E' incredibile quanto la musica abbia un'effetto diretto sul mio umore...
Quasi inquietante.
Beggin, beggin you
Put your loving hand out baby...
In macchina, a casa, nei bar.
Una volta ho scritto: "Balla ogni volta che ne hai l'occasione".
Mi sono presa in parola.
If there's lessons
To be learned
I'd rather get
My jamming words
In first, so
When your playing
With desire
Don't come running
To my place
When it burns
Like fire, boy.
Sweet about me
Nothing sweet
About me, yeah.
Però in questo momento che sono senza cd in macchina e viaggio solo di radio (freneticamente direi), ho notato che non mi accontento di quello che capita, anche se sono i Depeche Mode, per dire, continuo a girare finchè non trovo le canzoni con cui sto in fissa adesso, che sono tutte attuali.
Come se non volessi risentire il passato.
Infastidita all'idea piuttosto.
Oh…Mary’s ambitious
She wanna to be a politician
She been dreaming about it since she was a girl
She thought that she’d be the one to change the world
Always trying to pave the way for women in a…man’s world
But life happened, house, kids, 2 cars, husband hits the jar, cheques that don’t go very far now
Now she in it - can’t change it, she keeps her mind on her wages
The only rattling cages!
Together we cry…
Together we cry…
Però diciamocelo... La mente torna al desiderio...
I'm in love with a girl who knows me better,
Fell for the woman just when i met her,
Took my sweet time when i was bitter,
Someone understands,
And she knows how to treat a fella right,
Give me that feeling every night,
Wants to make love when i wanna fight,
Now someone understand me.
Sarebbe fantastico vivere una situazione del genere.
Non credo mi sia dato.
Piuttosto da brava isterica anima in pena continuerò a sfiorare e scappare.
Sognando qualcuno che mi prenda per mano, dolcemente, ma saldamente, e mi tenga ferma accanto a lui.
Non deve essere facile avere a che fare con me.
Con noi donne in generale.
Ma con me ancora meno temo.
La tragedia è che io ho a che fare con me ogni giorno...
Stress.
Delle mani forti, sul collo, in grado di togliermi dal mondo in un gesto semplice, senza fatica, che invece mi sfiorano, dolci, calde, sicure.
Voglio qualcuno che conosca le costellazioni e mi porti in un posto buio per raccontarmi le storie degli antichi.
L'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re.
Che odio i proverbi, secono me erano una cifra frustrati quelli che li hanno inventati.
E bugiardi.
ma sopratutto frustrati.
Il fatto è che io lo voglio proprio... E qualsiasi diversa soluzione sarebbe inserobilmente un accontentarsi.
Che alla lunga mi stanca.
Un tale quantità di pregi e positività da far diventare le mancanze e i difetti delle trascurabili inezie.
C'è chi dice che potrebbe funzionare anche così.
E', vero.
Potrebbe.
Però non mi è ancora capitato.
Il 10 è l'ennesima notte di San Lorenzo della mia vita.
Odio il concetto stesso di aspettativa, perchè mi si inchioda alla pelle e al cuore, e mi guasta tutto quello che ho.
La musica non è così.
Non ci sono aspettative.
Solo belle sorprese.
O desiderio e soddisfazione, con conseguente rilascio di endorfine.
E concludendo...
Questa è da parte mia per me.
A tutto volume.
That's the way love goes
There's no way
I'm coming back to you
I've just got to say
That everything we did is through
You tried to undermine
The better ranges of my nature
But soon your going to find
You should have started talking straighter
Now don't you worry
I won't put you down
I'm in no hurry, baby
To see you go to ground
Because it's true what they say
You know it's true what they say
Your only king for a day
I guess your happy that way
Well there's no hope
For peace and reconciliation
You're quick to play your hand
But what you haven't learnt is patience
So look before you leap
To tell the world your coloured story
It's clear your talk is cheap
You'd do anything to get your glory
So spread your wings and fly
There is no doubt
You're so sorry inside you've got something to shout about
Because it's true what they say
You know it's true what they say
You're only king for a day
I guess you're happy that way
And there's no love
Ever to be lost between us
I guess this is because
The damage that you've done is so grievous
So I hang my head
To dwell on what might have been
But what you left instead
Is pieces of a broken dream
Now don't you worry
I won't put you down
I'm in no hurry
To see you go to ground
Because it's true what they say
You know it's true what they say
You're only king for a day
I guess you're happy that way
So spread your wings and fly
There is no doubt
You're so sorry inside you've
Got something to shout about
Because it's true what they say
You know it's true what they say
Your only king for a day
I guess you're happy that way
Don't you see that your only king for a day
You must believe that..
mercoledì 30 luglio 2008
martedì 29 luglio 2008
Begging.
Sono giorni che ho voglia/bisogno di scrivere.
E non posso.
Perchè non ho uno spazio mio.
Ieri e l'altro ieri ho incontrato tantissime persone che conosco, chi da più tempo e chi da meno, e mi hanno detto tutti la stessa cosa: Va tutto bene?
Mi sconvolge che si veda così tanto. Non intendevo lasciar trasparire qualcosa che non so neanche cosa sia e come chiamare.
Eppure si vede.
"Perchè sei sempre solare e oggi invece non sorridi".
He...
Mi vengono in mente diverse motivazioni, ma nessuna calza.
Come quando cerchi di spiegare perchè sei innamorato di qualcuno, e le parole non sono mai abbastanza esaustive.
Non ho una tana.
Le mie cose sono in un box e non posso prenderle, usarle, guardarle, toccarle.
Ieri sono andata al cinema da sola.
Come a Londra.
Era Giugno di 10 anni fa. Tondi tondi.
E io ero sola perchè avevo lasciato il io ragazzo, l'università, la mia casa e la vita che facevo.
Sono un fottuto circolo vizioso.
Sento Superman degli Stereophonics e con tutta me stessa vorrei un uomo che la cantasse solo per me.
Come se fossi l'unica donna al mondo.
Così dovrebbe essere l'amore.
Come nei film, come nei cartoni animati, come nelle favole.
Sono una fottuta tossicodipendente di fantasia.
Forse non smetterò mai di desiderare qualcuno accanto che viva con me una storia come quelle dei film.
Che mi canti "La Cura" e rimanga fedele a quel sentimento per sempre.
A volte penso "Ho bisogno di stare inbraccio".
Sdraiata su una superficie a caso, stretta tra le braccia forti di qualcuno che viva solo per prendersi cura di me, che mi faccia sentire al sicuro. Sempre.
Ma poi penso che non posso averne bisogno, che devo reggermi sulle mie gambe, che posso farcela anche da sola, che sono grande, sono capace, mi basta continuare a respirare e a camminare.
Se volessi potrei averlo.
Un occasionale maschio x che mi faccia sentire bene per un paio d'ore.
Ma poi dovrei dargli in cambio l'odiosa moneta di cui sono naturalmente dotata e che mi ha sempre portato al rimpianto e all'amarezza.
Eppure io vorrei tanto dedicarmi. Vorrei trovare qualcuno che in equilibrio con me sia in grado di farmi sentire come voglio per potergli poi far avere tutto quello che di spaciale c'è in me.
Potrei essere in grado di vivere una favola, se me ne capitasse una.
Però ormai so che sono anche in grado di crearne una fittizia, solo per questo fottuto bisogno di affetto, di coinvolgere una povera vittima e di portare le cose al punto che voglio io, per poi guastarle inesorabilmente quando non proseguono come dovrebbero.
Non c'è da stupirsi, se costruisci qualcosa di proposito non può funzionare come se fosse nata spontaneamente.
Sarà sempre un manufatto, copia del sogno originale, ma senza magia.
E allora lascio alle mie spalle l'ennesima vittima e cambio.
Ancora e ancora e ancora.
E mi odio per questo.
Per aver fallito, per non averci creduto abbastanza, per essere così sempre insoddisfatta, incontentabile, irrequieta, psicolabile, costante nel mio continuo cambiare.
Di nuovo a zero.
E ricominciamo.
Trovo sempre qualcuno da puntare, qualcuno che potrei volere accanto, che potrei conquistare, che potrei convincere a starmi accanto.
Però ora sono cresciuta.
E' vero.
Sono consapevole di quanto posso fare male, di quanto posso essere fantastica e spietata.
E non voglio più farlo.
Forse non ho ancora mai incontrato qualcuno che invece di lasciarmi condurre il gioco prendesse in mano le redini e facesse l'uomo come si confà alla storica definizione del genere.
Quanto potrei perdermi se trovassi qualcuno in grado di domarmi.
Sarebbe una lotta infinita, però bellissima.
Qualcuno ingrado di capire che sono sia piccola che grande, sia pericolosa che indifesa, sia un miele che un veleno.
A volte c'è qualcuno che lo vede, e io mi lascio affascinare, ma quando poi iniziamo a giocare si stanca, dopo un po', non regge.
Perchè l'abitudine mi uccide, la continuità mi stanca, l'intimità va bene solo se accompagnata da costanti sorprese.
Ho bisogno di emozioni forti.
Mi nutro e vivo di emozioni.
E se ho una persona accanto, un compagno di vita, deve essere lui a darmele.
Credo sia l'unico modo per tenermisi vicino.
Eppure lo dico, lo spiego prima, lo faccio capire.
E mai nessuno ce la fa.
Nessuno riesce a capire che arriva un momento in cui bisogna lottare contro di me per poter continuare ad avere me.
Il cavaliere che sconfigge il nemico per salvare la principessa non è il light motif del 90 % delle opere fantastiche mondiali senza motivo, è così che funziona.
Ti incontri, incroci lo sguardo, sogni per qualche interminabile istante, e poi è tutto facile, tutto veloce, tutto luminoso, tutto emozionante, finchè non arriva il buio.
E non sopravvive mai nessuno accanto al mio di buio.
E' così intenso, denso, soffocante e pieno che nessuno ce la fa.
Solo io sopravvivo sempre.
E ricomincio.
Defective Circle.
Non voglio far male a chi mi sta accanto, eppure vorrei così tanto qualcuno ingrado di starmi accanto.
Mi sento davvero come una meravigliosa pianta carnivora.
Posso nascondere il veleno così bene da attirare la vittima e tenerla stretta a me il tempo necessario a distruggerla.
Forse la soluzione è semplicemente rivolgere quel veleno su me stessa e far finire la favola una volta per tutte.
Senza lieto fine.
Una fine e basta.
E non posso.
Perchè non ho uno spazio mio.
Ieri e l'altro ieri ho incontrato tantissime persone che conosco, chi da più tempo e chi da meno, e mi hanno detto tutti la stessa cosa: Va tutto bene?
Mi sconvolge che si veda così tanto. Non intendevo lasciar trasparire qualcosa che non so neanche cosa sia e come chiamare.
Eppure si vede.
"Perchè sei sempre solare e oggi invece non sorridi".
He...
Mi vengono in mente diverse motivazioni, ma nessuna calza.
Come quando cerchi di spiegare perchè sei innamorato di qualcuno, e le parole non sono mai abbastanza esaustive.
Non ho una tana.
Le mie cose sono in un box e non posso prenderle, usarle, guardarle, toccarle.
Ieri sono andata al cinema da sola.
Come a Londra.
Era Giugno di 10 anni fa. Tondi tondi.
E io ero sola perchè avevo lasciato il io ragazzo, l'università, la mia casa e la vita che facevo.
Sono un fottuto circolo vizioso.
Sento Superman degli Stereophonics e con tutta me stessa vorrei un uomo che la cantasse solo per me.
Come se fossi l'unica donna al mondo.
Così dovrebbe essere l'amore.
Come nei film, come nei cartoni animati, come nelle favole.
Sono una fottuta tossicodipendente di fantasia.
Forse non smetterò mai di desiderare qualcuno accanto che viva con me una storia come quelle dei film.
Che mi canti "La Cura" e rimanga fedele a quel sentimento per sempre.
A volte penso "Ho bisogno di stare inbraccio".
Sdraiata su una superficie a caso, stretta tra le braccia forti di qualcuno che viva solo per prendersi cura di me, che mi faccia sentire al sicuro. Sempre.
Ma poi penso che non posso averne bisogno, che devo reggermi sulle mie gambe, che posso farcela anche da sola, che sono grande, sono capace, mi basta continuare a respirare e a camminare.
Se volessi potrei averlo.
Un occasionale maschio x che mi faccia sentire bene per un paio d'ore.
Ma poi dovrei dargli in cambio l'odiosa moneta di cui sono naturalmente dotata e che mi ha sempre portato al rimpianto e all'amarezza.
Eppure io vorrei tanto dedicarmi. Vorrei trovare qualcuno che in equilibrio con me sia in grado di farmi sentire come voglio per potergli poi far avere tutto quello che di spaciale c'è in me.
Potrei essere in grado di vivere una favola, se me ne capitasse una.
Però ormai so che sono anche in grado di crearne una fittizia, solo per questo fottuto bisogno di affetto, di coinvolgere una povera vittima e di portare le cose al punto che voglio io, per poi guastarle inesorabilmente quando non proseguono come dovrebbero.
Non c'è da stupirsi, se costruisci qualcosa di proposito non può funzionare come se fosse nata spontaneamente.
Sarà sempre un manufatto, copia del sogno originale, ma senza magia.
E allora lascio alle mie spalle l'ennesima vittima e cambio.
Ancora e ancora e ancora.
E mi odio per questo.
Per aver fallito, per non averci creduto abbastanza, per essere così sempre insoddisfatta, incontentabile, irrequieta, psicolabile, costante nel mio continuo cambiare.
Di nuovo a zero.
E ricominciamo.
Trovo sempre qualcuno da puntare, qualcuno che potrei volere accanto, che potrei conquistare, che potrei convincere a starmi accanto.
Però ora sono cresciuta.
E' vero.
Sono consapevole di quanto posso fare male, di quanto posso essere fantastica e spietata.
E non voglio più farlo.
Forse non ho ancora mai incontrato qualcuno che invece di lasciarmi condurre il gioco prendesse in mano le redini e facesse l'uomo come si confà alla storica definizione del genere.
Quanto potrei perdermi se trovassi qualcuno in grado di domarmi.
Sarebbe una lotta infinita, però bellissima.
Qualcuno ingrado di capire che sono sia piccola che grande, sia pericolosa che indifesa, sia un miele che un veleno.
A volte c'è qualcuno che lo vede, e io mi lascio affascinare, ma quando poi iniziamo a giocare si stanca, dopo un po', non regge.
Perchè l'abitudine mi uccide, la continuità mi stanca, l'intimità va bene solo se accompagnata da costanti sorprese.
Ho bisogno di emozioni forti.
Mi nutro e vivo di emozioni.
E se ho una persona accanto, un compagno di vita, deve essere lui a darmele.
Credo sia l'unico modo per tenermisi vicino.
Eppure lo dico, lo spiego prima, lo faccio capire.
E mai nessuno ce la fa.
Nessuno riesce a capire che arriva un momento in cui bisogna lottare contro di me per poter continuare ad avere me.
Il cavaliere che sconfigge il nemico per salvare la principessa non è il light motif del 90 % delle opere fantastiche mondiali senza motivo, è così che funziona.
Ti incontri, incroci lo sguardo, sogni per qualche interminabile istante, e poi è tutto facile, tutto veloce, tutto luminoso, tutto emozionante, finchè non arriva il buio.
E non sopravvive mai nessuno accanto al mio di buio.
E' così intenso, denso, soffocante e pieno che nessuno ce la fa.
Solo io sopravvivo sempre.
E ricomincio.
Defective Circle.
Non voglio far male a chi mi sta accanto, eppure vorrei così tanto qualcuno ingrado di starmi accanto.
Mi sento davvero come una meravigliosa pianta carnivora.
Posso nascondere il veleno così bene da attirare la vittima e tenerla stretta a me il tempo necessario a distruggerla.
Forse la soluzione è semplicemente rivolgere quel veleno su me stessa e far finire la favola una volta per tutte.
Senza lieto fine.
Una fine e basta.
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