Miyazaki ha fatto il video di questa canzone.
la canzone non è un granchè. Due giapponesi poco attraenti e molto agitati cantano una canzone lenta in giapponese con il titolo e il rif in inglese.
Ma il video è splendido.
6 minuti di pura poesia.
Scalda il cuore.
Sono depressa.
Schifosamente depressa.
Saranno gli ormoni.
Ma oggi non mi va di fare assolutamente niente.
E internet non funziona.
Il mio pc non funziona, in realtà.
Sto sclerando da 20 minuti per aprire questa pagina.
E mi rode il culo.
Mi rode il culo perchè se non esco la sera c'è ancora qualcuno che mi dice che sto diventando vecchia.
Magari è anche vero.
O magari sono solo stanca perchè ho lavorato tutto il giorno e la sera posso stare in pace a godermi un film invece di sbattermi in giro e rovinarmi il fegato e lo stomaco.
E poi sai che ti dico?
Che se l'andazzo è questo vuol dire che per la maggior parte delle persone che conosco quando davvero diventerò vecchia meriterò di essere solo blastata.
Bella prospettiva.
Mavvaffanculo.
E poi c'è mia sorella incinta.
Sono tutti felici.
perchè hanno dato la razionalità solo a me nella mia famiglia?
Ma andrebbe anche bene essere felici, figuriamoci, sono contenta pure io di avere un nipote prima della fine dell'anno.
Quello che mi fa terribilmente incazzare è che è una ragazzina stupida certe volte.
E' in competizione con una delle commesse del mio negozio, e non le sfiora neanche per l'anticamera del cervello che se continua a comportarsi da ragazzina invidiosa e capricciosa è me che mette in difficoltà.
Ma come fa a non rendersi conto?
E come fa ad avere voglia di sprecare tutte ste energie in rivalse e angherie stupide e sterili?
Stavo per scriverle una lettera prima, per cercare di farle capire che se davvero mi vuole bene potrebbe anche piantarla di rompere il cazzo con la commessa.
Poi mi sono arresa. Era estaticamente contenta all'idea che io vietassi a sta poraccia di prendersi le ferie ad agosto.
Mi ca glielo faccio per dispetto cazzo!
E invece lei era tutta contenta... Mi ha detto "le dirai che se la prende nel culo vero?" ridendo.
Ma che cazzo c'è da ridere?
Porcoddio sbatterei al muro tutto il mondo oggi.
C'è una tale mancanza di comprensività verso gli altri che cazzo se l'umanità scomparisse domani sarei morta e contenta.
Odio tutti.
Indistintamente.
Sono stanca, insoddisfatta e triste.
Always defective circle.
"Ma hai una tua attività, c'è chi sta molto peggio!"
Certo come no, ho ereditato, finalmente, la gestione totale della società, in perdita fissa, di un negozio che non mi piace, che non volevo.
Come fanno dei genitori a metterlo così profondamente nel culo ai propri figli sorridendo con la convinzione che li stanno aiutando?
E parliamone.
Sono brava, ho riflettuto e ho deciso che un tentativo da fare per portare il negozio ad andare in pari alla fine dell'anno è verificare cosa si vende con ricarico maggiore e aumentare la percentuale di vendita di quei prodotti.
Per far ciò serve spazio, per avere lo spazio in tempi brevi e con un'investimento ridicolo (che è l'unico che possiamo permetterci), bisogna mettere l'erboristeria nella attuale stanza dei giocattoli e allargare il reparto alimentari.
Va da se che i giocattoli, i libri, e tutto quello che mi piaceva e di cui andavo fiera e che sapevo vendere e far apprezzare viene tolto.
E' già in liquidazione.
perchè l'ho detto io.
Tutte pecore del cazzo, che fanno quello che gli dico quando sono stanche o non sanno cosa fare.
Ma quando gli cheido qualcosa che invece è faticoso e le riguarda in prima persona col cazzo che lo fanno.
E qualcuno si è chiesto che effetto fa a me eliminare tutta la stanza dei giocattoli?
Qualcuno si è fermato un attimo a dire "hei ma così Isa quale sarà il tuo reparto?"
NESSUNO!
Diaccio infame.
Nessuno sarà il MIO reparto, perchè mio sarà tutto il fottuto negozio di merda con dentro cibo biologico, che odio, e erboristeria e cosmesi naturale, che odio forse più del cibo biologico.
Allora vattene, diranno a questo punto quelli che non hanno stima della mia intelligenza.
La vita non è facile, non esistiamo da soli, non farò come ha sempre fatto mia sorella che va e viene e impone a tutti i suoi umori allucinanti partendo per un anno e tornando e cambiando e rompendo vistosamente il cazzo senza preoccuparsi neanche 10 secondi.
Perchè la vita è breve.
Certo.
Ma ci vuole coerenza cazzo.
Io l'ho aperto e io me lo cucco.
Così imparo a dar retta ai miei genitori.
Stronza che sono.
E vaffanculo una cosa che ho inziato nella vita la finisco.
Che tristezza e che amarezza.
Su uno dei libri che ho ritirato fuori a bordo pagina c'era scritto "non ti dirò più niente" e sembra la calligrafia di mio padre. Chissà se era per me in una lite quando ero piccola.
E poi ho trovato un quaderno col titolo "le ricette di Mamma e Isa".
L'ho sfogliato.
Ce n'è una.
Che tristezza.
Sono annichilita dalla vita.
E oggi piove pure.
Ma domani sarà un'altro giorno, andrò a cesena da persone serie, frivole, mature e infantili, felici e incasinate, impegnate e rilassate.
Vado a respirare un po' di serenità.
Spero.
Di solito è così a Cesena.
E poi tornerò a roma, rientrerò nell'arena e proseguirò con l'ennesimo anno in divenire, con le solite tante cose da sistemare, mettere a posto e far funzionare.
Si dice che se la mia vita non fosse così mi annoierei.
Bhe a questo punto mi è venuta voglia di provare per vedere se è vero.
Sospiro.
Che fatica.
venerdì 23 aprile 2010
venerdì 9 aprile 2010
Le Onde 02
Einaudi.
Chissà com'è. Di persona intendo. Mite probabilmente. Ma molto profondo.
Chissà com'è casa sua.
Immagino un sole pomeridiano estivo che entra da una finestra aperta con tende bianche che si muovono dolcemente col vento, e la stanza è calma, piena di libri, piante e oggetti carichi dell'affetto di chi li ha posseduti, e un pianoforte a coda da armonia alla vita in quell'istante, probabilmente eterno.
Non c'è quiete.
E tu sei come me.
Ho portato in camera mia qualche tonnellata di libri e riviste rimaste indietro.
"Come fa a dire che tutte le sue cose sono in camera sua se in camera da letto nostra ci sono 3 scaffali di libri suoi e un soppalco di scatole sue."
Ci stiamo lavorando.
Mi sto ritirando.
Le sto vendendo.
Sto cambiando.
Cose di 30 anni fa.
Realmente.
Alcune anche di 60 anni fa.
"Tu ancora non hai capito che effetto hanno le tue parole su di me."
No.
Ancora non l'ha capito.
In effetti non ha mai capito.
Dicono che sia inesorabilmente così.
Tranne che nei libri, o nei film.
Però fa delle barche bellissime.
C'è un mondo parallelo. Lo so che esiste.
E tu ci entri con me a volte.
Per questo ti amo così tanto.
Ti farò vedere tutte le finestre un giorno.
E' complicato.
Ma noi parliamo.
Chissà com'è. Di persona intendo. Mite probabilmente. Ma molto profondo.
Chissà com'è casa sua.
Immagino un sole pomeridiano estivo che entra da una finestra aperta con tende bianche che si muovono dolcemente col vento, e la stanza è calma, piena di libri, piante e oggetti carichi dell'affetto di chi li ha posseduti, e un pianoforte a coda da armonia alla vita in quell'istante, probabilmente eterno.
Non c'è quiete.
E tu sei come me.
Ho portato in camera mia qualche tonnellata di libri e riviste rimaste indietro.
"Come fa a dire che tutte le sue cose sono in camera sua se in camera da letto nostra ci sono 3 scaffali di libri suoi e un soppalco di scatole sue."
Ci stiamo lavorando.
Mi sto ritirando.
Le sto vendendo.
Sto cambiando.
Cose di 30 anni fa.
Realmente.
Alcune anche di 60 anni fa.
"Tu ancora non hai capito che effetto hanno le tue parole su di me."
No.
Ancora non l'ha capito.
In effetti non ha mai capito.
Dicono che sia inesorabilmente così.
Tranne che nei libri, o nei film.
Però fa delle barche bellissime.
C'è un mondo parallelo. Lo so che esiste.
E tu ci entri con me a volte.
Per questo ti amo così tanto.
Ti farò vedere tutte le finestre un giorno.
E' complicato.
Ma noi parliamo.
sabato 3 aprile 2010
Mechanical Animals
I am never gonna be the one for you
I am never gonna save the world from you
But they'll never be good for you
Or bad to you
They'll never be anything
Anything at all.
Daddy that's for you.
Ho cenato con la mia famiglia.
Compreso nipote interno a mia sorella.
Non succedeva da settimane.
MI sono alzata da tavola a fine pasto dicendo:
"Sto andando verso la disperazione."
Mi hano guardato e mi hanno chiesto come mai.
Ne parlavamo da ore.
Sono sparita in camera mia prima che mi vedessero le lacrime.
Ho imparato che non devo fidarmi dei miei.
Ho imparato che non devo compiere scelte in base alle loro aspettative.
Ho imparato che non posso contare su di loro.
Eppure all'idea di dirgli di fottersi e pensare unicamente alla mia vita mi sento in colpa.
Mi sento sbagliata.
Mi sento fallita.
Tutto ciò perchè finalmente ho scelto di completare qualcosa che ho cominciato, invece di cominciare qualcosa di nuovo, e cioè di assumermi la responsabilità del negozio e gestirlo io.
Dopo mesi di depressione e lotte con mia madre per convincerla a mollare l'osso (ma non l'hanno aperto per te per darti un futuro?) ho finalmente vinto, ho ottenuto quello che volevo, si è arresa.
E finalmente abiamo fatto i conti seri.
Il negozio così com'è è destinato al fallimento in un anno, massimo due.
Grazie.
Bella eredità.
Ho detto a mia sorella "Non posso credere che siano stati i miei genitori a mettermi in questa situazione."
Mi ha risposto "C'eri anche tu quando avete aperto, hai fatto male a dirgli di si."
E' che non riesco mai a dire di no a mio padre.
Nella speranza che mi approvi.
Che mi accetti.
Che mi voglia bene.
Mi si dice che mi vuole bene comunque, da sempre, che morirebbe per me.
Allora come fa a non capire?
Come puoi chiedermi di ricominciare da capo a buttarmi a testa bassa dedicando la mia vita ad una attività che hai voluto tu e che non hai mai curato e che io non avrei mai aperto da sola e che ora sta andando male perchè il mercato funziona così perchè l'italia è una merda e c'è crisi e vaffanculo perchè è così e basta ed è palese che è l'enneisma causa persa in cui ti butteresti tu e in cui io ho imparato che invece non dovrei buttarmi...
Mi manca il fiato.
Sento la depressione che risale sottopelle.
Che risucchia la voglia di fare qualsiasi cosa.
Di vedere chiunque.
No. Non voglio essere abbracciata.
Voglio essere capita e lasciata libera.
Com'è possibile che mi stimi oltremodo e non mi giudichi in grado di dare un giudizio oggettivo su qualcosa che chiaramente non fa per me.
E cosa devo fare adesso?
Dedicare qualche altro anno della mia inesorabilmente breve vita a cercare la tua approvazione?
Voltare le spalle e lasciare mia madre ad impiccarsi con le sue mani nella attività che lei ha portato a questo livello?
"Tu non l'hai mai fermato."
Dice Mallory Nox alla madre mentre la lega al letto col padre prima di dare fuoco alla casa.
Eppure non ci riesco.
E invece dovrei.
Sono così stanca.
I am never gonna save the world from you
But they'll never be good for you
Or bad to you
They'll never be anything
Anything at all.
Daddy that's for you.
Ho cenato con la mia famiglia.
Compreso nipote interno a mia sorella.
Non succedeva da settimane.
MI sono alzata da tavola a fine pasto dicendo:
"Sto andando verso la disperazione."
Mi hano guardato e mi hanno chiesto come mai.
Ne parlavamo da ore.
Sono sparita in camera mia prima che mi vedessero le lacrime.
Ho imparato che non devo fidarmi dei miei.
Ho imparato che non devo compiere scelte in base alle loro aspettative.
Ho imparato che non posso contare su di loro.
Eppure all'idea di dirgli di fottersi e pensare unicamente alla mia vita mi sento in colpa.
Mi sento sbagliata.
Mi sento fallita.
Tutto ciò perchè finalmente ho scelto di completare qualcosa che ho cominciato, invece di cominciare qualcosa di nuovo, e cioè di assumermi la responsabilità del negozio e gestirlo io.
Dopo mesi di depressione e lotte con mia madre per convincerla a mollare l'osso (ma non l'hanno aperto per te per darti un futuro?) ho finalmente vinto, ho ottenuto quello che volevo, si è arresa.
E finalmente abiamo fatto i conti seri.
Il negozio così com'è è destinato al fallimento in un anno, massimo due.
Grazie.
Bella eredità.
Ho detto a mia sorella "Non posso credere che siano stati i miei genitori a mettermi in questa situazione."
Mi ha risposto "C'eri anche tu quando avete aperto, hai fatto male a dirgli di si."
E' che non riesco mai a dire di no a mio padre.
Nella speranza che mi approvi.
Che mi accetti.
Che mi voglia bene.
Mi si dice che mi vuole bene comunque, da sempre, che morirebbe per me.
Allora come fa a non capire?
Come puoi chiedermi di ricominciare da capo a buttarmi a testa bassa dedicando la mia vita ad una attività che hai voluto tu e che non hai mai curato e che io non avrei mai aperto da sola e che ora sta andando male perchè il mercato funziona così perchè l'italia è una merda e c'è crisi e vaffanculo perchè è così e basta ed è palese che è l'enneisma causa persa in cui ti butteresti tu e in cui io ho imparato che invece non dovrei buttarmi...
Mi manca il fiato.
Sento la depressione che risale sottopelle.
Che risucchia la voglia di fare qualsiasi cosa.
Di vedere chiunque.
No. Non voglio essere abbracciata.
Voglio essere capita e lasciata libera.
Com'è possibile che mi stimi oltremodo e non mi giudichi in grado di dare un giudizio oggettivo su qualcosa che chiaramente non fa per me.
E cosa devo fare adesso?
Dedicare qualche altro anno della mia inesorabilmente breve vita a cercare la tua approvazione?
Voltare le spalle e lasciare mia madre ad impiccarsi con le sue mani nella attività che lei ha portato a questo livello?
"Tu non l'hai mai fermato."
Dice Mallory Nox alla madre mentre la lega al letto col padre prima di dare fuoco alla casa.
Eppure non ci riesco.
E invece dovrei.
Sono così stanca.
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