martedì 25 settembre 2007

Epiphany

Oltre ad essere una splendida canzone è anche una di quelle cose che capitano raramente, e che personalmente interpreto come "Rivelazione".

Ne ho avuta una qualche giorno fa, ed ho aspettato di essere sicura della sua fondatezza prima di darla per definitiva.
Mi è giunta tipo raggio di sole tra le nuvole, ma non ho... visto la luce.
Ho realizzato che in questa fase della mia esistenza non ho alcun interesse nella vita in quanto tale.
Non nel senso che non ho "interessi", obbiettivi, cose da fare ecc...
Nel senso che la vita non mi interessa, non mi entusiasma, potremmo dire che non mi riguarda.
La vita intesa come trovare un motivo per andare avanti, trovare la spinta a superare le difficoltà, trovare la voglia di uscire con gli amici, trovare una ragione per intrattenere qualsiasi tipo di rapporto interpersonale.
Non rende l'idea.
La domanda di fondo è: a che scopo condurre una esistenza nell'accezione comune del termine?

Sabato ho trovato una alternativa alla scogliera: non bere. In 2 giorni hai risolto il problema.
E avrei potuto farlo.
In effetti ero sdraiata sul letto e pensavo proprio che non mi sarei più alzata.
Mica è così semplice accorgersi che una persona non beve, devi conoscerla e conoscere le sue intenzioni, altrimenti può passare per stanca, se ti dice "Sto poco bene, dormo un po'" sai quante ore possono passare prima che si insinui il dubbio in chi la circonda?

Il Mio vigila però.
E mi ha trascinato fuori casa.
Sono cocciutamente incoerente.

E continuo ad alzarmi per andare a lavorare.
A vedere amici.
A programmare live e altre cazzate.
E intanto penso "Ma che lo faccio a fare?"
Qual'è il motivo per cui esisto?

Non riesco ad essere felice.
Perchè non ho alcun interesse nella Vita.
O forse è il contrario.
Fatto sta che è incredibile quanto si possano celare pensieri interni così terribili senza dare minimamente il modo al mondo che ci circonda anche solo di intuire qualcosa del genere.
Chissà quante sono le persone come me.
Sicuramente tutti i maniaci e gli assassini.
"Ma era un ragazzo così per bene!"
"Una persona così cordiale, così solare..."
E invece no!
Era solo una persona, complicata, incastrata, sola dentro.

martedì 18 settembre 2007

Oggi.

Oggi piove.
Il mio umore è sognante quando piove.
Lo scroscio, il suono, l'odore dell'aria, c'è un atmosfera magica quando piove forte.
Come se aspettassi di percepire questa magia resto sospesa e distratta. con un orecchio alla realtà e uno alla fantasia.

Oggi ho ricordato una mia vecchia paura: sfasciare le situazioni con cui entro in contatto.
Le comitive, i gruppi, gli insiemi insomma.
Potrei fare un lungo elenco.
Certo molti sarebbero pronti a giurare che non è colpa mia e che sono solo coincidenze.
Ma oggi piove, e non credo alle coincidenze.
E succede di nuovo, intorno a me.
Forse succede per caso ma sempre e comunque quando entro in un insieme preesistente.
O forse sono io a causarlo inconsciamente.
Magari perchè soffro nel non averne fatto parte fino ad ora.
Non è una bella cosa da ammettere mi sa, l'invidia.
L'invidia distruttiva inconsapevole poi è quasi peggio.
Nel medioevo se avessi confessato qualcosa del genere probabilmente sarei stata messa al rogo come iettatrice...

E tra pochi giorni il mio acrobata preferito parte.
Già mi viene da piangere.
Ogni volta che ho salutato qualcuno piangendo l'ho perso.

C'è una foto che ho in mente da qualche giorno.
Questa: http://www.astro.unifi.it/baglioni/sitoweb/iceberg.jpg
L'amore del Mio è molto simile.
Nella sua immensità e nella sua freddezza.
Devo solo trovare un modo per aggrapparmi e non scivolare, se voglio restargli vicino.
Certo a guardarlo da lontano mozza il fiato...

lunedì 3 settembre 2007

Emptying litter bin

A volte mi sento vuota. Nel senso più vasto del termine.
Non una scatoletta di fiammiferi vuota, un hangar vuoto.
Voglio dire, ne conterrebbe di cose... un hangar...
Passo una giornata tranquilla, sempre per modo di dire, diciamo che non litigo e non discuto con Lui, ne con nessun altro, e faccio quello che mi ero prefissata per quella giornata.
poi arriva la sera, il momento di uscire, l'appuntamento con gli amici, lo svago.
E come diciamo noi "mi prende male".
E non capisco perchè.
La compagnia mi piace, il programma mi piace, insomma una di quelle serate che tanto avrei voluto fino alla disperazione qualche anno fa.
Ora posso averla... e non la voglio.
Ma non è esatto questo.
E' più come se avessi insieme ansia, paura, preoccupazione, insomma "non voglia".
E di cosa poi?
Di certo non di quello che mi aspetta.
Aspettative alte? Direi di no, anche perchè di solito vengono perfino soddisfatte.
Un pensiero si insinua sottile come un ago: che tu non ti sappia divertire?
"Se così fosse non starei con te."
Potrebbe avere ragione.
E allora cos'è?
Paura di non piacere?
Facile. Quello che sembro è sempre diverso da quello che sono, quando si parla di sicurezza in me stessa.
Però piaccio ad un sacco di gente.
A me no, questo lo sappiamo da tempo.
Ma è più come se non mi sentissi pronta, non all'altezza... di sostenere una conversazione random avanti ad una birra?
Ci rendiamo conto?
Inadeguata.
Direi che calza abbastanza.

Oggi per esempio la difficoltà nel sostenere rapporti interpersonali mi risulta intollerabile.
Vorrei andarmene in un bosco da sola.
Tanto ci sarà sempre qualcuno che non capisce come sei, perchè sei così, qualcuno a cui farai un torto anche involontario.
Questa ricerca della perfezione mi ucciderà prima o poi.
Ma solo il cervello, resterò una bambola di carne con la bavetta e un sorriso ebete.

Ho costantemente la sensazione di aver perso qualcosa in questo periodo, di aver fatto la mossa sbagliata.
Ieri ho lasciato l'appartamento definitivamente.
La mia psicanalista ci sarebbe andata a nozze.
I distacchi e gli abbandoni... Sorrisi amari.

Quanto ci si può sentire abbandonati quando ci si rende conto che la persona di cui ti fidavi di più al mondo per ricevere un aiuto serio in realtà ha sbagliato un sacco di cose e non è stata in grado di aiutarti fino in fondo?

Perchè non posso toccare la persona da cui vorrei essere capita e passargli un'idea anche vaga del mio stato d'animo smarrito e confuso?
Le parole non bastano. Non bastano mai.

Ma le azioni devono avere una direzione, un piano, un inizio e una fine.
E io sono come al solito chiusa nell'angolo buio di un hangar vuoto.
Però non sono depressa, per ora.

Penso a tutte le cose che ho da fare, il 90% sono impegnative ma piacevoli.
Eppure non sono per me fonte di soddisfazione.
L'appagamento è quello che mi manca.
Anche quando lui finalmente mi stringe tra le braccia. Mi manca.
Ma un bell'elettroschock?

C'è decisamente una rotella che non gira in sincro con le altre.

E andrò avanti a fare tutto quello che devo, rimanendo una osservatrice, sorridente, ma esterna.

Deve essere vero che quando tutto quello che ti tocca per un lungo periodo ti ferisce brutalmente trovi il modo per non farti più toccare.
Il difficile è tornare indietro, anche perchè non mi ricordo come ho fatto a sigillarmi dentro questa teca di vetro antiproiettile.
E non ci sono lanciamissili qui dentro.
Ne attrezzi.
Ci sono solo io.
Che guardo fuori e non sento altro che il freddo del vetro.

Quanto vorrei che esistesse la fatina buona e che mi facesse una sua cazzo di magia.