http://www.youtube.com/watch?v=OcZhyH-ODd4
Soffro per i mali del mondo.
A volte piango per cose che non potrò mai cambiare.
Oggi piangerei per tutte le persone a me care che sono morte.
E anche per tutte quelle che inesorabilmente vedrò morire.
Non so perchè, ma non riesco a distogliere la mente da questi pensieri.
E mi sembra assurdo che possano esserci persone felici, sapendo che succederà.
E' una tristezza malinconica.
Blues deriva da Blue, in inglese to feel blue ha un significato preciso, che non si esprime altrettanto bene traducendolo in italiano.
Scomparire dalla realtà per fondermi con l'etere.
Serial experiment Lain.
Sono un nerd triste.
Paradossale.
Vivere davvero in Ghost in the Shell.
O in una delle storie di Miyazaki.
No, quelle finiscono sempre quasi bene, sarei fuori tema con questo umore.
Cowboy Bebop.
Quello sarebbe adatto.
La fine con l'amaro in bocca.
I miei hanno preso la decisione definitiva (pare).
Chiudiamo il negozio.
Sospiro.
E vado in numb.
Il mio cervello non è più in grado di reagire.
Non adesso almeno.
Non so che fare.
Ma non fa male.
Lo stato Numb mi salva.
Per ora.
Un sacco di gente fugge nel proprio cervello per sempre.
Chissà se sono felici.
Aspetterò.
Vedrò.
Mi rialzerò.
Ricomincerò.
Di nuovo.
E ancora.
Ma non adesso.
lunedì 21 giugno 2010
venerdì 18 giugno 2010
So What
Oggi è Pink, incazzata, energica, allegramente isterica.
Lo scrivo solo per ricordarmi che dopo giorni di buio ce ne sono di luce.
Senza alcun motivo, senza alcuna ragione, senza alcun reale cambiamento nella situazione globale che mi circonda e che sto vivendo.
Ma oggi sto bene.
Riesco perfino a non chiedermi quanto durerà.
Prendo il sole finchè c'è.
Lo scrivo solo per ricordarmi che dopo giorni di buio ce ne sono di luce.
Senza alcun motivo, senza alcuna ragione, senza alcun reale cambiamento nella situazione globale che mi circonda e che sto vivendo.
Ma oggi sto bene.
Riesco perfino a non chiedermi quanto durerà.
Prendo il sole finchè c'è.
mercoledì 16 giugno 2010
Fuori sincrono
Ho passato quasi mezzora a cercare una canzone che riflettesse il mio stato d'animo.
Non l'ho trovata.
Non so neanche bene perchè ho aperto qui.
Ho un senso di disagio di fondo.
Come una nota stonata impercettibile che emana una leggerissima vibrazione e scuote le corde più intime del mio essere senza abbandonarmi mai. Un fastidio perenne.
Sono scoraggiata.
Forse mi ha preso la stessa fissa di tanta gente che non vedo cosa ho e mi lamento solo.
Mi annoierei da sola se così fosse.
Eppure ci penso ci penso e non capisco.
Allora ho pensato di scrivere tutto qui, a volte è servito a schiarirmi le idee.
Ma adesso non mi va più.
Avrei solo voglia di spegnermi.
Finiva così, questo post.
Ci ho ripensato.
E' che ho un disperato bisogno di qualcosa, ma non riesco davvero a capire di cosa.
Sto sempre scomoda, sempre nera, sempre triste.
A volte penso sia il negozio.
Certo non sarebbe strano visto che da solo un mare di preoccupazioni, di casini da risolvere, di scontri a fuoco con mia madre e mia sorella...
Ho detto a mio padre: "ti salvi solo perchè penso tu non fossi consapevole del casino in cui mi stavi metendo quando hai detto apriamo un negozio"
e lui ha candidamente risposto: "neanche l'idea più vaga tesoro".
E io mi annichilisco.
Evidentemente non voglio rinunciare all'idea che si prendano davvero cura di me.
Pur sapendo che non lo faranno perchè non ne sono capaci.
E neanche io temo.
Potrei trasferirmi in val di fassa e fare l'accademia d'arte lavorando come cameriera la notte.
Potrei andare ad Alcatraz a fare quello che serve e a creare sculture di legno nei boschi.
Potrei andare ovunque.
Come una figura descritta in un altro blog, avanti al fuoco in una valle di pietre con tanti sentieri.
Come siamo simili.
E invece no.
Sto qui.
Perchè ho paura che non starei bene neanche li.
Perchè ho paura che come ogni desiderio nella mia vita, dopo la realizzazione sa di carta vecchia.
Perchè non valgo abbastanza.
Perchè non lo so.
Che mi manca?
Deve essere qualcosa nel mio cervello, perchè se guardi bene ho praticamente tutto, o comunque molto più di tantissime altre persone.
Domenica ho dormito a trigoria, nel mio letto, nella mia stanza.
Sdraiata al buio guardavo intorno a me e pensavo "che merda di casa".
Poi ho pensato a chi sta magari in carcere in corea.
Ma dico siamo impazziti?
Che merda di casa?
Se una persona mi dicesse che pensa una cosa del genere probabilmente mi starebbe sl cazzo a morte.
Quindi c'è qualcosa che non va in me.
Qualche nodo che non ho ancora sciolto.
Oggi vorrei stare a casa (non mia) tutto il giorno.
Annichilirmi davanti al pc giocando a Rollercoaster Tycoon.
Senza neanche togliermi il pigiama.
In realtà sarei rimasta proprio a letto a dormire.
Quando sono depressa è così, dormire dormire dormire per aspettare che passi, il giorno, il tempo, la vita.
Reagire?
E poi?
Ho reagito così tante volte.
E torno sempre qui.
Leggendo il blog è abbastanza palese.
Curarmi?
Come?
Tornare in analisi?
Mi viene il vomito solo all'idea.
Piangere.
Questo si che mi va.
Sospiro.
Forse ho bisogno di aiuto, ma sono troppo arrogante per ammetterlo.
O forse ho solo paura che non lo riceverò, dato che mi sforzo così tanto di non farlo vedere.
Di solito a questo punto faccio un piano d'azione.
Tipo che metto in ordine le cose irrisolte che posso organizzare, gestisco, prevedo, faccio telefonate, scrivo sull'agenda, elenchi infiniti di cose da fare per poi poterle depennare e sentirmi appagata da traguardi raggiunti.
Quanto vorrei scomparire.
Ormai ho paura di dare fastidio anche a chi mi sta accanto ogni giorno, perchè sono sempre negativa.
Io probabilmente mi romperei le palle di stare accanto ad una persona così.
Come se ne esce?
Potrei sdraiarmi e dormire.
Potrei andare a trigoria, chiudermi in camera e dormire.
Potrei andare lontano, seza dire niente, e dormire.
Nessuno mi sveglierebbe.
Piangere fino a disidratarmi.
Perchè piaccio così tanto a così tanta gente e invece dentro sono in queste condizioni?
Penso "ora spegni, ti vesti e vai in palestra" e subito dopo penso "ma no che ti frega stai qui e dormi".
Mi fa bene se resto qui?
Forse no.
O forse si.
O forse è solo una fuga.
Che palle.
Non l'ho trovata.
Non so neanche bene perchè ho aperto qui.
Ho un senso di disagio di fondo.
Come una nota stonata impercettibile che emana una leggerissima vibrazione e scuote le corde più intime del mio essere senza abbandonarmi mai. Un fastidio perenne.
Sono scoraggiata.
Forse mi ha preso la stessa fissa di tanta gente che non vedo cosa ho e mi lamento solo.
Mi annoierei da sola se così fosse.
Eppure ci penso ci penso e non capisco.
Allora ho pensato di scrivere tutto qui, a volte è servito a schiarirmi le idee.
Ma adesso non mi va più.
Avrei solo voglia di spegnermi.
Finiva così, questo post.
Ci ho ripensato.
E' che ho un disperato bisogno di qualcosa, ma non riesco davvero a capire di cosa.
Sto sempre scomoda, sempre nera, sempre triste.
A volte penso sia il negozio.
Certo non sarebbe strano visto che da solo un mare di preoccupazioni, di casini da risolvere, di scontri a fuoco con mia madre e mia sorella...
Ho detto a mio padre: "ti salvi solo perchè penso tu non fossi consapevole del casino in cui mi stavi metendo quando hai detto apriamo un negozio"
e lui ha candidamente risposto: "neanche l'idea più vaga tesoro".
E io mi annichilisco.
Evidentemente non voglio rinunciare all'idea che si prendano davvero cura di me.
Pur sapendo che non lo faranno perchè non ne sono capaci.
E neanche io temo.
Potrei trasferirmi in val di fassa e fare l'accademia d'arte lavorando come cameriera la notte.
Potrei andare ad Alcatraz a fare quello che serve e a creare sculture di legno nei boschi.
Potrei andare ovunque.
Come una figura descritta in un altro blog, avanti al fuoco in una valle di pietre con tanti sentieri.
Come siamo simili.
E invece no.
Sto qui.
Perchè ho paura che non starei bene neanche li.
Perchè ho paura che come ogni desiderio nella mia vita, dopo la realizzazione sa di carta vecchia.
Perchè non valgo abbastanza.
Perchè non lo so.
Che mi manca?
Deve essere qualcosa nel mio cervello, perchè se guardi bene ho praticamente tutto, o comunque molto più di tantissime altre persone.
Domenica ho dormito a trigoria, nel mio letto, nella mia stanza.
Sdraiata al buio guardavo intorno a me e pensavo "che merda di casa".
Poi ho pensato a chi sta magari in carcere in corea.
Ma dico siamo impazziti?
Che merda di casa?
Se una persona mi dicesse che pensa una cosa del genere probabilmente mi starebbe sl cazzo a morte.
Quindi c'è qualcosa che non va in me.
Qualche nodo che non ho ancora sciolto.
Oggi vorrei stare a casa (non mia) tutto il giorno.
Annichilirmi davanti al pc giocando a Rollercoaster Tycoon.
Senza neanche togliermi il pigiama.
In realtà sarei rimasta proprio a letto a dormire.
Quando sono depressa è così, dormire dormire dormire per aspettare che passi, il giorno, il tempo, la vita.
Reagire?
E poi?
Ho reagito così tante volte.
E torno sempre qui.
Leggendo il blog è abbastanza palese.
Curarmi?
Come?
Tornare in analisi?
Mi viene il vomito solo all'idea.
Piangere.
Questo si che mi va.
Sospiro.
Forse ho bisogno di aiuto, ma sono troppo arrogante per ammetterlo.
O forse ho solo paura che non lo riceverò, dato che mi sforzo così tanto di non farlo vedere.
Di solito a questo punto faccio un piano d'azione.
Tipo che metto in ordine le cose irrisolte che posso organizzare, gestisco, prevedo, faccio telefonate, scrivo sull'agenda, elenchi infiniti di cose da fare per poi poterle depennare e sentirmi appagata da traguardi raggiunti.
Quanto vorrei scomparire.
Ormai ho paura di dare fastidio anche a chi mi sta accanto ogni giorno, perchè sono sempre negativa.
Io probabilmente mi romperei le palle di stare accanto ad una persona così.
Come se ne esce?
Potrei sdraiarmi e dormire.
Potrei andare a trigoria, chiudermi in camera e dormire.
Potrei andare lontano, seza dire niente, e dormire.
Nessuno mi sveglierebbe.
Piangere fino a disidratarmi.
Perchè piaccio così tanto a così tanta gente e invece dentro sono in queste condizioni?
Penso "ora spegni, ti vesti e vai in palestra" e subito dopo penso "ma no che ti frega stai qui e dormi".
Mi fa bene se resto qui?
Forse no.
O forse si.
O forse è solo una fuga.
Che palle.
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