Il caldo qui è come questa chitarra, lento, appiccicoso, pesante, ti cala sulle palpebre velandoti la vista.
Se fosse un film potrebbe essere anche poetico.
Nella realtà uccide ogni impulso vitale.
Sono nella mia camera.
Ex Tana.
Ex posto sicuro.
E' entrata più gente qui dentro mentre io non c'ero che passeggeri in metropolitana.
Vabbhè.
E le zanzare.
E le scottature.
Ho caricato tutti gli album dei Pearl Jam.
Discografia completa.
Sceglie winamp per me.
Tranne questa.
Per prima.
La chitarra graffia.
E io sono insensibile.
Stufa.
Irrequieta.
Ma troppo stanca per dare di nuovo una svolta alla mia vita.
Ma oggi non sono depressa.
Chissà perchè.
Ho dinuovo il condiloma.
Mi laserizzano giovedì prossimo.
Non sento niente.
Ci sono già stata così.
Ma stavolta non è male.
Andrò in vacanza.
Ora c'è help help.
Adeguata.
mercoledì 14 luglio 2010
lunedì 21 giugno 2010
Cowboy Bebop OST 4 - Goodnight Julia
http://www.youtube.com/watch?v=OcZhyH-ODd4
Soffro per i mali del mondo.
A volte piango per cose che non potrò mai cambiare.
Oggi piangerei per tutte le persone a me care che sono morte.
E anche per tutte quelle che inesorabilmente vedrò morire.
Non so perchè, ma non riesco a distogliere la mente da questi pensieri.
E mi sembra assurdo che possano esserci persone felici, sapendo che succederà.
E' una tristezza malinconica.
Blues deriva da Blue, in inglese to feel blue ha un significato preciso, che non si esprime altrettanto bene traducendolo in italiano.
Scomparire dalla realtà per fondermi con l'etere.
Serial experiment Lain.
Sono un nerd triste.
Paradossale.
Vivere davvero in Ghost in the Shell.
O in una delle storie di Miyazaki.
No, quelle finiscono sempre quasi bene, sarei fuori tema con questo umore.
Cowboy Bebop.
Quello sarebbe adatto.
La fine con l'amaro in bocca.
I miei hanno preso la decisione definitiva (pare).
Chiudiamo il negozio.
Sospiro.
E vado in numb.
Il mio cervello non è più in grado di reagire.
Non adesso almeno.
Non so che fare.
Ma non fa male.
Lo stato Numb mi salva.
Per ora.
Un sacco di gente fugge nel proprio cervello per sempre.
Chissà se sono felici.
Aspetterò.
Vedrò.
Mi rialzerò.
Ricomincerò.
Di nuovo.
E ancora.
Ma non adesso.
Soffro per i mali del mondo.
A volte piango per cose che non potrò mai cambiare.
Oggi piangerei per tutte le persone a me care che sono morte.
E anche per tutte quelle che inesorabilmente vedrò morire.
Non so perchè, ma non riesco a distogliere la mente da questi pensieri.
E mi sembra assurdo che possano esserci persone felici, sapendo che succederà.
E' una tristezza malinconica.
Blues deriva da Blue, in inglese to feel blue ha un significato preciso, che non si esprime altrettanto bene traducendolo in italiano.
Scomparire dalla realtà per fondermi con l'etere.
Serial experiment Lain.
Sono un nerd triste.
Paradossale.
Vivere davvero in Ghost in the Shell.
O in una delle storie di Miyazaki.
No, quelle finiscono sempre quasi bene, sarei fuori tema con questo umore.
Cowboy Bebop.
Quello sarebbe adatto.
La fine con l'amaro in bocca.
I miei hanno preso la decisione definitiva (pare).
Chiudiamo il negozio.
Sospiro.
E vado in numb.
Il mio cervello non è più in grado di reagire.
Non adesso almeno.
Non so che fare.
Ma non fa male.
Lo stato Numb mi salva.
Per ora.
Un sacco di gente fugge nel proprio cervello per sempre.
Chissà se sono felici.
Aspetterò.
Vedrò.
Mi rialzerò.
Ricomincerò.
Di nuovo.
E ancora.
Ma non adesso.
venerdì 18 giugno 2010
So What
Oggi è Pink, incazzata, energica, allegramente isterica.
Lo scrivo solo per ricordarmi che dopo giorni di buio ce ne sono di luce.
Senza alcun motivo, senza alcuna ragione, senza alcun reale cambiamento nella situazione globale che mi circonda e che sto vivendo.
Ma oggi sto bene.
Riesco perfino a non chiedermi quanto durerà.
Prendo il sole finchè c'è.
Lo scrivo solo per ricordarmi che dopo giorni di buio ce ne sono di luce.
Senza alcun motivo, senza alcuna ragione, senza alcun reale cambiamento nella situazione globale che mi circonda e che sto vivendo.
Ma oggi sto bene.
Riesco perfino a non chiedermi quanto durerà.
Prendo il sole finchè c'è.
mercoledì 16 giugno 2010
Fuori sincrono
Ho passato quasi mezzora a cercare una canzone che riflettesse il mio stato d'animo.
Non l'ho trovata.
Non so neanche bene perchè ho aperto qui.
Ho un senso di disagio di fondo.
Come una nota stonata impercettibile che emana una leggerissima vibrazione e scuote le corde più intime del mio essere senza abbandonarmi mai. Un fastidio perenne.
Sono scoraggiata.
Forse mi ha preso la stessa fissa di tanta gente che non vedo cosa ho e mi lamento solo.
Mi annoierei da sola se così fosse.
Eppure ci penso ci penso e non capisco.
Allora ho pensato di scrivere tutto qui, a volte è servito a schiarirmi le idee.
Ma adesso non mi va più.
Avrei solo voglia di spegnermi.
Finiva così, questo post.
Ci ho ripensato.
E' che ho un disperato bisogno di qualcosa, ma non riesco davvero a capire di cosa.
Sto sempre scomoda, sempre nera, sempre triste.
A volte penso sia il negozio.
Certo non sarebbe strano visto che da solo un mare di preoccupazioni, di casini da risolvere, di scontri a fuoco con mia madre e mia sorella...
Ho detto a mio padre: "ti salvi solo perchè penso tu non fossi consapevole del casino in cui mi stavi metendo quando hai detto apriamo un negozio"
e lui ha candidamente risposto: "neanche l'idea più vaga tesoro".
E io mi annichilisco.
Evidentemente non voglio rinunciare all'idea che si prendano davvero cura di me.
Pur sapendo che non lo faranno perchè non ne sono capaci.
E neanche io temo.
Potrei trasferirmi in val di fassa e fare l'accademia d'arte lavorando come cameriera la notte.
Potrei andare ad Alcatraz a fare quello che serve e a creare sculture di legno nei boschi.
Potrei andare ovunque.
Come una figura descritta in un altro blog, avanti al fuoco in una valle di pietre con tanti sentieri.
Come siamo simili.
E invece no.
Sto qui.
Perchè ho paura che non starei bene neanche li.
Perchè ho paura che come ogni desiderio nella mia vita, dopo la realizzazione sa di carta vecchia.
Perchè non valgo abbastanza.
Perchè non lo so.
Che mi manca?
Deve essere qualcosa nel mio cervello, perchè se guardi bene ho praticamente tutto, o comunque molto più di tantissime altre persone.
Domenica ho dormito a trigoria, nel mio letto, nella mia stanza.
Sdraiata al buio guardavo intorno a me e pensavo "che merda di casa".
Poi ho pensato a chi sta magari in carcere in corea.
Ma dico siamo impazziti?
Che merda di casa?
Se una persona mi dicesse che pensa una cosa del genere probabilmente mi starebbe sl cazzo a morte.
Quindi c'è qualcosa che non va in me.
Qualche nodo che non ho ancora sciolto.
Oggi vorrei stare a casa (non mia) tutto il giorno.
Annichilirmi davanti al pc giocando a Rollercoaster Tycoon.
Senza neanche togliermi il pigiama.
In realtà sarei rimasta proprio a letto a dormire.
Quando sono depressa è così, dormire dormire dormire per aspettare che passi, il giorno, il tempo, la vita.
Reagire?
E poi?
Ho reagito così tante volte.
E torno sempre qui.
Leggendo il blog è abbastanza palese.
Curarmi?
Come?
Tornare in analisi?
Mi viene il vomito solo all'idea.
Piangere.
Questo si che mi va.
Sospiro.
Forse ho bisogno di aiuto, ma sono troppo arrogante per ammetterlo.
O forse ho solo paura che non lo riceverò, dato che mi sforzo così tanto di non farlo vedere.
Di solito a questo punto faccio un piano d'azione.
Tipo che metto in ordine le cose irrisolte che posso organizzare, gestisco, prevedo, faccio telefonate, scrivo sull'agenda, elenchi infiniti di cose da fare per poi poterle depennare e sentirmi appagata da traguardi raggiunti.
Quanto vorrei scomparire.
Ormai ho paura di dare fastidio anche a chi mi sta accanto ogni giorno, perchè sono sempre negativa.
Io probabilmente mi romperei le palle di stare accanto ad una persona così.
Come se ne esce?
Potrei sdraiarmi e dormire.
Potrei andare a trigoria, chiudermi in camera e dormire.
Potrei andare lontano, seza dire niente, e dormire.
Nessuno mi sveglierebbe.
Piangere fino a disidratarmi.
Perchè piaccio così tanto a così tanta gente e invece dentro sono in queste condizioni?
Penso "ora spegni, ti vesti e vai in palestra" e subito dopo penso "ma no che ti frega stai qui e dormi".
Mi fa bene se resto qui?
Forse no.
O forse si.
O forse è solo una fuga.
Che palle.
Non l'ho trovata.
Non so neanche bene perchè ho aperto qui.
Ho un senso di disagio di fondo.
Come una nota stonata impercettibile che emana una leggerissima vibrazione e scuote le corde più intime del mio essere senza abbandonarmi mai. Un fastidio perenne.
Sono scoraggiata.
Forse mi ha preso la stessa fissa di tanta gente che non vedo cosa ho e mi lamento solo.
Mi annoierei da sola se così fosse.
Eppure ci penso ci penso e non capisco.
Allora ho pensato di scrivere tutto qui, a volte è servito a schiarirmi le idee.
Ma adesso non mi va più.
Avrei solo voglia di spegnermi.
Finiva così, questo post.
Ci ho ripensato.
E' che ho un disperato bisogno di qualcosa, ma non riesco davvero a capire di cosa.
Sto sempre scomoda, sempre nera, sempre triste.
A volte penso sia il negozio.
Certo non sarebbe strano visto che da solo un mare di preoccupazioni, di casini da risolvere, di scontri a fuoco con mia madre e mia sorella...
Ho detto a mio padre: "ti salvi solo perchè penso tu non fossi consapevole del casino in cui mi stavi metendo quando hai detto apriamo un negozio"
e lui ha candidamente risposto: "neanche l'idea più vaga tesoro".
E io mi annichilisco.
Evidentemente non voglio rinunciare all'idea che si prendano davvero cura di me.
Pur sapendo che non lo faranno perchè non ne sono capaci.
E neanche io temo.
Potrei trasferirmi in val di fassa e fare l'accademia d'arte lavorando come cameriera la notte.
Potrei andare ad Alcatraz a fare quello che serve e a creare sculture di legno nei boschi.
Potrei andare ovunque.
Come una figura descritta in un altro blog, avanti al fuoco in una valle di pietre con tanti sentieri.
Come siamo simili.
E invece no.
Sto qui.
Perchè ho paura che non starei bene neanche li.
Perchè ho paura che come ogni desiderio nella mia vita, dopo la realizzazione sa di carta vecchia.
Perchè non valgo abbastanza.
Perchè non lo so.
Che mi manca?
Deve essere qualcosa nel mio cervello, perchè se guardi bene ho praticamente tutto, o comunque molto più di tantissime altre persone.
Domenica ho dormito a trigoria, nel mio letto, nella mia stanza.
Sdraiata al buio guardavo intorno a me e pensavo "che merda di casa".
Poi ho pensato a chi sta magari in carcere in corea.
Ma dico siamo impazziti?
Che merda di casa?
Se una persona mi dicesse che pensa una cosa del genere probabilmente mi starebbe sl cazzo a morte.
Quindi c'è qualcosa che non va in me.
Qualche nodo che non ho ancora sciolto.
Oggi vorrei stare a casa (non mia) tutto il giorno.
Annichilirmi davanti al pc giocando a Rollercoaster Tycoon.
Senza neanche togliermi il pigiama.
In realtà sarei rimasta proprio a letto a dormire.
Quando sono depressa è così, dormire dormire dormire per aspettare che passi, il giorno, il tempo, la vita.
Reagire?
E poi?
Ho reagito così tante volte.
E torno sempre qui.
Leggendo il blog è abbastanza palese.
Curarmi?
Come?
Tornare in analisi?
Mi viene il vomito solo all'idea.
Piangere.
Questo si che mi va.
Sospiro.
Forse ho bisogno di aiuto, ma sono troppo arrogante per ammetterlo.
O forse ho solo paura che non lo riceverò, dato che mi sforzo così tanto di non farlo vedere.
Di solito a questo punto faccio un piano d'azione.
Tipo che metto in ordine le cose irrisolte che posso organizzare, gestisco, prevedo, faccio telefonate, scrivo sull'agenda, elenchi infiniti di cose da fare per poi poterle depennare e sentirmi appagata da traguardi raggiunti.
Quanto vorrei scomparire.
Ormai ho paura di dare fastidio anche a chi mi sta accanto ogni giorno, perchè sono sempre negativa.
Io probabilmente mi romperei le palle di stare accanto ad una persona così.
Come se ne esce?
Potrei sdraiarmi e dormire.
Potrei andare a trigoria, chiudermi in camera e dormire.
Potrei andare lontano, seza dire niente, e dormire.
Nessuno mi sveglierebbe.
Piangere fino a disidratarmi.
Perchè piaccio così tanto a così tanta gente e invece dentro sono in queste condizioni?
Penso "ora spegni, ti vesti e vai in palestra" e subito dopo penso "ma no che ti frega stai qui e dormi".
Mi fa bene se resto qui?
Forse no.
O forse si.
O forse è solo una fuga.
Che palle.
mercoledì 26 maggio 2010
Far away, so close.
Odio... no.
Sono arrabbiata... no.
Provo un sentimento negativo di non meglio identificata entità nei confronti di mia sorella, e di mia madre.
Ma parliamo di mia sorella.
Perchè?
E' incoerente, confusionaria, arrogante, prepotente, incosciente, immatura, irrazionale, testarda.
Però pochi giorni fa ho detto: "se vuoi uccidere tutti quelli che non la pensano come te significa che temi possano mettere in pericolo le tue certezze".
Quindi cosa, in mia sorella, mi fa sentire in pericolo così tanto da non farmi avere più verso di lei quei sentimenti fortissimi di tanto tempo fa?
Forse che siamo cresciute e non è più un affetto scontato da bambine cresciute insieme ma dovrebbe venire da motivi razionali, adulti, reali?
Tipo la stima e il rispetto...
Sospiro.
Mah.
Tutta colpa di quel cazzo di negozio di merda.
Stramaledetta me e la mia dipendenza dall'approvazione di mio padre.
Dico dico a mia madre che non impara dai suoi errori, ma neanche io brillo per questo.
In ogni caso mi da fastidio.
Non mia sorella.
Cioè anche lei, ma mi da più fastidio essere sempre nervosa e a disagio, essere così negativa.
Che poi ci sarebbe da chiedersi... e perchè mi da fastidio?
Bhe questa è facile, perchè era più divertente quando ci appoggiavamo a vicenda.
Ma ora mi chiedo, era vero o sembrava solo perchè non eravamo in competizione?
Perchè forse questo è, siamo in competizione, facciamo finta che sia per il negozio, invece è per una parola di apprezzamento dai nostri assurdi genitori.
Si, lo so, tutti al mondo stanno così.
Altro sospiro.
Zia qualche sera fa mi ha detto che, finchè aspetto che siano i miei a fare-dire-ammettere qualcosa per poter smaltire l'atavico veleno, non ce la farò mai.
Dovrei essere io a rivivere quanto stavo male da piccola, a darmi il diritto di soffrire e di essere arrabbiata, ancora oggi, per quanto sono stata triste e arrabbiata prima.
In automatico il mio cervello pensa: "se glielo spiegassi con calma forse mi darebbero ragione."
Non riesco a lasciarli andare.
E' una dipendenza la mia, così subdola e sottile che quasi neanche la vedo, ma in effetti c'è.
E mia sorella?
Forse non ho più fiducia nella sua clemenza dopo le ultime sfuriate e le ultime opinioni che ha tirato fuori su di me.
Ma come fa a non capire che ho ragione io?
Se hai ragione che ti frega se lo capisce o no?
Già.
Predico bene e razzolo male.
Non so che devo fare.
Non so come digerire questa cosa.
Ho avuto un periodo di astio universale, ed era quando lei ha scoperto di essere incinta, papà ha avuto il contratto, e mamma ha comunque il suo giocattolo-negozio.
Ero avvelenata. Perchè erano felici, e io no.
Perchè non si rendono conto della fatica che ci vuole, e io si.
Forse perchè fanno cose che gli piacciono.
E io no.
Vorrei poter andare da mia sorella, abbracciarla, piangere e dirgli candidamente che sono incasinata nel cervello e non capisco perchè.
Forse capirebbe.
Forse no.
Forse dovrei chiedere scusa perchè ieri mi sono mangiata sia lei che mamma in malo modo.
Perchè non riesco a discutere di cose del negozio senza incazzarmi come se mi volessero rubare la vita?
Perchè mischio lavoro e famiglia, ed è pericolosamente sbagliato, lo sanno tutti.
Eppure era così bella la sensazione di essere una squadra con mamma le rare volte che è capitato.
Se glielo dite negherò di averlo mai pensato, aggiungerebbe qualcuno.
Che devo fare?
Quell'arrabbiatura mi è passata quando mamma ha dichiarato che mi avrebbe lasciato la gestione del negozio.
Sono diventata una persona serena.
Poi ho scoperto che il negozio è sotto di 98 mila euro e ne perde più di 15 mila all'anno.
...
Ma io... perchè mi infilo in queste situazioni?
Faccio bene ad insistere col negozio e a restarci dentro?
O no?
Non lo volevo, non lo sento più neanche come una cosa mia perchè non ci sono più i giocattoli.
Almeno la comprensione potrebbero darmela mamma e chiara, no?
Invece no, o forse ho solo paura di no.
Ma non perchè non sono cmoprensive, perchè non comprendono proprio.
E se invece fosse come quando ero convinta di non poter piacere perchè ero talmente sicura di essere orribile dentro e fuori?
Ho messo in dubbio il poter avere sempre ragione, ho creduto che se una persona che stimo ha così tanta fiducia in me, forse ha ragione lui. (Grazie Ale, sempre sempre.)
Non lo so, forse dovrei abbassare le armi.
Perchè siamo in guerra poi?
Per la supremazia, il dominio e il controllo.
Ennesimo sospiro.
Perchè tutte e tre siamo in competizione dalla notte dei tempi.
Più penso di parlare con loro e più ho una paura fottuta che non capiscano, che mi deludano, che non mi vogliano.
Quasi quasi piango.
Sono arrabbiata... no.
Provo un sentimento negativo di non meglio identificata entità nei confronti di mia sorella, e di mia madre.
Ma parliamo di mia sorella.
Perchè?
E' incoerente, confusionaria, arrogante, prepotente, incosciente, immatura, irrazionale, testarda.
Però pochi giorni fa ho detto: "se vuoi uccidere tutti quelli che non la pensano come te significa che temi possano mettere in pericolo le tue certezze".
Quindi cosa, in mia sorella, mi fa sentire in pericolo così tanto da non farmi avere più verso di lei quei sentimenti fortissimi di tanto tempo fa?
Forse che siamo cresciute e non è più un affetto scontato da bambine cresciute insieme ma dovrebbe venire da motivi razionali, adulti, reali?
Tipo la stima e il rispetto...
Sospiro.
Mah.
Tutta colpa di quel cazzo di negozio di merda.
Stramaledetta me e la mia dipendenza dall'approvazione di mio padre.
Dico dico a mia madre che non impara dai suoi errori, ma neanche io brillo per questo.
In ogni caso mi da fastidio.
Non mia sorella.
Cioè anche lei, ma mi da più fastidio essere sempre nervosa e a disagio, essere così negativa.
Che poi ci sarebbe da chiedersi... e perchè mi da fastidio?
Bhe questa è facile, perchè era più divertente quando ci appoggiavamo a vicenda.
Ma ora mi chiedo, era vero o sembrava solo perchè non eravamo in competizione?
Perchè forse questo è, siamo in competizione, facciamo finta che sia per il negozio, invece è per una parola di apprezzamento dai nostri assurdi genitori.
Si, lo so, tutti al mondo stanno così.
Altro sospiro.
Zia qualche sera fa mi ha detto che, finchè aspetto che siano i miei a fare-dire-ammettere qualcosa per poter smaltire l'atavico veleno, non ce la farò mai.
Dovrei essere io a rivivere quanto stavo male da piccola, a darmi il diritto di soffrire e di essere arrabbiata, ancora oggi, per quanto sono stata triste e arrabbiata prima.
In automatico il mio cervello pensa: "se glielo spiegassi con calma forse mi darebbero ragione."
Non riesco a lasciarli andare.
E' una dipendenza la mia, così subdola e sottile che quasi neanche la vedo, ma in effetti c'è.
E mia sorella?
Forse non ho più fiducia nella sua clemenza dopo le ultime sfuriate e le ultime opinioni che ha tirato fuori su di me.
Ma come fa a non capire che ho ragione io?
Se hai ragione che ti frega se lo capisce o no?
Già.
Predico bene e razzolo male.
Non so che devo fare.
Non so come digerire questa cosa.
Ho avuto un periodo di astio universale, ed era quando lei ha scoperto di essere incinta, papà ha avuto il contratto, e mamma ha comunque il suo giocattolo-negozio.
Ero avvelenata. Perchè erano felici, e io no.
Perchè non si rendono conto della fatica che ci vuole, e io si.
Forse perchè fanno cose che gli piacciono.
E io no.
Vorrei poter andare da mia sorella, abbracciarla, piangere e dirgli candidamente che sono incasinata nel cervello e non capisco perchè.
Forse capirebbe.
Forse no.
Forse dovrei chiedere scusa perchè ieri mi sono mangiata sia lei che mamma in malo modo.
Perchè non riesco a discutere di cose del negozio senza incazzarmi come se mi volessero rubare la vita?
Perchè mischio lavoro e famiglia, ed è pericolosamente sbagliato, lo sanno tutti.
Eppure era così bella la sensazione di essere una squadra con mamma le rare volte che è capitato.
Se glielo dite negherò di averlo mai pensato, aggiungerebbe qualcuno.
Che devo fare?
Quell'arrabbiatura mi è passata quando mamma ha dichiarato che mi avrebbe lasciato la gestione del negozio.
Sono diventata una persona serena.
Poi ho scoperto che il negozio è sotto di 98 mila euro e ne perde più di 15 mila all'anno.
...
Ma io... perchè mi infilo in queste situazioni?
Faccio bene ad insistere col negozio e a restarci dentro?
O no?
Non lo volevo, non lo sento più neanche come una cosa mia perchè non ci sono più i giocattoli.
Almeno la comprensione potrebbero darmela mamma e chiara, no?
Invece no, o forse ho solo paura di no.
Ma non perchè non sono cmoprensive, perchè non comprendono proprio.
E se invece fosse come quando ero convinta di non poter piacere perchè ero talmente sicura di essere orribile dentro e fuori?
Ho messo in dubbio il poter avere sempre ragione, ho creduto che se una persona che stimo ha così tanta fiducia in me, forse ha ragione lui. (Grazie Ale, sempre sempre.)
Non lo so, forse dovrei abbassare le armi.
Perchè siamo in guerra poi?
Per la supremazia, il dominio e il controllo.
Ennesimo sospiro.
Perchè tutte e tre siamo in competizione dalla notte dei tempi.
Più penso di parlare con loro e più ho una paura fottuta che non capiscano, che mi deludano, che non mi vogliano.
Quasi quasi piango.
venerdì 23 aprile 2010
On Your Mark
Miyazaki ha fatto il video di questa canzone.
la canzone non è un granchè. Due giapponesi poco attraenti e molto agitati cantano una canzone lenta in giapponese con il titolo e il rif in inglese.
Ma il video è splendido.
6 minuti di pura poesia.
Scalda il cuore.
Sono depressa.
Schifosamente depressa.
Saranno gli ormoni.
Ma oggi non mi va di fare assolutamente niente.
E internet non funziona.
Il mio pc non funziona, in realtà.
Sto sclerando da 20 minuti per aprire questa pagina.
E mi rode il culo.
Mi rode il culo perchè se non esco la sera c'è ancora qualcuno che mi dice che sto diventando vecchia.
Magari è anche vero.
O magari sono solo stanca perchè ho lavorato tutto il giorno e la sera posso stare in pace a godermi un film invece di sbattermi in giro e rovinarmi il fegato e lo stomaco.
E poi sai che ti dico?
Che se l'andazzo è questo vuol dire che per la maggior parte delle persone che conosco quando davvero diventerò vecchia meriterò di essere solo blastata.
Bella prospettiva.
Mavvaffanculo.
E poi c'è mia sorella incinta.
Sono tutti felici.
perchè hanno dato la razionalità solo a me nella mia famiglia?
Ma andrebbe anche bene essere felici, figuriamoci, sono contenta pure io di avere un nipote prima della fine dell'anno.
Quello che mi fa terribilmente incazzare è che è una ragazzina stupida certe volte.
E' in competizione con una delle commesse del mio negozio, e non le sfiora neanche per l'anticamera del cervello che se continua a comportarsi da ragazzina invidiosa e capricciosa è me che mette in difficoltà.
Ma come fa a non rendersi conto?
E come fa ad avere voglia di sprecare tutte ste energie in rivalse e angherie stupide e sterili?
Stavo per scriverle una lettera prima, per cercare di farle capire che se davvero mi vuole bene potrebbe anche piantarla di rompere il cazzo con la commessa.
Poi mi sono arresa. Era estaticamente contenta all'idea che io vietassi a sta poraccia di prendersi le ferie ad agosto.
Mi ca glielo faccio per dispetto cazzo!
E invece lei era tutta contenta... Mi ha detto "le dirai che se la prende nel culo vero?" ridendo.
Ma che cazzo c'è da ridere?
Porcoddio sbatterei al muro tutto il mondo oggi.
C'è una tale mancanza di comprensività verso gli altri che cazzo se l'umanità scomparisse domani sarei morta e contenta.
Odio tutti.
Indistintamente.
Sono stanca, insoddisfatta e triste.
Always defective circle.
"Ma hai una tua attività, c'è chi sta molto peggio!"
Certo come no, ho ereditato, finalmente, la gestione totale della società, in perdita fissa, di un negozio che non mi piace, che non volevo.
Come fanno dei genitori a metterlo così profondamente nel culo ai propri figli sorridendo con la convinzione che li stanno aiutando?
E parliamone.
Sono brava, ho riflettuto e ho deciso che un tentativo da fare per portare il negozio ad andare in pari alla fine dell'anno è verificare cosa si vende con ricarico maggiore e aumentare la percentuale di vendita di quei prodotti.
Per far ciò serve spazio, per avere lo spazio in tempi brevi e con un'investimento ridicolo (che è l'unico che possiamo permetterci), bisogna mettere l'erboristeria nella attuale stanza dei giocattoli e allargare il reparto alimentari.
Va da se che i giocattoli, i libri, e tutto quello che mi piaceva e di cui andavo fiera e che sapevo vendere e far apprezzare viene tolto.
E' già in liquidazione.
perchè l'ho detto io.
Tutte pecore del cazzo, che fanno quello che gli dico quando sono stanche o non sanno cosa fare.
Ma quando gli cheido qualcosa che invece è faticoso e le riguarda in prima persona col cazzo che lo fanno.
E qualcuno si è chiesto che effetto fa a me eliminare tutta la stanza dei giocattoli?
Qualcuno si è fermato un attimo a dire "hei ma così Isa quale sarà il tuo reparto?"
NESSUNO!
Diaccio infame.
Nessuno sarà il MIO reparto, perchè mio sarà tutto il fottuto negozio di merda con dentro cibo biologico, che odio, e erboristeria e cosmesi naturale, che odio forse più del cibo biologico.
Allora vattene, diranno a questo punto quelli che non hanno stima della mia intelligenza.
La vita non è facile, non esistiamo da soli, non farò come ha sempre fatto mia sorella che va e viene e impone a tutti i suoi umori allucinanti partendo per un anno e tornando e cambiando e rompendo vistosamente il cazzo senza preoccuparsi neanche 10 secondi.
Perchè la vita è breve.
Certo.
Ma ci vuole coerenza cazzo.
Io l'ho aperto e io me lo cucco.
Così imparo a dar retta ai miei genitori.
Stronza che sono.
E vaffanculo una cosa che ho inziato nella vita la finisco.
Che tristezza e che amarezza.
Su uno dei libri che ho ritirato fuori a bordo pagina c'era scritto "non ti dirò più niente" e sembra la calligrafia di mio padre. Chissà se era per me in una lite quando ero piccola.
E poi ho trovato un quaderno col titolo "le ricette di Mamma e Isa".
L'ho sfogliato.
Ce n'è una.
Che tristezza.
Sono annichilita dalla vita.
E oggi piove pure.
Ma domani sarà un'altro giorno, andrò a cesena da persone serie, frivole, mature e infantili, felici e incasinate, impegnate e rilassate.
Vado a respirare un po' di serenità.
Spero.
Di solito è così a Cesena.
E poi tornerò a roma, rientrerò nell'arena e proseguirò con l'ennesimo anno in divenire, con le solite tante cose da sistemare, mettere a posto e far funzionare.
Si dice che se la mia vita non fosse così mi annoierei.
Bhe a questo punto mi è venuta voglia di provare per vedere se è vero.
Sospiro.
Che fatica.
la canzone non è un granchè. Due giapponesi poco attraenti e molto agitati cantano una canzone lenta in giapponese con il titolo e il rif in inglese.
Ma il video è splendido.
6 minuti di pura poesia.
Scalda il cuore.
Sono depressa.
Schifosamente depressa.
Saranno gli ormoni.
Ma oggi non mi va di fare assolutamente niente.
E internet non funziona.
Il mio pc non funziona, in realtà.
Sto sclerando da 20 minuti per aprire questa pagina.
E mi rode il culo.
Mi rode il culo perchè se non esco la sera c'è ancora qualcuno che mi dice che sto diventando vecchia.
Magari è anche vero.
O magari sono solo stanca perchè ho lavorato tutto il giorno e la sera posso stare in pace a godermi un film invece di sbattermi in giro e rovinarmi il fegato e lo stomaco.
E poi sai che ti dico?
Che se l'andazzo è questo vuol dire che per la maggior parte delle persone che conosco quando davvero diventerò vecchia meriterò di essere solo blastata.
Bella prospettiva.
Mavvaffanculo.
E poi c'è mia sorella incinta.
Sono tutti felici.
perchè hanno dato la razionalità solo a me nella mia famiglia?
Ma andrebbe anche bene essere felici, figuriamoci, sono contenta pure io di avere un nipote prima della fine dell'anno.
Quello che mi fa terribilmente incazzare è che è una ragazzina stupida certe volte.
E' in competizione con una delle commesse del mio negozio, e non le sfiora neanche per l'anticamera del cervello che se continua a comportarsi da ragazzina invidiosa e capricciosa è me che mette in difficoltà.
Ma come fa a non rendersi conto?
E come fa ad avere voglia di sprecare tutte ste energie in rivalse e angherie stupide e sterili?
Stavo per scriverle una lettera prima, per cercare di farle capire che se davvero mi vuole bene potrebbe anche piantarla di rompere il cazzo con la commessa.
Poi mi sono arresa. Era estaticamente contenta all'idea che io vietassi a sta poraccia di prendersi le ferie ad agosto.
Mi ca glielo faccio per dispetto cazzo!
E invece lei era tutta contenta... Mi ha detto "le dirai che se la prende nel culo vero?" ridendo.
Ma che cazzo c'è da ridere?
Porcoddio sbatterei al muro tutto il mondo oggi.
C'è una tale mancanza di comprensività verso gli altri che cazzo se l'umanità scomparisse domani sarei morta e contenta.
Odio tutti.
Indistintamente.
Sono stanca, insoddisfatta e triste.
Always defective circle.
"Ma hai una tua attività, c'è chi sta molto peggio!"
Certo come no, ho ereditato, finalmente, la gestione totale della società, in perdita fissa, di un negozio che non mi piace, che non volevo.
Come fanno dei genitori a metterlo così profondamente nel culo ai propri figli sorridendo con la convinzione che li stanno aiutando?
E parliamone.
Sono brava, ho riflettuto e ho deciso che un tentativo da fare per portare il negozio ad andare in pari alla fine dell'anno è verificare cosa si vende con ricarico maggiore e aumentare la percentuale di vendita di quei prodotti.
Per far ciò serve spazio, per avere lo spazio in tempi brevi e con un'investimento ridicolo (che è l'unico che possiamo permetterci), bisogna mettere l'erboristeria nella attuale stanza dei giocattoli e allargare il reparto alimentari.
Va da se che i giocattoli, i libri, e tutto quello che mi piaceva e di cui andavo fiera e che sapevo vendere e far apprezzare viene tolto.
E' già in liquidazione.
perchè l'ho detto io.
Tutte pecore del cazzo, che fanno quello che gli dico quando sono stanche o non sanno cosa fare.
Ma quando gli cheido qualcosa che invece è faticoso e le riguarda in prima persona col cazzo che lo fanno.
E qualcuno si è chiesto che effetto fa a me eliminare tutta la stanza dei giocattoli?
Qualcuno si è fermato un attimo a dire "hei ma così Isa quale sarà il tuo reparto?"
NESSUNO!
Diaccio infame.
Nessuno sarà il MIO reparto, perchè mio sarà tutto il fottuto negozio di merda con dentro cibo biologico, che odio, e erboristeria e cosmesi naturale, che odio forse più del cibo biologico.
Allora vattene, diranno a questo punto quelli che non hanno stima della mia intelligenza.
La vita non è facile, non esistiamo da soli, non farò come ha sempre fatto mia sorella che va e viene e impone a tutti i suoi umori allucinanti partendo per un anno e tornando e cambiando e rompendo vistosamente il cazzo senza preoccuparsi neanche 10 secondi.
Perchè la vita è breve.
Certo.
Ma ci vuole coerenza cazzo.
Io l'ho aperto e io me lo cucco.
Così imparo a dar retta ai miei genitori.
Stronza che sono.
E vaffanculo una cosa che ho inziato nella vita la finisco.
Che tristezza e che amarezza.
Su uno dei libri che ho ritirato fuori a bordo pagina c'era scritto "non ti dirò più niente" e sembra la calligrafia di mio padre. Chissà se era per me in una lite quando ero piccola.
E poi ho trovato un quaderno col titolo "le ricette di Mamma e Isa".
L'ho sfogliato.
Ce n'è una.
Che tristezza.
Sono annichilita dalla vita.
E oggi piove pure.
Ma domani sarà un'altro giorno, andrò a cesena da persone serie, frivole, mature e infantili, felici e incasinate, impegnate e rilassate.
Vado a respirare un po' di serenità.
Spero.
Di solito è così a Cesena.
E poi tornerò a roma, rientrerò nell'arena e proseguirò con l'ennesimo anno in divenire, con le solite tante cose da sistemare, mettere a posto e far funzionare.
Si dice che se la mia vita non fosse così mi annoierei.
Bhe a questo punto mi è venuta voglia di provare per vedere se è vero.
Sospiro.
Che fatica.
venerdì 9 aprile 2010
Le Onde 02
Einaudi.
Chissà com'è. Di persona intendo. Mite probabilmente. Ma molto profondo.
Chissà com'è casa sua.
Immagino un sole pomeridiano estivo che entra da una finestra aperta con tende bianche che si muovono dolcemente col vento, e la stanza è calma, piena di libri, piante e oggetti carichi dell'affetto di chi li ha posseduti, e un pianoforte a coda da armonia alla vita in quell'istante, probabilmente eterno.
Non c'è quiete.
E tu sei come me.
Ho portato in camera mia qualche tonnellata di libri e riviste rimaste indietro.
"Come fa a dire che tutte le sue cose sono in camera sua se in camera da letto nostra ci sono 3 scaffali di libri suoi e un soppalco di scatole sue."
Ci stiamo lavorando.
Mi sto ritirando.
Le sto vendendo.
Sto cambiando.
Cose di 30 anni fa.
Realmente.
Alcune anche di 60 anni fa.
"Tu ancora non hai capito che effetto hanno le tue parole su di me."
No.
Ancora non l'ha capito.
In effetti non ha mai capito.
Dicono che sia inesorabilmente così.
Tranne che nei libri, o nei film.
Però fa delle barche bellissime.
C'è un mondo parallelo. Lo so che esiste.
E tu ci entri con me a volte.
Per questo ti amo così tanto.
Ti farò vedere tutte le finestre un giorno.
E' complicato.
Ma noi parliamo.
Chissà com'è. Di persona intendo. Mite probabilmente. Ma molto profondo.
Chissà com'è casa sua.
Immagino un sole pomeridiano estivo che entra da una finestra aperta con tende bianche che si muovono dolcemente col vento, e la stanza è calma, piena di libri, piante e oggetti carichi dell'affetto di chi li ha posseduti, e un pianoforte a coda da armonia alla vita in quell'istante, probabilmente eterno.
Non c'è quiete.
E tu sei come me.
Ho portato in camera mia qualche tonnellata di libri e riviste rimaste indietro.
"Come fa a dire che tutte le sue cose sono in camera sua se in camera da letto nostra ci sono 3 scaffali di libri suoi e un soppalco di scatole sue."
Ci stiamo lavorando.
Mi sto ritirando.
Le sto vendendo.
Sto cambiando.
Cose di 30 anni fa.
Realmente.
Alcune anche di 60 anni fa.
"Tu ancora non hai capito che effetto hanno le tue parole su di me."
No.
Ancora non l'ha capito.
In effetti non ha mai capito.
Dicono che sia inesorabilmente così.
Tranne che nei libri, o nei film.
Però fa delle barche bellissime.
C'è un mondo parallelo. Lo so che esiste.
E tu ci entri con me a volte.
Per questo ti amo così tanto.
Ti farò vedere tutte le finestre un giorno.
E' complicato.
Ma noi parliamo.
sabato 3 aprile 2010
Mechanical Animals
I am never gonna be the one for you
I am never gonna save the world from you
But they'll never be good for you
Or bad to you
They'll never be anything
Anything at all.
Daddy that's for you.
Ho cenato con la mia famiglia.
Compreso nipote interno a mia sorella.
Non succedeva da settimane.
MI sono alzata da tavola a fine pasto dicendo:
"Sto andando verso la disperazione."
Mi hano guardato e mi hanno chiesto come mai.
Ne parlavamo da ore.
Sono sparita in camera mia prima che mi vedessero le lacrime.
Ho imparato che non devo fidarmi dei miei.
Ho imparato che non devo compiere scelte in base alle loro aspettative.
Ho imparato che non posso contare su di loro.
Eppure all'idea di dirgli di fottersi e pensare unicamente alla mia vita mi sento in colpa.
Mi sento sbagliata.
Mi sento fallita.
Tutto ciò perchè finalmente ho scelto di completare qualcosa che ho cominciato, invece di cominciare qualcosa di nuovo, e cioè di assumermi la responsabilità del negozio e gestirlo io.
Dopo mesi di depressione e lotte con mia madre per convincerla a mollare l'osso (ma non l'hanno aperto per te per darti un futuro?) ho finalmente vinto, ho ottenuto quello che volevo, si è arresa.
E finalmente abiamo fatto i conti seri.
Il negozio così com'è è destinato al fallimento in un anno, massimo due.
Grazie.
Bella eredità.
Ho detto a mia sorella "Non posso credere che siano stati i miei genitori a mettermi in questa situazione."
Mi ha risposto "C'eri anche tu quando avete aperto, hai fatto male a dirgli di si."
E' che non riesco mai a dire di no a mio padre.
Nella speranza che mi approvi.
Che mi accetti.
Che mi voglia bene.
Mi si dice che mi vuole bene comunque, da sempre, che morirebbe per me.
Allora come fa a non capire?
Come puoi chiedermi di ricominciare da capo a buttarmi a testa bassa dedicando la mia vita ad una attività che hai voluto tu e che non hai mai curato e che io non avrei mai aperto da sola e che ora sta andando male perchè il mercato funziona così perchè l'italia è una merda e c'è crisi e vaffanculo perchè è così e basta ed è palese che è l'enneisma causa persa in cui ti butteresti tu e in cui io ho imparato che invece non dovrei buttarmi...
Mi manca il fiato.
Sento la depressione che risale sottopelle.
Che risucchia la voglia di fare qualsiasi cosa.
Di vedere chiunque.
No. Non voglio essere abbracciata.
Voglio essere capita e lasciata libera.
Com'è possibile che mi stimi oltremodo e non mi giudichi in grado di dare un giudizio oggettivo su qualcosa che chiaramente non fa per me.
E cosa devo fare adesso?
Dedicare qualche altro anno della mia inesorabilmente breve vita a cercare la tua approvazione?
Voltare le spalle e lasciare mia madre ad impiccarsi con le sue mani nella attività che lei ha portato a questo livello?
"Tu non l'hai mai fermato."
Dice Mallory Nox alla madre mentre la lega al letto col padre prima di dare fuoco alla casa.
Eppure non ci riesco.
E invece dovrei.
Sono così stanca.
I am never gonna save the world from you
But they'll never be good for you
Or bad to you
They'll never be anything
Anything at all.
Daddy that's for you.
Ho cenato con la mia famiglia.
Compreso nipote interno a mia sorella.
Non succedeva da settimane.
MI sono alzata da tavola a fine pasto dicendo:
"Sto andando verso la disperazione."
Mi hano guardato e mi hanno chiesto come mai.
Ne parlavamo da ore.
Sono sparita in camera mia prima che mi vedessero le lacrime.
Ho imparato che non devo fidarmi dei miei.
Ho imparato che non devo compiere scelte in base alle loro aspettative.
Ho imparato che non posso contare su di loro.
Eppure all'idea di dirgli di fottersi e pensare unicamente alla mia vita mi sento in colpa.
Mi sento sbagliata.
Mi sento fallita.
Tutto ciò perchè finalmente ho scelto di completare qualcosa che ho cominciato, invece di cominciare qualcosa di nuovo, e cioè di assumermi la responsabilità del negozio e gestirlo io.
Dopo mesi di depressione e lotte con mia madre per convincerla a mollare l'osso (ma non l'hanno aperto per te per darti un futuro?) ho finalmente vinto, ho ottenuto quello che volevo, si è arresa.
E finalmente abiamo fatto i conti seri.
Il negozio così com'è è destinato al fallimento in un anno, massimo due.
Grazie.
Bella eredità.
Ho detto a mia sorella "Non posso credere che siano stati i miei genitori a mettermi in questa situazione."
Mi ha risposto "C'eri anche tu quando avete aperto, hai fatto male a dirgli di si."
E' che non riesco mai a dire di no a mio padre.
Nella speranza che mi approvi.
Che mi accetti.
Che mi voglia bene.
Mi si dice che mi vuole bene comunque, da sempre, che morirebbe per me.
Allora come fa a non capire?
Come puoi chiedermi di ricominciare da capo a buttarmi a testa bassa dedicando la mia vita ad una attività che hai voluto tu e che non hai mai curato e che io non avrei mai aperto da sola e che ora sta andando male perchè il mercato funziona così perchè l'italia è una merda e c'è crisi e vaffanculo perchè è così e basta ed è palese che è l'enneisma causa persa in cui ti butteresti tu e in cui io ho imparato che invece non dovrei buttarmi...
Mi manca il fiato.
Sento la depressione che risale sottopelle.
Che risucchia la voglia di fare qualsiasi cosa.
Di vedere chiunque.
No. Non voglio essere abbracciata.
Voglio essere capita e lasciata libera.
Com'è possibile che mi stimi oltremodo e non mi giudichi in grado di dare un giudizio oggettivo su qualcosa che chiaramente non fa per me.
E cosa devo fare adesso?
Dedicare qualche altro anno della mia inesorabilmente breve vita a cercare la tua approvazione?
Voltare le spalle e lasciare mia madre ad impiccarsi con le sue mani nella attività che lei ha portato a questo livello?
"Tu non l'hai mai fermato."
Dice Mallory Nox alla madre mentre la lega al letto col padre prima di dare fuoco alla casa.
Eppure non ci riesco.
E invece dovrei.
Sono così stanca.
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