Ma che senso avrà mai?
Oggi sono caustica.
Something takes a part of me.
Something lost and never seen.
Every time I start to believe,
Something's raped and taken from me... from me.
Life's got to always be messing with me.
Can't they chill and let me be free?
Can't I take away all this pain.
I try to every night, all in vain... in vain.
Sometimes I cannot take this place.
Sometimes it's my life I can't taste.
Sometimes I cannot feel my face.
You'll never see me fall from grace
Something takes a part of me.
You and I were meant to be.
A cheap fuck for me to lay
Something takes a part of me.
Feeling like a freak on a leash.
Feeling like I have no release.
How many times have I felt diseased?
Nothing in my life is free... is free
GO!
So lets fight! something bum pa hema eww
Fight...some things they fight
So...something bum pa hema eww
Fight...some things they fight
Fight...something bum pa hema eww
No...some things they fight
Fight...something bum pa hema eww
No...some things they fight
Part of me...
Oh...
Sospiro...
Quante chiacchiere.
E quanto veleno.
Non ho alcuna fiducia che l'anno prossimo possa andare meglio di questo.
Ho tutti i miei programmi.
E nessuna fiducia.
Bell'inizio.
Si va di inerzia.
E di veleno.
Spero solo di non entrare nel vortice della sbronza triste domani, come al mio compleanno, e chiudere in lacrime e tristezza.
Spero di riuscire a ballare ed urlare.
Spero di riuscire ad avere due braccia forti attorno alle spalle quando guarderò l'alba.
Spero di sopravvivere a me stessa e all'autodistruzione che sto incrementando algoritmicamente da un paio di settimane ad oggi.
Now what the hell are we waiting for?
Ne ho tanti intorno e nessuno addosso.
Tanti che mi guardano e nessuno fa quello che vorrei.
E' così difficile?
Sono così diversa dalle altre donne?
Closing time.
O semplicemente io non mi accontento e loro si?
mercoledì 31 dicembre 2008
lunedì 22 dicembre 2008
I can hardly wait
E' fantastica la malinconia, l'insofferenza, la rabbia, che sento in questa canzone.
Chaos Everywhere.
Chi sto cercando di lasciare al passato mi cerca. A che titolo poi.
L'amicizia. Questa parola viene decisamente usata male, al punto che se ne è snaturato e perso il significato vero.
O forse non ne ha mai avuto davvero uno.
In my glass coffin...i'm waitin'.
Chi sto immotivatamente cercando e inseguendo sparisce.
Odiosa giostra del "voglio quello che non posso avere".
Chi mi vuole, inaspettatamente, improvvisamente, imprevedibilmente, mi lascia cadere in un vortice di dubbi e depressione, di paura e fretta e incertezza e paranoia.
La monogamia è sbagliata.
La poligamia non so come si usa.
In realtà vorrei solo e soltanto qualcuno che mi faccia sentire di nuovo il natale, che mi regali un viaggio per due in un posto semplice e romantico, che mi dia certezze e risate, libertà e stabilità, musica su cui ballare.
Non esiste quello che voglio.
Perchè l'ho creato nella mia mente.
Mi sentivo di nuovo pronta a dare il meglio di me, a dedicarmi, e invece ho dato il peggio, o forse ho solo dato tutto, e mi sono ritrovata improvvisamente sbattuta in un angolo.
Torna la voglia di chiudermi in un angolo buio.
Ma rimane anche la voglia di fare quello che ho deisderato e seppellito.
Finire quello che ho iniziato e abbandonato.
Messo in attesa.
Concretizzare quello che ho sempre solo ipotizzato, sognato, progettato nella mia mente.
Forse mi ci vuole solo tempo.
E calma.
Sentirmi voluta da alla testa.
Sentirmi voluta solo un po' e da più versanti è ancora peggio.
Quella sensazione di testa vuota che solo il fedele amico alchool riesce a regalare.
Confusa, rallentata, invischiata in qualcosa che mi impedisce di muovermi e camminare.
Continua a camminare.
E' il mio buongiorno, quando accendo il contatto col mondo.
E inizia l'attesa.
E io odio aspettare.
Forse la mattina che mi dimenticherò di rendermi reperibile sarò davvero libera.
Ma ci riuscirò mai?
What have i become?
My sweetest friend
Everyone i know
Goes away
In the End.
Siamo tutti così.
Incastrati in una realtà che non ci appartiene.
Sopravviventi in un mondo creato da noi per errore.
Inadatto.
Alla costante ricerca di occhi che ti guardino.
Di pensieri rivolti a te.
Di persone che ti desiderino.
Di chiarezza.
E trovo solo la confusione.
E mi gira la testa.
And you can have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
If i could start again
I million miles away
I would keep myself
...
Sospiro.
"deve finire quest'anno bisestile"
e se il prossimo fosse peggio?
Credo di essere cambiata e cresciuta più in quest'anno che in tutta la mia vita.
E ne sto portando i segni.
Ogni fallimento è un esperienza, e se ne trai insegnamento non sarà più negativo.
Eppure io esco da questi 365 giorni con due relazioni fallite, due posti di lavoro abbandonati, tanti inizi splendidi finiti splendidamente male, tantissime esperienze, riflessioni, consapevolezze raggiunte, parole, pensieri, emozioni, soldi spesi in medicine, visite, operazioni, meccanici, alchool, sopratutto alchool.
Ma come si fa a cominciare con fiducia una cosa nuova?
Di qualsiasi genere.
Come si fa anche solo semplicemente ad iniziare a costruire qualcos altro, quando tutto, nel tuo passato e nel bagaglio di esperienze che ti porti appresso, ti ha dimostrato che può solo e soltanto andare male?
Come si fa ad essere felice se sai perfettamente quanto più profondamente potrai essere triste?
Come si può iniziare a camminare sapendo quanto sarà doloroso cadere?
Perchè cadrai, altre mille e mille volte.
E dovrai rialzarti sempre da sola.
Perchè le mani tese non sono mai abbastanza vicine, le vedi, ma non puoi prenderle, perchè ti impedisci di sollevare il braccio, perchè sono fuori, mentre il nemico è dentro.
Ci sono almeno un paio di tentativi che potrei ancora fare per sciogliere il mostro e fare pace coi fantasmi dei natali passati.
Ma non ce la faccio.
Neanche a pensare.
Sarebbe anche quello l'inizio di un cammino.
E io ho consumato ogni risorsa.
Tutto il mio corpo lo sta urlando.
E visto che ci tenevo tanto ormai è sempre più visibile.
Più tangibile.
Non mi sento neanche vuota.
Mi sento solamente finita.
Chaos Everywhere.
Chi sto cercando di lasciare al passato mi cerca. A che titolo poi.
L'amicizia. Questa parola viene decisamente usata male, al punto che se ne è snaturato e perso il significato vero.
O forse non ne ha mai avuto davvero uno.
In my glass coffin...i'm waitin'.
Chi sto immotivatamente cercando e inseguendo sparisce.
Odiosa giostra del "voglio quello che non posso avere".
Chi mi vuole, inaspettatamente, improvvisamente, imprevedibilmente, mi lascia cadere in un vortice di dubbi e depressione, di paura e fretta e incertezza e paranoia.
La monogamia è sbagliata.
La poligamia non so come si usa.
In realtà vorrei solo e soltanto qualcuno che mi faccia sentire di nuovo il natale, che mi regali un viaggio per due in un posto semplice e romantico, che mi dia certezze e risate, libertà e stabilità, musica su cui ballare.
Non esiste quello che voglio.
Perchè l'ho creato nella mia mente.
Mi sentivo di nuovo pronta a dare il meglio di me, a dedicarmi, e invece ho dato il peggio, o forse ho solo dato tutto, e mi sono ritrovata improvvisamente sbattuta in un angolo.
Torna la voglia di chiudermi in un angolo buio.
Ma rimane anche la voglia di fare quello che ho deisderato e seppellito.
Finire quello che ho iniziato e abbandonato.
Messo in attesa.
Concretizzare quello che ho sempre solo ipotizzato, sognato, progettato nella mia mente.
Forse mi ci vuole solo tempo.
E calma.
Sentirmi voluta da alla testa.
Sentirmi voluta solo un po' e da più versanti è ancora peggio.
Quella sensazione di testa vuota che solo il fedele amico alchool riesce a regalare.
Confusa, rallentata, invischiata in qualcosa che mi impedisce di muovermi e camminare.
Continua a camminare.
E' il mio buongiorno, quando accendo il contatto col mondo.
E inizia l'attesa.
E io odio aspettare.
Forse la mattina che mi dimenticherò di rendermi reperibile sarò davvero libera.
Ma ci riuscirò mai?
What have i become?
My sweetest friend
Everyone i know
Goes away
In the End.
Siamo tutti così.
Incastrati in una realtà che non ci appartiene.
Sopravviventi in un mondo creato da noi per errore.
Inadatto.
Alla costante ricerca di occhi che ti guardino.
Di pensieri rivolti a te.
Di persone che ti desiderino.
Di chiarezza.
E trovo solo la confusione.
E mi gira la testa.
And you can have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
If i could start again
I million miles away
I would keep myself
...
Sospiro.
"deve finire quest'anno bisestile"
e se il prossimo fosse peggio?
Credo di essere cambiata e cresciuta più in quest'anno che in tutta la mia vita.
E ne sto portando i segni.
Ogni fallimento è un esperienza, e se ne trai insegnamento non sarà più negativo.
Eppure io esco da questi 365 giorni con due relazioni fallite, due posti di lavoro abbandonati, tanti inizi splendidi finiti splendidamente male, tantissime esperienze, riflessioni, consapevolezze raggiunte, parole, pensieri, emozioni, soldi spesi in medicine, visite, operazioni, meccanici, alchool, sopratutto alchool.
Ma come si fa a cominciare con fiducia una cosa nuova?
Di qualsiasi genere.
Come si fa anche solo semplicemente ad iniziare a costruire qualcos altro, quando tutto, nel tuo passato e nel bagaglio di esperienze che ti porti appresso, ti ha dimostrato che può solo e soltanto andare male?
Come si fa ad essere felice se sai perfettamente quanto più profondamente potrai essere triste?
Come si può iniziare a camminare sapendo quanto sarà doloroso cadere?
Perchè cadrai, altre mille e mille volte.
E dovrai rialzarti sempre da sola.
Perchè le mani tese non sono mai abbastanza vicine, le vedi, ma non puoi prenderle, perchè ti impedisci di sollevare il braccio, perchè sono fuori, mentre il nemico è dentro.
Ci sono almeno un paio di tentativi che potrei ancora fare per sciogliere il mostro e fare pace coi fantasmi dei natali passati.
Ma non ce la faccio.
Neanche a pensare.
Sarebbe anche quello l'inizio di un cammino.
E io ho consumato ogni risorsa.
Tutto il mio corpo lo sta urlando.
E visto che ci tenevo tanto ormai è sempre più visibile.
Più tangibile.
Non mi sento neanche vuota.
Mi sento solamente finita.
venerdì 19 dicembre 2008
Teardrop
Love, love is a verb
Love is a doing word
Fearless on my breath
Gentle impulsion
Shakes me makes me lighter
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Nine night of matter
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Water is my eye
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire of a confession
Fearless on my breath
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Stumbling a little
Stumbling a little
Anche se...
It was a long and dark december.
Voglio credere di nuovo a Babbo Natale.
Voglio l'attesa carica di aspettative di quando ero bambina.
Voglio l'emozione.
Voglio non aver paura di non piacerti.
Voglio non sentire la tua mancanza.
Voglio non essere terrorizzata come una quindicenne inesperta.
Voglio ballare sobria come un tempo.
Voglio la felicità in terra per gli uomini (e le donne) di buona volontà.
Voglio andare nel mio posto speciale da sola.
Voglio andare nel mio posto speciale senza desiderare altro.
Voglio sentire la canzone giusta.
Voglio non dover spendere altri soldi in medicine e visite e dottori e operazioni.
Voglio l'adrenalina sottopelle.
Voglio fare l'amore sotto le stelle come se non ci fosse un domani.
Voglio non essere schiava dei fantasmi passati.
Voglio che la rabbia diventi passione.
Voglio che la fragilità diventi debolezza.
Voglio che la fantasia diventi sogno.
Voglio dormire tra calde e forti braccia.
Voglio dormire senza svegliarmi stanca e indolenzita.
Voglio cantare veleno.
Voglio vivere senza sopravvivere.
And I'm not gonna take it back.
Love is a doing word
Fearless on my breath
Gentle impulsion
Shakes me makes me lighter
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Nine night of matter
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Water is my eye
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire of a confession
Fearless on my breath
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Fearless on my breath
Stumbling a little
Stumbling a little
Anche se...
It was a long and dark december.
Voglio credere di nuovo a Babbo Natale.
Voglio l'attesa carica di aspettative di quando ero bambina.
Voglio l'emozione.
Voglio non aver paura di non piacerti.
Voglio non sentire la tua mancanza.
Voglio non essere terrorizzata come una quindicenne inesperta.
Voglio ballare sobria come un tempo.
Voglio la felicità in terra per gli uomini (e le donne) di buona volontà.
Voglio andare nel mio posto speciale da sola.
Voglio andare nel mio posto speciale senza desiderare altro.
Voglio sentire la canzone giusta.
Voglio non dover spendere altri soldi in medicine e visite e dottori e operazioni.
Voglio l'adrenalina sottopelle.
Voglio fare l'amore sotto le stelle come se non ci fosse un domani.
Voglio non essere schiava dei fantasmi passati.
Voglio che la rabbia diventi passione.
Voglio che la fragilità diventi debolezza.
Voglio che la fantasia diventi sogno.
Voglio dormire tra calde e forti braccia.
Voglio dormire senza svegliarmi stanca e indolenzita.
Voglio cantare veleno.
Voglio vivere senza sopravvivere.
And I'm not gonna take it back.
venerdì 12 dicembre 2008
Weaves.
Here we are again.
Mi sono svegliata depressa e sto sentendo the Nobodies a nastro.
Ho passato diversi giorni sereni in effetti, era pure ora che tornassimo alla normalità.
Ho ceduto e ho scritto alla mia croce e alla mia felicità ieri notte.
Ma ho scritto anche al nuovo interessante e apparentemente così diverso.
Stamattina ho aperto gli occhi, ho acceso il cellulare, e ho ricevuto un messaggio.
Ho perfino sorriso, sicura che fosse una delle solitamente piacevoli risposte, lente ma belle, dell'inesplorato piacevole.
Invece era la mia croce e delizia, e mi ha stupito.
Ora che non me lo aspetto, e lui lo sa, mi risponde anche se sto probabilmente dormendo.
Rispondeva alla domanda che gli ho fatto ieri. E invece del conforto sono arrivate le lacrime.
Anche lui mi pensa, dice.
E in un secondo sono stata catapultata in quei momenti splendidi che ho passato con lui, e che non torneranno.
Mai contenta insomma.
Ho amici felici intorno. E non mi va di vederli. Oggi.
Piove, e non mi fa bene per niente. Oggi.
Sono confusa.
Ieri sono stata due ore con il mio piccolo grande. Non è più il mio, lo so, ma anche lui è rimasto dentro di me.
Ero felice all'idea di passarci un po' di tempo insieme.
Invece quando lo guardo risale inevitabilmente una tristezza profonda, per qualcosa di incompiuto, qualcosa di rovinato, qualcosa di ingiusto. E inevitabile.
Ogni tanto penso anche al soldato di domenica notte.
E alla fine di tutto sono confusa.
Non so dove voglio essere, con chi, e in che modo, e così non riesco a muovere un passo.
Bevo caffè eccessivamente zuccherato, aspettando che faccia il suo lavoro e rialzi almeno la parte chimica del mio inguaribile nero.
E premo dinuovo play.
Il suono graffiante aiuta.
Ora...
Ora non lo so...
Vorrei restare qui per ora, vuota e sola.
Vorrei che un qualsiasi "lui" mi accompagnasse per visite e analisi, che sapesse, che parlasse coi dottori, che mi sorridesse e si occupasse di tutto, di me. Mio padre l'ha fatto l'ultima volta che ho girato per ospedali. Non è servito. Non mi ha aiutato, non mi ha dato conforto, mi ha fatto peggio, perchè non potevo neanche sbroccare a piangere per non farlo preoccupare.
E roscio è 'n teletubbies.
Questa è l'unica cosa che mi ha aiutato. Mi ha fatto ridere.
Ma è venuta sempre da fuori, non da me. Non ce la faccio proprio ad aiutarmi.
Ieri un mio amico molto saggio ha detto una cosa splendida.
La pioggia aumenta di intensità.
Mi sono svegliata depressa e sto sentendo the Nobodies a nastro.
Ho passato diversi giorni sereni in effetti, era pure ora che tornassimo alla normalità.
Ho ceduto e ho scritto alla mia croce e alla mia felicità ieri notte.
Ma ho scritto anche al nuovo interessante e apparentemente così diverso.
Stamattina ho aperto gli occhi, ho acceso il cellulare, e ho ricevuto un messaggio.
Ho perfino sorriso, sicura che fosse una delle solitamente piacevoli risposte, lente ma belle, dell'inesplorato piacevole.
Invece era la mia croce e delizia, e mi ha stupito.
Ora che non me lo aspetto, e lui lo sa, mi risponde anche se sto probabilmente dormendo.
Rispondeva alla domanda che gli ho fatto ieri. E invece del conforto sono arrivate le lacrime.
Anche lui mi pensa, dice.
E in un secondo sono stata catapultata in quei momenti splendidi che ho passato con lui, e che non torneranno.
Mai contenta insomma.
Ho amici felici intorno. E non mi va di vederli. Oggi.
Piove, e non mi fa bene per niente. Oggi.
Sono confusa.
Ieri sono stata due ore con il mio piccolo grande. Non è più il mio, lo so, ma anche lui è rimasto dentro di me.
Ero felice all'idea di passarci un po' di tempo insieme.
Invece quando lo guardo risale inevitabilmente una tristezza profonda, per qualcosa di incompiuto, qualcosa di rovinato, qualcosa di ingiusto. E inevitabile.
Ogni tanto penso anche al soldato di domenica notte.
E alla fine di tutto sono confusa.
Non so dove voglio essere, con chi, e in che modo, e così non riesco a muovere un passo.
Bevo caffè eccessivamente zuccherato, aspettando che faccia il suo lavoro e rialzi almeno la parte chimica del mio inguaribile nero.
E premo dinuovo play.
Il suono graffiante aiuta.
Ora...
Ora non lo so...
Vorrei restare qui per ora, vuota e sola.
Vorrei che un qualsiasi "lui" mi accompagnasse per visite e analisi, che sapesse, che parlasse coi dottori, che mi sorridesse e si occupasse di tutto, di me. Mio padre l'ha fatto l'ultima volta che ho girato per ospedali. Non è servito. Non mi ha aiutato, non mi ha dato conforto, mi ha fatto peggio, perchè non potevo neanche sbroccare a piangere per non farlo preoccupare.
E roscio è 'n teletubbies.
Questa è l'unica cosa che mi ha aiutato. Mi ha fatto ridere.
Ma è venuta sempre da fuori, non da me. Non ce la faccio proprio ad aiutarmi.
Ieri un mio amico molto saggio ha detto una cosa splendida.
La pioggia aumenta di intensità.
venerdì 5 dicembre 2008
Stormy weather.
Fuori è nuvoloso, il cielo grigio.
C'è vento. Un vento forte, di quello a raffiche che fanno sbattere le finestre e muovono le cime degli alberi, e le piante si piegano, in una danza dal ritmo improvvisato imprevedibile.
Sto ascoltando Einaudi.
Cercando di ascoltare me.
Senza pensieri razionali, sto cercando di sentire qual'è la vibrazione che ho dentro, e sto cercando di darle qualcosa di morbido qui fuori.
Dovrei ricominciare a suonare il pianoforte.
Il suono è come il vento.
Come in Struggle for Pleasure.
E questa si chiama Divenire.
Forse è per questo che mi piace.
Credo che queste siano coccole, che faccio a me, da sola.
Anche se ancora più che una vittoria suona molto come una ritirata strategica.
Ok, mettiamola così, se riesco a ricucirmi da sola le ferite oggi, forse domani arriverò anche a farmi ridere, a farmi stare bene davvero. A conoscermi. A gioire di quello che ho e lasciar perdere quello che non ho più.
Lavorando con calma per quello che non ho ancora.
Restare al sicuro, a guardare il vento violento fuori che muove il mondo a suo capriccio, col pianoforte dolce e triste a riempirmi, volute di fumo salgono sinuose, unica lenta risposta al suono. Mentre io ascolto e osservo. Immobile fuori, vibrando impercettibilmente dentro.
Oggi è uno di quei giorni in cui penso che potrei anche farcela.
Forse.
C'è vento. Un vento forte, di quello a raffiche che fanno sbattere le finestre e muovono le cime degli alberi, e le piante si piegano, in una danza dal ritmo improvvisato imprevedibile.
Sto ascoltando Einaudi.
Cercando di ascoltare me.
Senza pensieri razionali, sto cercando di sentire qual'è la vibrazione che ho dentro, e sto cercando di darle qualcosa di morbido qui fuori.
Dovrei ricominciare a suonare il pianoforte.
Il suono è come il vento.
Come in Struggle for Pleasure.
E questa si chiama Divenire.
Forse è per questo che mi piace.
Credo che queste siano coccole, che faccio a me, da sola.
Anche se ancora più che una vittoria suona molto come una ritirata strategica.
Ok, mettiamola così, se riesco a ricucirmi da sola le ferite oggi, forse domani arriverò anche a farmi ridere, a farmi stare bene davvero. A conoscermi. A gioire di quello che ho e lasciar perdere quello che non ho più.
Lavorando con calma per quello che non ho ancora.
Restare al sicuro, a guardare il vento violento fuori che muove il mondo a suo capriccio, col pianoforte dolce e triste a riempirmi, volute di fumo salgono sinuose, unica lenta risposta al suono. Mentre io ascolto e osservo. Immobile fuori, vibrando impercettibilmente dentro.
Oggi è uno di quei giorni in cui penso che potrei anche farcela.
Forse.
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