ancora farlo.
Le faccio notare che sarebbe il caso di cambiare questa situazione definitivamente.
Mi dice che sta cercando di vendere la casa (ora che stavo per avere il mio micro appartamento al terzo piano. Bello. Grazie.) ma che tutta intera non si vende, vogliono case piccole, costa troppo.
Quanti agenti immobiliari hanno sentito? Uno.
Aggiunge che se smontiamo il magazzino e lo ricostruiamo nell'altro pezzo di giardino si vende domani, gliel'ha detto l'agente immobiliare, che ha già un compratore pronto.
Lo stesso agente immobiliare che ha detto ai miei che ha la casa perfetta per loro a trigoria, che è tutt'altro che la casa perfetta per loro, ovviamente, ma lei gli crede comunque. Le faccio notare la similitudine tra la calla palese che ha detto a loro e l'eventualità che anche il fantomatico compratore possa non essere d'accordo che 50 mq in un bosco marcio con 3 mq di giardino siano esattamente quello che cerca lui, e che quindi si potrebbe evitare di credere ad un venditore che non si impegna a vendere la nostra casa così com'è ma ci chiede di tirare fuori soldi per modificare la situazione per poi venderla più facilmente, e farci ovviamente più soldi. Lui.
Mamma non è d'accordo.
Allora è deficente. Lo dico prima ancora di pensare, e non sento senso di colpa, ma un benessere malvagio e crescente.
Dice che papà ha detto che si può fare.
Le faccio notare tutte le cose che ha detto papà che si potevano fare e la fine che hanno fatto, e le ricordo quanto si sia pentita di avergli creduto.
Nega.
Piange.
Mi stanco della discussione.
Mi incazzo in realtà.
Le dico che tanto sia io che Chiara abbiamo smesso di credere che siano persone normali con un senno e un senso di responsabilità circa 20 anni fa, e che sappiamo benissimo di non poter contare su di loro... e mentre lo dico mi rendo conto di aver assorbito lo stesso imbecille modo di pensare, che tanto me la cavo, che non serve un lavoro fisso, che in qualche modo ci si arrangia...
Me ne vado, torno nella mia stanza, sempre più piena di cose inutili che guardo senza più trovare conforto, e piango, urlando forte dentro di me, tanto da farmi abbassare la pressione.
Perchè sto piangendo?
Tradita, abbandonata, rotta. Mi sento rotta. Come una bambola di ceramica caduta da una mensola, troppi pezzi per poterli reincollare.
Sono stanca.
E mi sono davvero rotta il cazzo di questa vita.

Hai ragione Dani, non ha proprio senso affannarsi come fa il genere umano.
Siamo formiche cieche.

E ora finirò il caffè, girerò una cicca, e mi metterò a fare quello che devo.

L'unica altra via possibile è mille miglia lontano da qui.