sabato 19 luglio 2014

Summer cicadas

Era un cartone animato giapponese di quando ero piccola.
Forse era Creamy, o magica Emy, nella puntata la scuola stava finendo, era estate e c'era aria di lunghe separazioni.
Era un'atmosfera triste in contrasto con l'ambiente intorno, che avrebbe dovuto evocare una sensazione di relax e tranquillità.
E le cicale regnavano incontrastate riempiendo l'aria col loro frinire e cancellando i pensieri.

Qui è pieno di cicale.

Aggiornamentiamoci.

Sto con lui dal 6 ottobre scorso.
E' la data in cui si sono sposati i miei genitori.
Ma non significherà un cazzo come le precedenti coincidenze romantico-astrali-inutili.

Vivo a casa sua in pianta semi stabile da... marzo? o forse aprile.
Una volta pensavo che prima la frequentazione diventava quotidiana e più velocemente capivi se la storia funzionava o no.
Non ci sono tempi, e non ci sono modi.
Te la vivi e vedi come va.
Per tre volte ho festeggiato "4 anni insieme".
Per tre volte è finita poco dopo.

Credo che questa sia la relazione più complicata che io abbia mai avuto.
Una volta dicevo che se una coppia funziona deve essere facile, automatico, istintivo, deve andare tutto bene da subito.
I compromessi servono, si sa, lo dicono tutti quindi deve essere vero.
L'uomo perfetto non esiste.
Del resto io sono ben lontana dall'essere perfetta.

Credo anche che l'età influisca in maniera preponderante sul modo in cui vedo la vita, il futuro, la relatività delle situazioni.

Credo che il mio non essere felice non dipenda da altri che da me, risolvendosi in una serie di incastri inconsci talmente radicati in profondità da essere quasi incomprensibili anche a me stessa.

Credo di non avere più nessuna voglia di capirli, affrontarli e meno che mai risolverli.

Credo che resterò sdraiata su questa zattera alla deriva, e aspetterò, galleggiando.